Il primo metroidvania con cui ebbi la fortuna di giocare fu proprio il primissimo Castlevania, titolo che ancora conservo nella mia personale collezione di titoli NES. Da allora i tempi sono decisamente cambiati, eppure i migliori esponenti del genere restano legati alle saghe originali, nella fattispecie i vari Metroid Fusion, Super Castlevania IV e Symphony of the Night. Ori and the Blind Forest arriva però in questo 2015 e segna una svolta importante per il genere. Addentriamoci nella fiaba.

Ori and the blind forest recensioneOri and the Blind Forest – Recensione

Data di uscita: 28/08/2019
Versione recensita: PC
Disponibile su: PC, Xbox One
Lingua: Italiano
Prezzo di lancio: €19.99
Sponsor: in offerta su Amazon

La straordinaria bellezza di Ori e la dolcezza della sua trama investiranno il giocatore fin dalla toccante sequenza introduttiva.
Non ci saranno poligoni ultra definiti, né shader da convulsioni a sconvolgere il giocatore, ma solo una direzione artistica che, ad oggi, è la più straordinaria che mi sia capitato di vedere in un videogame, superando perfino il sublime Trine 2.

Nel gioco impersoneremo la piccola Ori, figlia dello Spirito della Foresta, che si incamminerà in un viaggio pericoloso per ripristinare l’equilibrio naturale.
La trama viene narrata in maniera intelligente, con poche sequenze non interattive e testi dal forte impatto emotivo.
Le voci ci portano alla memoria dell’epoca a 64bit: la lingua utilizzata non è infatti l’inglese né tantomeno l’italiano, ma piuttosto un blaterare incomprensibile eppure gradevolissimo, una scelta che si sposa alla perfezione con lo stile del prodotto.

Quale che sia la nostra età, le tematiche trattate (o per meglio dire suggerite) in Ori and the Blind Forest sapranno toccarci come qualsiasi classico Disney, essendo argomenti che spazieranno dall’amicizia, all’amore verso i figli, alla bontà d’animo. Tema portante sarà il naturalismo di natura quasi shinto, che gli appassionati di animazione giapponese assoceranno immediatamente ad alcune opere del maestro Hayao Miyazaki, su tutte Mononoke Hime. La direzione artistica aiuta parecchio in questo senso, e propone immagini capaci di coinvolgere fin quasi a investire il giocatore. Se in passato abbiamo tessuto le lodi di opere come Trine 2, non possiamo che riconoscere come questo Ori sia riuscito a spingersi anche oltre, sostituendo alle luci l’impeto impressionistico di ambienti dalle tinte pastello, che sembrano sciogliersi sui nostri schermi e incantarci come i più bei cartoni animati della nostra infanzia.

Ori and the Blind Forest – Trailer di gioco

Le meccaniche di gioco sono quelle che abbiamo appreso nell’ultimo ventennio di metroidvania, e rendono Ori una splendida summa di quanto di meglio il mercato abbia saputo offrirci. Manca la propensione allo sperimentalismo vista di recente in Apotheon, e il lavoro di Moon Studios risulta per certi versi molto più classico, molto più “familiare” se vogliamo. Non si tratta necessariamente di un difetto, perché la messa in atto delle idee alla base del gioco è, in una parola, perfetta.

Il gameplay di Ori and the Blind Forest non ha sbavature di alcun tipo, mai.
Le 7-9 ore di gioco necessarie a terminare l’avventura hanno permesso agli sviluppatori di organizzare una progressione delle meccaniche dai ritmi ineccepibili, tra i migliori che mi sia mai capitato di vedere.
Inizieremo la nostra avventura dotati delle nostre gambe e della possibilità di saltare (ci mancherebbe!), ma nel giro di poche ore apprenderemo molte altre abilità, tra cui l’immancabile doppio salto, la possibilità di schiantarci al suolo, la planata e tanto altro ancora.

Ciascuna abilità sarà fondamentale nella risoluzione degli innumerevoli puzzle ambientali, ma c’è molto di più. Evitando di correre troppo e di caricare il giocatore con un eccessivo numero di opzioni, gli sviluppatori ci metteranno alla prova più volte all’interno del gioco, testando i nostri nervi e i nostri riflessi in sezioni che richiederanno l’uso combinato di tutte le abilità apprese fino a quel momento. Questo ci porterà ad ingegnarci, a padroneggiare le tecniche e – di conseguenza – a utilizzarle in maniera più creativa durante l’esplorazione vera e propria, con risultati spesso sorprendenti.

ori and the blind forest recensione

La direzione artistica di Ori and the Blind Forest è sublime

Addentrandoci nella foresta incontreremo un corposo numero di avversari, tutti ben differenziati per quanto riguarda comportamenti e tipologie di attacco. Ori potrà fare la voce grossa lanciando dei fasci di energia che inseguiranno il nemico più vicino. La vera difficoltà starà nel coniugare tale attacco con la nostra difesa: il salto sarà la chiave di tutto, essendo l’unico modo per evitare i colpi dei nemici e schivare i pericoli.

Proseguendo nell’avventura impareremo anche a colpire il terreno vicino al nemico, ma soprattutto impareremo ad anticipare gli attacchi e a infliggere danni quasi saettando da una parte all’altra dello schermo. Tale meccanica saprà essere parecchio gratificante, permettendo alla nostra Ori di vedersela con più nemici contemporaneamente, e di disorientare un po’ tutti con la propria velocità.
In linea di massima si tratta quindi di un sistema di combattimento che richiede tempismo, buoni riflessi e un approccio misurato dei movimenti, nulla di realmente difficile.

Difficile è invece il gioco in sé. Se non siete avvezzi al genere platform, Ori and the Blind Forest potrebbe non fare al caso vostro. La precisione e il tempismo richiesti lo rendono parecchio impegnativo, anche per chi ha una certa esperienza. Attenzione: abbiamo detto impegnativo perché Ori non è un prodotto che punisce il giocatore. La difficoltà viene comunque mitigata da una curva di apprendimento eccelsa, e da un sistema di salvataggio che saprà venirci incontro.
Usando una piccola parte del proprio mana potremo creare dei punti di salvataggio ovunque lo desideriamo, assicurandoci di poterci dedicare all’esplorazione in maniera più o meno sicura. Questo sistema non rende in alcun modo il gioco semplice, ve lo assicuriamo. Va piuttosto a eliminare quel senso di frustrazione tipico di prodotti molto più punitivi, come i classici del genere Super Meat Boy e Angry Videogame Nerd Adventures.

Ori and the Blind Forest recensione

Ori and the Blind Forest vanta ambientazioni mozzafiato

Dal punto di vista tecnico dobbiamo constatare come la versione Xbox One abbia sofferto di qualche difetto di gioventù, tra cui alcuni episodi di stuttering, rari crash e un bug che ha afflitto i salvataggi di alcuni utenti (si cancellavano a sorpresa). Eccellente l’implementazione dei controlli tramite stick analogico, che in genere detestiamo in questo tipo di prodotti, ma che in questo caso specifico garantiscono risultati similari a quanto possibile con la croce direzionale, salvo che non si tratti di salti da calcolare al millimetro.

A un comparto visivo straordinario associamo una colonna sonora da brividi, che non ha nulla da invidiare a quelle di mostri sacri come i vari Final Fantasy o Chrono Cross. Ho sofferto parecchio all’idea che il gioco fosse distribuito solo in formato digitale, anche per l’impossibilità di avere su disco la bellissima soundtrack realizzata da Gareth Coker, ricca di tracce trascinanti, capaci di accompagnarci nell’esplorazione così come nella fuga, nella risoluzione dei puzzle così come nella dolcezza di alcuni momenti. Indipendentemente dal fatto che possediate o meno questo titolo, il nostro invito è di fiondarvi immediatamente su Google Music, Spotify o qualsiasi altro programma sia di vostro gradimento: se amate la buona musica adorerete la soundtrack di questo gioco.

Consigliato


Ori and the Blind Forest è un capolavoro, un metroidvania che – pur mancando dell’originalità di Apotheonsupera tutti i classici del genere, inclusi mostri sacri come Super Castlevania 4 e Metroid Fusion. E’ la summa di oltre 20 anni di gioco, una dichiarazione d’amore a Walt Disney e Hayao Miyazaki, il tributo a Yasunori Mitsuda. Ori non si perde in una longevità che rischi di spezzare il ritmo, trova un bilanciamento che è Limbo, un’espressività visiva che è Monument Valley, una dolcezza che non scade nel melenso. Se vi sentite giocatori capaci, se i titoli impegnativi non vi scoraggiano e se riuscire a superare impedimenti ostici riesce a gratificarvi piuttosto che a deprimervi non perdete tempo: Ori è un titolo da avere, e che ricorderemo senza dubbio per anni a venire.

+ Il miglior metroidvania di sempre
+ Gameplay denso, ricco, divertente
+ Impegnativo e galvanizzante
+ Sistema di salvataggio intelligente
+ Artisticamente superlativo
– Non c’è il New Game+
– Imperfezioni di gioventù su Xbox One
– Vogliamo la copia fisica

Valutazione 9.8/10

Metascore 89/100
Ori and the Blind Forest | Steam | 19.99€