Avevamo sperato che succedesse, e alla fine sembra proprio che succederà. Dopo un lancio a dir poco disastroso e mesi trascorsi in un’emorragia di giocatori, Anthem verrà ricreato da zero. Si tratterà di un trattamento simile a quello ricevuto da Final Fantasy XIV e No Man’s Sky. Sono videogame lanciati sul mercato in condizioni ridicole, e recuperati poi in corso d’opera con investimenti sostanziali. Attenzione però, perché per il momento non c’è nulla di confermato da BioWare o da Electronic Arts. Le informazioni arrivano invece dal sempre attivissimo Jason Schreier, di Kotaku, che continua a condurre investigazioni sfruttando le sue fonti. Nella fattispecie, il giornalista ha parlato direttamente con i dipendenti di BioWare, che hanno rilasciato informazioni molto interessanti.

Precisiamo subito che il rifacimento di Anthem non sarà breve, ed è ancora in una fase preliminare. A quanto pare il team sta ancora vagliando numerose idee, decidendo quale sia il modo migliore per rilanciare il gioco.
Ci sono più proposte: c’è chi vuole lavorare in silenzio, aggiungendo o sostituendo contenuti in maniera progressiva, un po’ come fatto da Hello Games con No Man’s Sky. C’è chi invece vuole proporre qualcosa più in grande stile, come fatto da Final Fantasy XIV, annunciando una chiusura temporanea del servizio, in attesa che venga rilasciata la nuova versione del gioco. E poi c’è chi vuole mettere la parola fine ad Anthem, e rilasciare i nuovi contenuti in un Anthem 2, o in un maxi DLC a pagamento sulla falsariga di Destiny con Il Re dei Corrotti.

Tutto interessante, ma non credo che abbia molto senso tenere il gioco in vita, nello stato in cui si trova attualmente. Tra le soluzioni possibili, chiudere tutto e organizzare un rilancio in grande stile sarebbe la scelta più sensata. Consideriamo infatti che Anthem non ha una community da preservare, il numero di giocatori online è estremamente basso su tutte le piattaforme. Qualche abbonato ad EA Access potrebbe sentirsi incuriosito, finendo per installare il gioco. Ecco, questo è bene che non accada… Il rischio è di peggiorare ulteriormente la percezione del nome Anthem in chi non abbia ancora dei pregiudizi. Meglio chiudere tutto, riorganizzare le idee, rilanciare un prodotto che sia il più possibile nuovo, e solo allora permettere agli utenti di farsi un giro sui server. Altrimenti si bruciano nuovi potenziali clienti.

anthem

Il Cataclisma, evento che avrebbe dovuto salvare Anthem.

Il fatto che Electronic Arts sia ancora disposta a investire nel progetto è comunque un ottimo segnale. Ed è anche del tutto inaspettato. Negli ultimi mesi abbiamo visto una sfilza di direttori abbandonare BioWare e la direzione di Anthem, lasciando le redini a qualcun altro. Ecco, non serve un genio per capire che qualcosa non va.
Lo sviluppo del gioco è stato travagliato fin dall’inizio, come ben sappiamo. Il problema più grave, però, è forse che abbia continuato ad essere travagliato anche dopo il lancio. È come se i dirigenti non avessero mai deciso in che direzione procedere. Per un certo periodo si lavorava in un modo, poi qualcuno veniva licenziato e tutto ritornava al punto di partenza. Di certo non deve essere facile lavorare in una situazione del genere.

Se quanto svelato da Schreier corrispondesse a verità, è imperativo cambiare musica. È assurdo dover specificare una cosa del genere, ma bisogna avere le idee chiare sul percorso da seguire. Non si può lavorare per tre mesi su qualcosa, poi decidere che forse non era il caso, far cadere un paio di teste e lasciare tutto com’era. Di certo non è questo che ci si aspetta da un team di sviluppo. Non ce lo aspettiamo da un piccolo studio indipendente, figuriamoci da un nome storico come BioWare.

Schreier ci fa sapere che lo sviluppatore intende modificare tutti gli elementi principali di Anthem. Menziona in modo specifico la struttura delle missioni, il sistema di loot e perfino il mondo di gioco. Il numero di sviluppatori coinvolti nel rifacimento è considerevole. Si parla di “dozzine, se non centinaia di persone“, divise tra il team di Austin e quello di Edmonton.

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BioWare ed Electronic Arts starebbero valutando quanto far pagare per l’aggiornamento correttivo di Anthem.

Tra gli elementi al vaglio ci sarebbe il prezzo da far pagare agli utenti per l’aggiornamento. E qui, rischia di scoppiare un delirio. Le fonti di Schreier sostengono che probabilmente chi ha già acquistato Anthem non pagherà il prezzo intero. Peccato che l’idea di dover sborsare anche un centesimo in più, oltre a quanto abbiamo già speso, sia assolutamente folle.
È probabile che l’idea di vendere il fix abbia illuminato le menti di BioWare ed Electronic Arts per via di Destiny. I due capitoli della serie Bungie hanno infatti venduto dei DLC che hanno aggiunto contenuti e aggiustato ciò che non funzionava. Nel primo caso si trattava de Il Re dei Corrotti, nel secondo de I Rinnegati.

L’unica, sostanziale, differenza è che sia Destiny che Destiny 2 contavano su meccaniche anni luce più rifinite rispetto a quelle di Anthem. La situazione è profondamente diversa. Se pensano davvero di poter vendere un’espansione o una patch correttiva a prezzo pieno, è chiaro che qualcuno in BioWare dovrebbe smettere di fumare crostatine.

È comprensibile che Electronic Arts voglia il suo live service, ed è altrettanto comprensibile che voglia recuperare almeno una parte del denaro investito in Anthem. Qualcuno vorrebbe accantonare del tutto il progetto, in maniera tale che il team possa concentrarsi su Dragon Age 4 e sul nuovo Mass Effect. È chiaro infatti che le risorse e il personale siano limitati, bisognerà scegliere come distribuire la forza lavoro. Un rifacimento completo di Anthem potrebbe arrecare danni agli altri progetti, in modo indiretto.
Il rischio sarà sempre dietro l’angolo ma, anche in questo caso, credo che dipenderà tutto dalla dirigenza.