Angels Fall First – Recensione | Una guerra enorme

Angels Fall First ha trascorso quasi undici anni in accesso anticipato e arriva alla versione 1.0 senza poter diventare davvero moderno, un po’ per forza di cose. Si tratta di uno shooter fantascientifico dove si combatte in condizioni molto diverse, con scenari che alternano il combattimento terrestre a quello spaziale. Dopo uno sviluppo così lungo e disponendo di budget ridotti, lo sviluppatore ha dovuto stabilire a cosa dare effettivamente priorità nel corso degli anni. Il risultato finale convince da una parte, ma mostra anche tante difficoltà.
Il gioco è stato rilasciato in versione 1.0 su PC Windows tramite Steam l’11 Luglio 2026 (certificazione “Giocabile” su Steam Deck), dove viene proposto a un prezzo di circa 18 euro. Offre purtroppo solo la lingua inglese. Lo sviluppatore Strangely Interactive Ltd. ci ha inviato una chiave di attivazione per permetterci di testarlo e potervi dare la nostra opinione.

La struttura del gioco ricorda Bettlefield 2142 o Star Wars Battlefront II. Gli scenari terrestri lasciano spazio a scontri di fanteria e mezzi, mech compresi. Si conquistano posizioni e si difendono installazioni, adattando l’equipaggiamento al problema del momento. C’è un sistema di comando che permette di guidare la propria squadra o coordinare l’intero schieramento. Abbiamo dalla nostra una buona quantità di ruoli disponibili, che lasciano spazio a una certa versatilità meccanica e ad un approccio semi-libero al gameplay, che si può adattare alle proprie preferenze.

Nello spazio il gioco sa dare tante soddisfazioni. Si decolla dagli hangar con caccia e bombardieri, mentre altri giocatori prendono il controllo delle navi più grandi. Questi colossi sono interamente percorribili a piedi, hanno sistemi che possono essere riparati o sabotati e in generale danno un grande senso di immersione e realismo. Con una capsula d’abbordaggio è possibile creare un punto di ingresso nello scafo avversario; da lì comincia una seconda battaglia a piedi nelle sale operative, fino al ponte di comando, facendosi strada a suon di proiettili nel tentativo di massacrare lo staff che incontreremo nella nave. Distruggere il reattore dall’interno obbliga l’equipaggio a fuggire prima dell’esplosione.
Armi e mezzi offrono molte opzioni di configurazione. L’equipaggiamento è disponibile senza acquisti addizionali o casse casuali (tranquilli, niente loot box), mentre i ranghi aumentano il budget dei nostri setup. L’interfaccia utente risulta comunque poco chiara, e sarà quindi necessario prenderci la mano e procedere un po’ per tentativi prima di capire quali combinazioni funzionino meglio.
I tutorial introdotti con la 1.0 coprono tutte le attività, dal combattimento a piedi alla gestione dei mezzi. Non risolvono però il problema dei menu sovraccarichi e di un HUD pieno di indicatori. Durante le battaglie – spesso parecchio affollate – individuare un nemico fra luci e icone diventa difficile, soprattutto negli ambienti scuri. Anche il supporto al controller rimane insufficiente, tanto che mi sono sentito quasi costretto ad utilizzare mouse e tastiera per avere una precisione accettabile durante le fasi di volo.

Il combattimento a terra conserva un buon peso e dà il giusto spazio a posizionamento e coperture. Purtroppo ci sono chiare mancanze nel bilanciamento delle build disponibili, legate in particolare a movimenti troppo rapidi che mal si sposano con un time to kill eccessivamente lungo. Questo crea situazioni che tendono al frustrante, specie quando entrano in gioco i setup da mischia. C’è la sensazione che dieci anni di sviluppo abbiano prodotto una quantità notevole di sistemi, e che adesso il problema principale sia trovare l’equilibrio necessario a farli convivere tutti insieme.

Il matchmaking si lascia aiutare da un valido sistema basato sui bot per sopperire alla mancanza di giocatori in carne ed ossa. In effetti, a parte il picco iniziale al lancio in Early Access, il gioco ha visto un notevole declino della propria community, tanto che oggi è piuttosto difficile trovare partite composte esclusivamente da avversari umani. I bot, comunque, funzionano più che bene. L’intelligenza artificiale conquista obiettivi e utilizza i mezzi con una competenza sorprendente. Risponde inoltre agli ordini impartiti dal comandante. Va da sé che ingannare un bot non dà la stessa soddisfazione di coordinare un abbordaggio contro un equipaggio umano, ma il risultato è comunque funzionale, ed Angels Fall First offre oggi una delle migliori implementazioni dei bot che mi sia capitato di vedere in un gioco moderno.

Passando al comparto tecnico, è chiaro che dopo 10 anni di sviluppo il comparto tecnico tradisca l’età del progetto. Le grandi navi possiedono in realtà una presenza che molti giochi più costosi non riescono a costruire, quindi kudos allo sviluppatore per essere riuscito a creare questo genere di effetto scenico (ricordate l’arrivo della nave in Quake 4?). Vedere lo scontro proseguire oltre i finestrini mentre qualcuno tenta di distruggere il reattore regala scene eccellenti.

Verdetto

Angels Fall First rimane un gioco consigliabile, ma ha parecchie riserve. Offre una libertà straordinaria e protegge la propria longevità con bot capaci, senza battle pass o negozi piazzati ovunque per iper monetizzare tutto. L’interfaccia confusionaria e il bilanciamento a volte mediocre impediscono una valutazione più alta. Chi cerca uno shooter rifinito e immediato lo abbandonerà presto; gli appassionati delle vecchie battaglie PC troveranno invece un progetto unico, accettando difetti che la 1.0 non ha risolto.

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