Data di Uscita 26 settembre 2013
Piattaforme PC Windows
Versione recensita PC Windows

Shadow Warrior è un nome che i videogiocatori di vecchia data certamente ricorderanno, prodotto di una grandissima 3D Realms che si proponeva di riprendere il fascino di Duke Nukem, condendo l’esperienza con una sana dose di acciaio e di katane. Il risultato fu all’epoca eccellente e, pur senza fare lo stesso rumore di Duke Nukem, Shadow Warrior seppe confermare il talento dei ragazzi di 3D Realms, mettendo d’accordo un po’ tutti, e convincendo senza mezzi termini.
Ma ora ci troviamo nel 2014, e rispolverare un prodotto ancorato a meccaniche per certi aspetti vetuste può essere rischioso, e certamente richiede un notevole coraggio. Ne sarà valsa la pena?

Shadow Warrior – Demoni, katane e un mare di sangue

Protagonista della vicenda è ancora una volta Lo Wang, che si ritroverà a vivere una storia non esattamente originale, ma comunque piuttosto piacevole, narrata attraverso delle splendide illustrazioni, e carica dell’ironia tipica di 3D Realms. Proprio ironia, volgarità e contenuti “politically incorrect” saranno all’ordine del giorno attraverso l’intera avventura, con battute in puro stile Duke Nukem che riprendono da vicino quanto avevamo visto nell’originale del 1997. A dirla tutta sembra che gli sviluppatori abbiano deciso di tagliare alcune delle osservazioni più infantili da parte del protagonista, e il risultato ci appare più gradevole anche rispetto all’illustre originale, per l’appunto. Aspettatevi comunque un tipo di ironia da scuola media, con conigli che si ingroppano festosamente e continui riferimenti fallici o battute a sfondo sessuale.

Requisiti Raccomandati
OS Windows 7 64bit
CPU Intel Core 2 Quad 8200 / AMD Phenom X4 9950
RAM 4 GB
GPU ATI Radeon HD 4890 / Nvidia GeForce GTX 460
DirectX 9.0c
HDD 8GB di spazio disponibile

Di base è necessario infatti comprendere che questo Shadow Warrior non desidera fare concorrenza a Borderlands, Bioshock e compagnia, ma piuttosto collocarsi sullo stesso filone di Rise of the Triads, riproponendo in salsa svecchiata le meccaniche classiche degli FPS dei tempi andati. Negli anni ’90 non si parlava First Person Shooter, ma piuttosto di Sparatutto, termine che sintetizza in maniera eccellente quanto si richiedeva di fare al giocatore.
Gli sviluppatori di Flying Wild Hog hanno comunque cercato di migliorare una struttura troppo semplicistica per i nostri tempi, lavorando d’ingegno e aggiungendo una serie di feature che convincono pienamente.

Elemento cardine dell’intera produzione è la katana del protagonista, che non diventa un’arma pseudo-inutile da utilizzare quando avremo finito le munizioni, ma piuttosto lo strumento di morte più efficace del gioco. Questo per via dell’eccellente lavoro svolto dai designer in fase di bilanciamento, e per la presenza di scenari dove saremo accerchiati da una moltitudine di avversari.
Se le armi da fuoco potranno avere un senso nel combattimento a distanza, la katana si rivelerà indispensabile quando saremo attaccati su più lati o circondati dai nemici, grazie a un potere di attacco molto elevato e alla possibilità di mutilare i nostri avversari.
Usando la spada potremo effettuare il classico fendente standard, oppure caricare un attacco (richiede giusto un paio di secondi) e indirizzarlo sul nemico per farlo a pezzi all’istante. Riuscire a colpire un avversario alla testa dopo aver caricato il colpo porterà ad una gratificante decapitazione, con un gore e una tendenza allo splatter tipici dei tempi andati. Le mutilazioni potranno avvenire mirando a punti precisi del corpo, permettendoci di rendere i nostri nemici assolutamente inoffensivi, in un tripudio di sangue e organi sparsi per lo schermo.
Il gore di Shadow Warrior risulta volutamente amplificato e sottolineato, e si sposa alla perfezione con l’ironia e con lo stile sopra le righe dell’intera produzione. Fondamentalmente è come giocare ad una parodia del genere FPS, in un prodotto che va preso per quello che è: uno sparatutto vecchio stampo, casinista, pieno di comicità di bassa leva, pensato per chi apprezza il trash e per chi è cresciuto con Doom, Duke Nukem, Blood e lo stesso Shadow Warrior.

Proseguendo nella nostra avventura, il sistema di combattimento si stratificherà in maniera graditissima. Il denaro che troveremo per i livelli potrà essere investito nel potenziamento delle nostre armi, che acquisiranno delle abilità addizionali. Il dual wield ci permetterà inoltre di usare le due mani in maniera separata, cosa che apre molte possibilità a livello strategico. Fondamentalmente non avremo bisogno di lasciare la nostra arma se desideriamo curarci utilizzando una magia.

Sì, perché in Shadow Warrior avremo a che fare anche con demoni e magie. Nelle prime fasi di gioco incontreremo infatti Hoji, un demone che ci assisterà durante il gioco, insegnandoci alcuni poteri particolari.
A questo andiamo ad aggiungere il Karma, che otterremo giocando in maniera varia e originale, magari puntando sugli smembramenti o sui colpi alla testa. I punti karma permetteranno di apprendere nuove abilità da usare in combattimento, o nuove mosse per la nostra fida katana.
I cristalli Ki saranno invece più o meno nascosti attraverso i livelli, e ci permetteranno di apprendere ulteriori abilità magiche o di potenziare il nostro personaggio in altri modi.

Dal punto di vista tecnico è stato svolto un lavoro discreto, che forse non farà gridare al miracolo per quanto riguarda poligoni, texture e shader, ma che senza dubbio non lascia indifferenti nella ricerca artistica e nel generale design degli ambienti.
Numerosi oggetti presenti nello scenario possono essere distrutti, e andranno ad amplificare il casinismo tipico di questo gioco.
I modelli poligonali degli avversari e la scarsa varietà degli stessi sono degli elementi poco convincenti, e non dubitiamo che sarebbe stato possibile fare di più in tal senso.
L’engine del gioco non è inoltre ottimizzato in maniera straordinaria, e i requisiti hardware risultano mediamente elevati in rapporto alla qualità visiva offerta.

Dal punto di vista sonoro abbiamo a che fare con un discreto doppiaggio dei personaggi (solo in lingua inglese), mentre gli effetti sonori risultano senza infamia e senza lode.

Conclusioni
Shadow Warrior è un ottimo reboot di un titolo che ha fatto storia. Il gioco è stato aggiornato sia nell’estetica che nei contenuti, ed è adesso dotato di una profondità che certamente farà piacere agli appassionati di vecchia data. Ad ogni modo, è bene tener presente che si tratta di uno sparatutto di vecchia scuola, votato all’azione e al gore. I giocatori cresciuti con Borderlands, Bioshock e simili potrebbero non apprezzarne lo stile. Per chi invece appartiene all’epoca del DOS, di Doom e di Wolfenstein 3D l’acquisto è caldamente consigliato.
+ Buone le novità rispetto all’originale
+ Combattimento con la katana solido e profondo
+ Buona direzione artistica
+ Spaccone e casinista come pochi
– Comparto tecnico migliorabile
– Il tipo di ironia non è per tutti
– Inadatto a chi non apprezza la vecchia scuola

Metascore 73/100
Shadow Warrior | Steam | 24.99€