Siamo stati a Milano per provare Nintendo Switch, la nuova console della grande software house nipponica. L’evento veniva introdotto da un membro dello staff che presentava brevemente la macchina come “la più potente console portatile”. In questo modo si evita il confronto diretto con le ammiraglie di Sony e Microsoft, confronto che porta inevitabilmente a considerare la proposta Nintendo come già obsoleta dal punto di vista hardware.
Il problema fondamentale è l’incongruenza delle dichiarazioni. Da una parte si dice che è la più potente console portatile (cosa verissima), dall’altra si sottolinea che Switch sia una console fissa. La verità sta come sempre nel mezzo, ma notiamo che il colosso di Kyoto tende ancora a fare un po’ di confusione quando si tratta di marketing e di dialogo con il pubblico. Eredità di Wii U o meno, ci auguriamo che la musica possa essere diversa questa volta.

La console può essere utilizzata in tre diverse modalità: handheld, con i joycon installati a lato dello schermo; tabletop, appoggiata sul tavolo e giocando con i joycon o un controller pro; utilizzo TV, una volta inserita nella dock e interfacciandosi con i joycon. L’evento permetteva il test in ciascuna delle modalità.

Per cominciare abbiamo provato 1/2 Switch, più che altro dei giochini per saggiare la tecnologia contenuta nei joycon. Nella nostra demo erano disponibili quattro minigame (dei 28 totali). In nessuno dei casi siamo rimasti entusiasmati, prodotti del genere avrebbero avuto senso regalati in bundle con la console, per quanto gradevoli da provare non valgono una spesa supplementare.
Subito dopo c’era ARMS, nuova IP Nintendo che rientra nel genere fighting. Due giocatori useranno un paio di Joycon come guantoni, tirandosi quei particolari pugni a molla che avrete sicuramente visto in video e immagini. In alternativa, se la spesa di due ulteriori Joycon non vi aggrada, potrete sfidare CPU e avversari online.

Ben più interessante era Snipperclips, puzzle cooperativo in cui i giocatori controllano due fogli di carta. Ritagliandosi vicendevolmente nelle giuste forme dovremo risolvere diversi enigmi, per un’esperienza che appare molto originale. Abbiamo provato il titolo in modalità tabletop, creando quella piacevole atmosfera vista nel trailer di Switch, giocare ovunque anche in compagnia.
Tra i titoli third-party abbiamo provato FAST RMX, seguito dell’ottimo Fast Racing Neo, anche questo giocabile in due con i soli Joycon.

Infine il piatto forte, ovvero Zelda: Breath of the Wild. Dopo un breve tutorial sui comandi si comincia subito ad avventurarsi per Hyrule, ma in 20 minuti non abbiamo avuto modo di provare moltissimo. Il clima è parte integrante del gameplay, possiamo lanciare una fiaccola nell’erba e le fiamme saranno guidate dal vento. A livello tecnico in modalità handheld abbiamo una risoluzione di 720p per 60fps piuttosto fluidi, un ottimo impatto visivo e dei bei colori sullo schermo. Purtroppo l’interfaccia di gioco risulta troppo piccola e lo stesso dicasi per scritte e menu, speriamo vivamente che sistemino con delle dimensioni accettabili o tra i costi di questa console ci sarà anche l’oculista. E’ un problema già visto su alcuni porting per PlayStation Vita, dove il rapporto di immagine di hud e menu rimane invariato rispetto alle controparti per console fisse. Un errore madornale e che mina l’esperienza utente in modo drastico. Per fortuna è facilmente risolvibile.
Una volta inserita la console nella dock c’è un peggioramento notevole. Secondo quanto dichiarato il gioco gira a 900p per 60 fps. Nella mia personale percezione credo ci si aggirasse sui 45-50 in movimento, con cali dove compariva vegetazione più fitta. Anche stando fermi e ruotando la telecamera si poteva notare il calo prestazionale. Chiaramente non si trattava di una build definitiva e si spera quindi che i problemi vangano sistemati a dovere.

Purtroppo si trattava di un evento aperto al pubblico, ma siamo riusciti a provare tutto con relativa calma. La prova è stata su console con anti taccheggio, quindi in modalità handheld avevamo un peso aggiunto a causa del plate in metallo. Nonostante questo la macchina non ci è sembrata particolarmente pesante. A livello di ingombro non raggiunge la tascabilità di un 3DS XL ma è comunque meno grande di quanto ci aspettassimo. Per portarla a spasso sarà necessario avere almeno una borsa o uno zainetto, o in alternativa smontare i joycon. Anche inserita nella sua dock Switch pretende i suoi spazi sul vostro mobile da salotto, sarete costretti a tenerla verticalmente e sopra il mobile se l’intenzione è quella di tirarla agevolmente fuori per giocarci in modalità handheld. Inserimento ed estrazione dalla suddetta avvengono comunque con praticità ed eleganza, ed il passaggio TV-console/console-TV è piuttosto rapido, soprattutto nel primo caso. La dock è abbastanza basilare: HDMI, alimentazione, e una USB; nessuna uscita audio, se non l’entrata jack sulla console stessa.

Non abbiamo avuto modo di navigare per la nuova dashboard e setacciare impostazioni e altre funzioni, era impossibile accedervi. Considerato che mancano appena una ventina di giorni al lancio ci domandiamo che senso possa avere.
I salvataggi saranno su console nonostante le cartucce, ottima cosa se volete prestare i vostri titoli.
A qualcuno dello staff è anche scappato che i giochi su cartuccia potrebbero necessitare di spazio per l’installazione per migliorare i caricamenti, quindi va a farsi friggere l’idea che il supporto servisse a dare nuovi standard nei tempi di caricamento, e soprattutto che 32 GB di memoria bastassero per archiviare tutto: la scheda di memoria aggiuntiva non ve la toglie nessuno, e tantomeno il conseguente calo prestazionale.

Per concludere, ancora non mi sembra assolutamente una console da day one, con una line-up su lancio scarna. Oltre a Zelda – in uscita anche su Wii U quindi neanche un system seller – abbiamo solo una caterva di riproposte o titoli motion control. La macchina ha certamente del potenziale come handheld, tant’è che, se la dock vale davvero 90€, preferirei pagare 240€ per avere solo la console.
Le promesse sono tante, le certezze poche. Da una parte Switch necessita di supporto dai third-party, dall’altra se Nintendo decide di spegnere nel prossimo anno anche 3DS e concentrare tutte le sue energie su questa nuova console renderebbe l’acquisto praticamente obbligato per moltissimi giocatori.
Per il momento auguriamoci che Nintendo abbia imparato qualcosina dai suoi ultimi errori.