Akatori – Recensione | Pixel art di un gioco incompleto

La pixel art di Akatori è incantevole, scorre davanti a scenari tridimensionali che ricordano certi esperimenti dell’epoca a 32 bit. Ci ha affascinati fin dai primi trailer, e abbiamo quindi voluto approfondire per vedere se, oltre la bella direzione artistica, ci sia anche un gioco solido e capace di divertire chi ha fame di metroidvania e di action platform di stampo più tradizionale. Purtroppo, appena si comincia a esplorare, qualcosa va decisamente storto, e ci si ritrova in un’esperienza fin troppo breve e molto meno ricca di quanto sperassimo.
Sviluppato da Contrast Games, Akatori è uscito il 5 agosto 2026 su PC Windows tramite Steam a un prezzo consigliato di 14,99 euro. Ne avevamo provato la demo qualche un paio di mesi fa, e il publisher – Games Harbor insieme a Esprit Games – ci ha recentemente inviato una chiave d’attivazione in modo da poter testare il prodotto ed offrirvi la nostra opinione.

La direzione artistica è senza dubbio l’elemento più riuscito del gioco. Gli sprite bidimensionali si inseriscono bene negli ambienti 3D e le animazioni della protagonista mostrano personalità. Ogni area cambia colori e architettura; anche quando l’azione perde mordente, attraversare il mondo rimane piacevole. Qualche elemento interattivo si confonde con lo sfondo, ma l’impatto complessivo resta notevole.

La storia purtroppo non riesce a raggiungere lo stesso livello della presentazione grafica. Mako e il suo compagno pennuto scambiano battute durante il viaggio, risultando anche inopportuni nei momenti che vorrebbero inserire un elemento drammatico. L’umorismo passa da scambi riusciti a frasi che non hanno molto senso, il che mi lascia sospettare qualche problema in fase di traduzione. L’italiano non è disponibile, dettaglio rilevante davanti a dialoghi così poco naturali. I personaggi secondari hanno poco tempo per lasciare il segno. Il finale compare quando la vicenda è ancora nella propria parte centrale, lasciando la sensazione che manchi un blocco consistente dell’avventura.

Il movimento è una parte piuttosto solida della produzione. Mako può usare il bastone per planare e attivare meccanismi; le abilità ottenute nella storia ampliano poi le possibilità di attraversamento, come ci si aspetterebbe da un classico metroidvania. Le sezioni più riuscite richiedono di concatenare salti e appigli con un buon ritmo. La precisione però è spesso insoddisfacente quando ci troviamo a che fare con pareti e spuntoni, anche se in generale il platforming regge meglio del combattimento.
La mappa di Akatori lascerebbe pensare a un mondo interconnesso, con scorciatoie e passaggi da sfruttare dopo avere acquisito un nuovo potere. In pratica si procede quasi sempre verso l’obiettivo segnato, in modo molto più simile a un plaform a scorrimento che a un vero e proprio metroidvania. C’è un po’ di backtracking, ma questo serve soprattutto a raccogliere gatti nascosti, i “collezionabili” del gioco; i segreti offrono poi monete o consumabili, ma in tutta franchezza non se ne sente molto il bisogno. Parecchie abilità vengono sbloccate semplicemente proseguendo nella trama invece di essere ottenute esplorando. La sensazione generale è che il gioco avesse originariamente una struttura più ampia, ridotta poi durante lo sviluppo.

Agli attacchi con il bastone si affiancano una schivata e altre tecniche sbloccabili. Sulla carta ci sarebbe abbastanza per creare un buon action. Peccato che i nemici comuni tendano a smettere di reagire quando vengono colpiti e possano essere eliminati ripetendo la stessa sequenza a oltranza. Di conseguenza, la varietà degli avversari perde importanza. I boss provano a integrare un po’ di platforming, ottenendo risultati un tantino altalenanti. In più casi infatti trascorrono troppo tempo fuori portata e diventano esercizi di attesa.
Anche il bilanciamento è imperfetto. Ai livelli superiori il danno cresce fino a trasformare diversi errori in morti immediate, senza che l’intelligenza artificiale diventi più interessante. In modalità più accessibili, la quantità di punti vita e pozioni a disposizione permette di assorbire un gran numero di attacchi rendendo il gioco davvero troppo semplice. Fra questi due estremi manca una regolazione che sia davvero convincente.

Su PC le prestazioni possono essere buone anche con hardware modesto, anche se ci sono bug e qualche problema con i collezionabili. Steam Deck mostra cali di frame più seri durante l’attraversamento delle aree. Mancano inoltre opzioni che dovrebbero essere normali, fra cui una rimappatura completa dei comandi. Contrast Games ha annunciato una patch con correzioni e miglioramenti alla qualità della vita, ma al momento della stesura di questo articolo non l’ha ancora pubblicata.

Verdetto

Akatori raggiunge il nostro Accettabile per la qualità del mondo e per alcuni passaggi riusciti. La durata contenuta sarebbe adeguata al prezzo se quelle ore fossero più dense. Combattimento debole e progressione superficiale lasciano invece l’impressione di un progetto ridimensionato e consegnato prima di avere ricucito tutte le proprie idee. Chi cerca un platformer visivamente splendido può trovarci qualcosa, magari dopo le prime patch. Gli appassionati di metroidvania hanno alternative molto più complete nella stessa fascia di prezzo.

Valutazione Accettabile

Ha i suoi momenti, ma anche troppi difetti per poterlo consigliare senza riserve.

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