Pochi giorni fa abbiamo pubblicato un lungo speciale su Anthem, approfondendo quello che è stato un vero e proprio inferno durante lo sviluppo. Una situazione a dir poco assurda durata per oltre 6 anni, con gente caduta in depressione, esplosa in crisi nervose, costretta a restare a casa per mesi a causa di situazioni di salute e di stress che non dovrebbero mai verificarsi sul posto di lavoro. La colpa è stata, come al solito, di una dirigenza incapace, priva di idee chiare da poter portare avanti.
Grazie a Jason Schreier apprendiamo che i guai per BioWare non sembrano destinati a finire molto presto. Dragon Age 4 si troverebbe infatti in una situazione molto simile a quella di Anthem, e rischia di rovinare il buon nome del franchise. Ci auguriamo che le cose non vadano in questo modo, ma è il caso di analizzare i fatti.

Per quanto Dragon Age Inquisition sia stato un gioco straordinario, il suo sviluppo fu un vero e proprio disastro. La colpa fu della cattiva gestione da parte dei team leader, ma anche di Frostbite Engine, che ad ogni problema richiedeva l’intervento degli sviluppatori di DICE con tanto di code d’attesa. A questo si aggiunse la necessità di implementare degli elementi online, che BioWare non aveva messo inizialmente in conto, e con cui il team non aveva alcuna esperienza.

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Anche Dragon Age 4 come Inquisition, tra cancellazioni e cambi di idee

Dopo che il gioco arrivò sul mercato, buona parte degli sviluppatori passò a Mass Effect Andromeda, mentre un gruppo ristretto iniziò ad occuparsi di Dragon Age 4, chiamato all’epoca con nome in codice Joplin. L’idea era di non cadere negli stessi errori di mala gestione avvenuti con il capitolo precedente. Per questo motivo si cercò di stabilire fin da subito le basi fondanti del gameplay e della storia. In teoria non avrebbero dovuto cambiare, dovevano essere dei pilastri intorno a cui costruire il resto del progetto. Essenzialmente non bisognava concedersi il lusso di perdere tempo a fare e disfare il lavoro, come sarebbe intanto successo sia con Mass Effect Andromeda che con Anthem.

Nella visione originale, Dragon Age 4 era un gioco più piccolo ma anche più denso di Dragon Age Inquisition. Il giocatore aveva una grande libertà, le sue scelte contavano davvero per lo sviluppo della storia, un po’ come avviene in giochi come Tyranny o Pillars of Eternity. Essenzialmente era la struttura classica di un CRPG. BioWare puntava a un fattore rigiocabilità elevatissimo, proprio in virtù di una storia che non era prevedibile.

Il disastro di Mass Effect Andromeda ebbe però un impatto fortissimo anche su Dragon Age 4. Electronic Arts mise in pausa lo sviluppo, affinché l’intera BioWare potesse concentrarsi su Andromeda e sulla risoluzione delle innumerevoli problematiche già chiare prima del lancio. Il supporto durò per circa 4 mesi, quindi, a Marzo 2017, si poté tornare a lavorare a Dragon Age 4, con un team adesso più numeroso. Ma purtroppo i lavori non sarebbero durati a lungo.

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Anthem ha causato la cancellazione di Dragon Age 4

Nella seconda metà del 2017, BioWare si trovava a fronteggiare una situazione inverosimile con lo sviluppo di Anthem. Lo shooter cooperativo era ancora in una sorta di limbo dopo ben 5 anni di lavori, e la data di uscita si avvicinava senza possibilità di proroga. La decisione fu inevitabile: lo staff di Dragon Age 4 (Joplin) fu dirottato su Anthem, e il progetto venne cancellato.

Si diede il via allo sviluppo di un nuovo gioco, questa volta con nome in codice Morrison. Sarebbe stato un Dragon Age 4 profondamente diverso, basato sui tool realizzati per Anthem. Una scelta che può suonare bizzarra, ma motivata dal fatto che il progetto avrebbe avuto una componente multiplayer più marcata e più tipicamente da game as a service. Electronic Arts non ha mai fatto segreto della propria volontà di spingere sulla monetizzazione sul lungo periodo dei propri progetti, e proprio questa potrebbe essere stata la decisione che ha spinto alla cancellazione del videogame precedente, fin troppo tradizionale in termini di struttura, e incentrato quasi esclusivamente sul single player. Evidentemente gli elementi online di Dragon Age Inquisition oggi non sarebbero più sufficienti. Occorre una struttura che dia più spazio a feature online e micro transazioni. Proprio questo è il Dragon Age 4 attualmente in lavorazione.

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Dragon Age 4 avrebbe dovuto concedere la stessa libertà di un CRPG

Per il momento non possiamo sapere in che modo il gioco arriverà sul mercato, anche perché ci troviamo in una fase iniziale dello sviluppo. Sicuramente saranno presenti degli elementi online, ma non è possibile dire se sarà un game as a service o meno. La scorsa settimana, un membro di BioWare rimasto anonimo ha fatto sapere che il gioco sarà affrontabile in single player, e che i contenuti online serviranno a mantenere i giocatori interessati sul lungo periodo.
Allo stesso tempo, parecchi dipendenti di BioWare sottolineano come Dragon Age sia una IP che potrebbe cambiare anche in maniera profonda. Non si esclude insomma un passaggio a un’impostazione da live service. Considerato il modus operandi dell’azienda con Inquisition, Andromeda e Anthem, è chiaro che al momento sia impossibile farsi un’idea di cosa sarà il nuovo Dragon Age 4. Tutto ciò che possiamo augurarci è che i lavori veri e propri non inizino nell’ultimo anno del ciclo di sviluppo. Sarebbe già una gran cosa.

In seguito alla pubblicazione dell’articolo di Jason Schreier su Anthem, la scorsa settimana, il boss di BioWare Casey Hudson ha promesso grandi cambiamenti per il team, col fine di rendere l’azienda un posto in cui poter lavorare serenamente. Hudson ha riconosciuto che esistono dei problemi, cercando un po’ di minimizzare rispetto alle denunce dei suoi dipendenti. Del resto, se tante persone preferiscono licenziarsi piuttosto che continuare a lavorare in BioWare un motivo ci sarà.

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Lo staff di Dragon Age 4 fu dirottato su Mass Effect Andromeda

Nelle speranze degli sviluppatori, il nuovo Dragon Age 4 non dovrà essere solo un buon gioco, ma anche e soprattutto un esempio da seguire in termini di gestione del tempo e delle risorse. I dipendenti chiedono insomma una direzione simile a quella che si stava seguendo con il primo progetto, Joplin. Servono idee chiare, e soprattutto bisogna mettersi a lavorare da subito, portando a compimento un progetto che non venga modificato nel tempo. Questo è fondamentale per sperare di ottenere un prodotto finito di qualità, evitando rush stressanti e controproducenti negli ultimi 12 mesi, com’è stato con Dragon Age Inquisition, Mass Effect Andromeda e Anthem.

La BioWare magic è fondamentalmente un mito, ma è anche il terrore di tutti i dipendenti dell’azienda, che temono di essere spremuti come limoni a un anno dal lancio del gioco, sentendosi con l’acqua alla gola pur senza avere alcuna colpa. Devastare la psiche e i nervi dei tuoi dipendenti non è la soluzione, non può esserlo, e non serve un genio a capirlo. Dopo due flop colossali come Andromeda e Anthem ci auguriamo davvero che lo sviluppatore abbia imparato la lezione.