white day

[Recensione] White Day – Il terrore

Data di Uscita 16 Marzo 2016 Lingua Italiano
Piattaforme iOS, Android Versione recensita Android

White Day è a metà tra un remake e una remaster del gioco omonimo (sottotitolato A Labyrinth Named School) rilasciato nel lontano 2000 su PC Windows, esclusivamente sul mercato coreano. Nonostante la scarsissima diffusione, il gioco divenne presto un cult nel sottobosco indipendente, furono realizzate delle traduzioni amatoriali, vennero sistemati alcuni bug dalla community e un ristretto numero di giocatori poté giocare a quello che al tempo veniva considerato l’horror più terrificante mai prodotto. Erano ancora i tempi di Resident Evil e Silent Hill, prima che Amnesia ridefinisse gli standard.
Oggi White Day diviene finalmente disponibile in tutto il mondo grazie a una versione mobile per iOS e Android che abbiamo provato su Nexus 6 con un buon gamepad. Non avevo mai giocato all’originale. Non sapevo cosa mi aspettasse.

White Day

Non sono un grande fan dei giochi horror. Ho apprezzato i primi due Resident Evil, mi è piaciuta l’idea alla base della versione amatoriale di Slender, ho adorato l’originalissimo Year Walk. Per quanto abbia giocato molti altri horror e ammirato le qualità di Amnesia, P.T. e Fatal Frame, questi prodotti non hanno mai incontrato realmente il mio personalissimo gusto. Sono titoli indubbiamente eccelsi, ma in fondo è probabile che il genere horror non rientri proprio nelle mie corde.

La domanda potrebbe sorgere spontanea: “Se il genere non ti piace perché ti metti a fare una review di un gioco verso cui sarai inevitabilmente prevenuto?” E la risposta è abbastanza semplice: White Day mi ha terrorizzato come nessun altro prodotto aveva mai fatto prima, videogame, film o romanzo che si voglia considerare.
Parliamo di un gioco horror di origine coreana, diverso dal solito, intessuto nella cultura del posto, più ricco della maggior parte dei survival horror in quanto a trama e sceneggiatura, ma soprattutto migliore nel creare una sensazione di tensione agghiacciante.
Il White Day è una festa celebrata in Giappone, Corea e qualche altra nazione in cui i ragazzi ringraziano le ragazze per la cioccolata ricevuta a San Valentino. Durante tale ricorrenza il protagonista della vicenda ha la bella idea di recarsi a scuola di notte, per rivelare a una compagna il proprio amore e restituirle un diario da lei smarrito il giorno prima.
Va da sé che di notte la scuola non è esattamente il luogo più popolato del mondo, ma troveremo comunque alcune belle fanciulle a fare da NPC e a guidarci attraverso una storia che saprà affascinarci, specie se apprezzate anime, manga e tutto ciò che ne deriva.

White Day è un videogame horror concettualmente simile ad Amnesia. La visuale è in prima persona, non disporremo di alcuna arma per difenderci, e per sopravvivere non potremo che nasconderci, cercare di non fare rumore e, quando necessario, fuggire come se non ci fosse un domani.
La scuola che attraverseremo è dominata da forze non umane, l’oscurità sarà una costante e, molto più in generale, la progettazione stessa dell’intera esperienza è strutturata in modo da tenere costantemente in ansia, presentandoci ambienti a volte troppo assurdi per essere reali, giocando costantemente con luci e ombre, con le sagome di creature da incubo, con suoni che ci faranno sussultare con maestria nonostante il gioco non si appoggi in alcun caso sulla tecnica dei jump scare.
Per rendere le cose più interessanti lo sviluppatore ci dà la possibilità di scegliere il livello di difficoltà all’inizio dell’avventura. Sconsigliamo caldamente di provare direttamente su Hard, in quanto le vostre probabilità di sopravvivenza si ridurranno in maniera drastica, dato che ci saranno pochissimi oggetti a vostra disposizione.

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I pericoli che dovremo affrontare durante il nostro peregrinaggio includeranno una sorta di bidello psicotico che si muoverà per l’edificio in maniera casuale, pronto a fracassarci la testa con una mazza non appena si accorgerà della nostra presenza. Vagare per oscuri corridoi consapevoli delle presenze soprannaturali avvolti dal più assoluto silenzio ci porterà a trasalire nel momento in cui udiremo il suono delle chiavi del bidello, facilmente riconoscibile, ma sarà soprattutto la luce di quella dannatissima torcia a incutere più timore nel giocatore. Nascondersi il più rapidamente possibile e identificare la posizione del folle diventerà di primaria importanza in modo tale da spostarsi in maniera intelligente. Il killer si muove alla stessa velocità del nostro personaggio, vede quello che vediamo noi, se c’è buio procede a tentoni, e se si accorgesse della nostra presenza potrebbe divenire problematico scrollarselo di dosso correndo, specie ai più alti livelli di difficoltà.

Giocando in Hard troveremo sparse per l’edificio delle note che sono poi vere e proprie storie horror, ben scritte, spesso definite in maniera abbozzata nei dettagli, in maniera tale da far lavorare l’immaginazione del giocatore e alimentare la paura. Naturalmente non si tratta di storie fini a se stesse, in quanto tutto ciò che leggeremo si manifesterà all’interno dell’edificio scolastico nelle forme più terribili e con una direzione cinematica che fa pensare a prodotti come la versione originale di The Ring o di The Grudge. Contro creature di questo tipo non potremo fare altro che fuggire o nasconderci.

White Day non fa mancare all’offerta la giusta dose di enigmi. Si tratta più che altro di avere buon occhio e osservare con attenzione gli ambienti, interagendo in con i numerosi oggetti che incontreremo strada facendo. Non avremo a che fare con la complessità o la struttura astrusa di alcuni puzzle visti nei primi Resident Evil, ma piuttosto con elementi più semplici con cui lavorare, oggetti da raccogliere e da manipolare.
Il livello di difficoltà è in questo senso moderato, allineato con le produzioni tripla A tipiche da console piuttosto che con quanto ci si aspetterebbe da un gioco mobile.
Il gioco offre finali multipli, e le variazioni tra i diversi livelli di difficoltà garantiscono una longevità elevata per tutti gli appassionati del genere horror che vogliano farsi un altro giro, previo qualche mese di psicoterapia (sul serio, sto gioco mi ha segnato).

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Situazione positiva per l’intero comparto tecnico e visivo di questo White Day, molto simile alle più recenti proposte per PlayStation Vita, con un motore grafico davvero fluido e che garantisce framerate elevati anche con telefoni non più all’avanguardia.
Su Nexus 6 (Snapdragon 805) tutto gira senza problemi a 1440p senza alcuna incertezza, a occhio intorno ai 40/50 frame al secondo.
Abbiamo provato il gioco sia con il controller che con i comandi touch, e dobbiamo dire di essere rimasti pienamente soddisfatti in entrambi i casi. Sfortunatamente, nel momento in cui stiliamo questa recensione, White Day non è ancora compatibile con Nvidia Shield, ma abbiamo segnalato il problema allo sviluppatore che attualmente dovrebbe appunto essere al lavoro per risolvere l’inconveniente.

Conclusioni
White Day è un horror dotato di un’atmosfera eccezionale, carica di costante tensione e accompagnata da una direzione cinematografica di altissimo livello. Il game design e la progettazione strutturale della nostra esplorazione risulta impeccabile. Dispiace davvero che il gioco sia arrivato solo adesso in occidente, ma il lavoro di rifacimento svolto dallo sviluppatore fa in parte perdonare questa mancanza. Parliamo a tutti gli effetti del precursore di Amnesia, un gioco completo in quanto a gameplay ed emozioni, capace di tenere in ansia, provocare angoscia e genuino terrore con la sua regia, gli effetti sonori, e le piccole storie intessute nel racconto più grande.
Perfettamente giocabile sia tramite gamepad che con i controlli touch, White Day è un’esperienza irrinunciabile per tutti gli amanti del genere horror.
Valutazione

9.0
+ Terrificante
+ Atmosfera e direzione cinematografica ineccepibili
+ Design sonoro semplice e perfetto
+ Ottima rigiocabilità
+ Differenze marcatissime tra i diversi livelli di difficoltà
– Qualche glitch
– Cercare di risolvere gli enigmi con un killer alle spalle può risultare frustrante

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