Rilasciato originariamente sul finire del 2014 su 3DS, Shantae and the Pirate’s Curse è appena arrivato su PlayStation 4 ed è il terzo capitolo della serie, cronologicamente un seguito diretto di Risky Revenge. Non è necessario aver giocato al precedente capitolo per gustarsi questo prodotto, ma è altrettanto vero che numerosi personaggi faranno il loro ritorno in questo The Pirate’s Curse, e per capire bene che relazioni ci siano con la nostra Shantae sarà necessario avere almeno una generale infarinatura della storia che c’è dietro. Ad ogni modo, considerata la qualità di Risky Revenge, non dubitiamo che gli amanti dei metroidvania avranno già preso provvedimenti (o comunque dovrebbero farlo) cercando di recuperare il titolo, proposto ormai a prezzi decisamente abbordabili.

Shantae and the Pirate’s Curse

Data di uscita: 20/04/2016
Versione recensita: PS4
Disponibile su: PC, PS4, Xbox One, Wii U, 3DS
Lingua: Inglese
Prezzo di lancio: €29.99
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Come accennavamo parliamo anche in questo caso di un metroidvania. Gli sviluppatori hanno suddiviso il mondo di gioco tra diverse isole che man mano diventeranno accessibili, e che saranno a conti fatti dei macro livelli da esplorare, dove trovare il dungeon della situazione, risolvere enigmi e ovviamente combattere contro orde di avversari e l’immancabile boss di fine livello, tutti piuttosto gradevoli, anche se a volte le meccaniche sanno un po’ di già visto.

Shantae and the Pirate’s Curse offre un ottimo sistema di progressione del personaggio, che ricompensa i giocatori più meticolosi offrendo potenziamenti che semplificano parecchio la vita. La nostra protagonista si lancerà inizialmente nell’avventura armata solo della sua fronda di capelli, da usare a mo’ di frusta un po’ alla maniera dei vecchi Castlevania. Essendo diventata totalmente umana, Shantae dovrà questa volta fare affidamento su oggetti speciali che troveremo durante i nostri viaggi e che aggiungeranno varietà alle azioni, permettendoci tra le altre cose di cambiare il nostro approccio all’esplorazione dei livelli.
Uno dei primi esempi in tal senso è il cappello da pirata, che ci consentirà di fluttuare in aria un po’ come avviene nei vari Rayman, rallentando la caduta, coprendo distanze maggiori e, in certi casi, sfruttando i venti per raggiungere locazioni molto distanti.
Importanza fondamentale avrà anche il denaro rilasciato dagli avversari comuni quando li sconfiggeremo. Questo potrà essere speso nell’hub principale del gioco per acquistare oggetti utili, ma anche per potenziare alcune abilità già in nostro possesso (incrementando ad esempio la velocità di attacco o la potenza dei colpi) o per acquisirne di completamente nuove, che si riveleranno davvero utili contro alcuni particolari nemici.

Trattandosi di un metroidvania più che di un platform, c’è spazio per un buon quantitativo di esplorazione e di backtracking, specie dopo che otterremo nuovi oggetti. Per risolvere la maggior parte delle difficoltà sarà sufficiente parlare con i vari NPC e cercare di coglierne suggerimenti, consigli e informazioni, e in generale non va sottovalutato l’utilizzo della mappa. Questa è purtroppo raggiungibile solo attraverso menù; sarebbe stato più comodo averne una versione in scala da qualche parte sullo schermo ma tutto sommato può andar bene anche così. Quando non saprete cosa fare cercate di dare un’occhiata alla struttura del livello, domandatevi come mai alcune aree non sono ancora state raggiunte, e se potete in qualche modo risolvere con le nuove abilità apprese. Se così non fosse è probabile che la soluzione ai vostri problemi si trovi magari su un’altra isola, ma tenete presente che c’è sempre una notevole logica applicata agli enigmi: basta ragionare un minimo e stare attenti per trovare la soluzione.

shantae and the pirate's curse

Shantae and the Pirate’s Curse è dotato di un sistema di combattimento solido e molto gratificante. L’elemento platform della produzione è qui piuttosto evidente, in quanto risulterà più comodo saltare a pié pari molti degli avversari standard, occupandoci solo di quelli più fastidiosi, a meno che non abbiamo bisogno di denaro per i nostri potenziamenti.
L’intelligenza artificiale dei nemici è pressoché inesistente, nel senso che questi si limiteranno a pattern comportamentali più o meno standard, un po’ come accade nella maggior parte dei metroidvania. Per la maggior parte va anche bene così, ma in qualche caso avremmo gradito un pelo di cattiveria in più.
Ad ogni modo, il gioco non è di per sé facile, ma non possiamo definirlo nemmeno difficile né impegnativo per quanto riguarda i combattimenti. Sarà infatti sufficiente uccidere un po’ di avversari fodder per ottenere oggetti consumabili che ripristineranno la nostra salute, e anche gli scontri con i boss non sono risultati troppo impegnativi.

La longevità di Shantae and the Pirate’s Curse è tutto sommato proporzionata al prezzo budget del gioco. Senza dubbio un più elevato livello di difficoltà avrebbe aiutato in tal senso, ma considerato che parliamo di una spesa di 20 euro (solo 10 su PC) è davvero difficile lamentarsi, specie se pensiamo all’elevata qualità dei contenuti offerti e all’eccellente level design.
A ciò aggiungiamo un delizioso comparto visivo che sfrutta degli sprite molto gradevoli, che sembrano arrivare direttamente dall’epoca dei 16bit. Su PlayStation 4 tutto è reso più gradevole rispetto alla versione 3DS grazie all’alta definizione, che rende le illustrazioni dei dialoghi molto più affascinanti.
Qualche piccolo difetto per le traduzioni in italiano, non sempre precise, forse non passate attraverso una fase di correzione.

Conclusioni
Shantae and the Pirate’s Curse è un metroidvania decisamente solido, che vi terrà impegnati tra le 6 e le 10 ore, a seconda di quanti segreti vorrete sbloccare (ce ne sono un bel po’). Il gioco è divertente, leggero, ha un level design molto curato e il sistema di progressione non fa rimpiangere la natura ormai umana della protagonista. Le mancanze principali riguardano una gestione della mappa migliorabile, dei menù a dir poco spartani e chiaramente un retaggio della versione 3DS e un sistema di spostamento non sempre convincente, che ci costringerà a ripercorrere all’indietro le diverse isole più e più volte, un dettaglio che sarebbe stato possibile arginare con un qualche tipo di warp diretto. Ad ogni modo, se apprezzate il genere non c’è davvero nessun motivo per cui non dobbiate mettere le mani su questo nuovo capitolo della serie, disponibile adesso davvero su tutte le piattaforme.
Valutazione scala 1/10

8.7
+ Divertente
+ Level design di qualità e tanti segreti
+ Solido sistema di progressione
+ Graficamente sa affascinare
– Inventario e mappa gestiti in modo mediocre
– Sensazione di già visto durante alcuni combattimenti con i boss
– Avremmo gradito un warp diretto alla nave

*Recensione basata su una copia promo fornita dal publisher*