Nel magico mondo dei videogiochi non passa giorno in cui almeno un publisher non decida di scazzare malamente come gli sceneggiatori dell’ottava stagione di Game of Thrones. Nonostante di modi per far soldi ne esistano una valanga, questi simpatici signori scelgono sempre i più sporchi e scorretti giusto per indurci a masticare sangue e sputare veleno. Esempi perfetti sono la pioggia di DLC e micro transazioni in arrivo su Borderlands 3 ed Epic Games che acquista lo sviluppatore di Rocket League, Psyonix.

Il primo fattaccio è imputabile alle brillanti menti di Gearbox e 2K, appassionati di monetizzazione extra dai tempi di Windows XP. Non gli basta infatti vendere un gioco a prezzo pieno, single o multiplayer che sia, devono riempirlo fino all’orlo di contenuti a pagamento. Il famoso prestigiatore di video hard Randy Pitchford riesce addirittura a fare lo spocchioso annunciando la presenza di acquisti in app all’interno di Borderlands 3.

Come avrete potuto notare, abbiamo ben chiaro cosa Borderlands sia e sarà in futuro. Ci siamo impegnati affinché la storia, lo stile e il design tanto amati dai fan della serie siano rimasti intatti in Borderlands 3. Non ci saranno elementi da free to play nel gioco.

Produrremo alcuni DLC bomba per la campagna. E sicuramente anche contenuti relativi alla personalizzazione come maschere e skin, senza quella spazzatura tipica da free to play. Quindi sì, i giocatori potranno pagare per gli oggetti cosmetici ma non sarà possibile ottenere vantaggi in termini di gameplay.
Borderlands 3

Borderlands 3, secondo Pitchford, non ha micro transazioni dato che sono “solo” cosmetici

Interessante notare come Pitchford, durante il livestream di presentazione del gameplay di Borderlands 3, abbia poi detto espressamente “no micro transazioni“. Secondo lui i cosmetici non sarebbero classificabili come micro transazioni a tutti gli effetti, ignorando il significato stesso del termine. Pensate che è andato addirittura a piangere su Twitter perché un articolo di Game Informer lo aveva correttamente sbugiardato sulla questione. Gearbox non si permetterebbe mai di spremere i suoi clienti con le micro transazioni né di spezzettare il gioco per poi venderlo a più riprese. Salvo poi fare entrambe le cose.

In sostanza venderanno una montagna di DLC come hanno già fatto in passato (ved. 150€ di contenuti extra in Borderlands 2), ma siccome muoiono di fame inseriranno anche delle bellissime micro transazioni. Senza contare le quattro edizioni del gioco, tra cui una da 250€, e il simpatico accordo con Epic Games che gli ha regalato milioni di dollari cash e una percentuale vantaggiosa su ogni acquisto nella distribuzione digitale PC. Però ehi, niente spazzatura tipica da free to play. Sono buoni, belli e amano i loro fan.

Questa, signore e signori, è la dimostrazione definitiva che abbassare le royalties non serve assolutamente a una mazza, specialmente quando parliamo di publisher importanti. Loro guadagnano di più, noi ci becchiamo soltanto sterco equino fumante in faccia. Ad oggi non esiste alcun motivo per comprare su Epic Games Store, neanche lo specchietto per le allodole della carità agli sviluppatori. La parola chiave nell’industria dei videogame è avidità. Non ti accontenti di far soldi, devi proprio svuotare il portafogli dei tuoi clienti, costi quel che costi.

Rocket League

Non essendo abbastanza detestata, Epic compra lo studio di sviluppo di Rocket League

Se poi qualcuno ti offre un paio di milioncini, in culo a chi ti ha supportato nel corso degli anni rendendoti quel che sei oggi. Tipo Psyonix, studio dietro Rocket League, acquistato da Epic Games e intenzionato ora a rimuovere il titolo da Steam. Così chiunque volesse acquistare nuovi DLC o più semplicemente procurarsene una copia per giocare con gli amici se lo troverebbe dritto in quel posto. Sweeney è diventato il Corvo con Tre Occhi. Non gli basta più rubare le esclusive presenti e future, ora si intrufola anche nel passato per fotterci retroattivamente.

Sarò sincero. Sto davvero raggiungendo il limite di sopportazione con Epic Games. Mi va bene se racimoli grana a palate con un gioco mediocre e non dai fastidio a nessuno. E mi va bene anche se vendi in esclusiva sul tuo store titoli da te sviluppati. Esagero: mi andrebbe bene persino vedere alcuni sviluppatori indipendenti (quelli davvero bisognosi) scegliere la tua piattaforma alla luce di percentuali di guadagno più eque. Ma se devi andare in giro a comprare esclusive a caso, rimuovere giochi dalle altre piattaforme, mentire spudoratamente e avere un negozio a dir poco penoso beh, non stupirti se la Baia tornerà ad essere affollata.