Nel brutto mondo in cui viviamo, anche i mestieri apparentemente tranquilli possono diventare un incubo. PR e social media manager, in particolare, soffrono quanto mai le conseguenze del degrado della società, avendo a che fare giorno dopo giorno con l’idiozia serpeggiante online. Da nicchie riservate a pochi eletti, i social network sono diventati di pubblico dominio e oggi ospitano la creme de la creme. Twitter, che è uno dei più utilizzati negli USA, sembra essere la dimora ufficiale dei poveretti. Semplice, immediato, a prova di scemo. Ecco perché ci scrive praticamente chiunque. In prevalenza stronzate di cui non frega niente a nessuno. Peccato che stavolta c’è andata di mezzo CD Projekt Red.

Se ci conoscete un minimo, saprete già dove stiamo per andare a parare. E preparatevi a ridere.
Dunque, nella giornata di ieri l’account Twitter ufficiale di Cyberpunk 2077, che immaginiamo sappiate cosa sia, si è involontariamente reso protagonista dell’ennesima controversia. Rispondendo al tweet di un fan che chiedeva con ironia la presenza di più uomini in un’immagine postata in precedenza, il gestore della pagina ha tirato fuori il classico meme “did you just assume their gender?!” che in italiano si traduce vagamente con “non avrai mica dato per scontato il loro sesso?!”.

Quei cattivoni di CD Projekt Red fanno le battute. Nell’Internet. Non perdere tempo! Manda anche tu una email minatoria!

Ok, se siete persone normali vi starete chiedendo cosa ci sia di strano in tutto ciò. Fondamentalmente niente. Nel remoto caso in cui foste dei guerrieri sociali da scrivania, invece, quella frase potrebbe avervi suscitato un attacco di “offensivite” acuta. La folla inferocita del politicamente corretto ha infatti urlato al lupo come suo solito poiché oltraggiata dal tweet. Sia chiaro, per folla intendiamo quel centinaio di frustrati (e frustratE, non sia mai che offendiamo) che pattugliano i social network 24 ore al giorno in cerca di roba contro cui inveire. Eppure sono bastate le loro fastidiose grida per far rimuovere il messaggio.

In più, ed ecco il fatto più grave, l’account di Cyberpunk si è scusato pubblicamente per l’accaduto. Un po’ come era successo con la GIF di Postal 2 che aveva scandalizzato quei simpatici birbantelli di VG247 e compagnia. A intervenire stavolta sono stati dei redattori di Waypoint e Kotaku, definendo disgustosa e disumana la frase incriminata, addirittura da licenziamento immediato. Perché non la fustigazione? Perché non il sacrificio della figlia vergine del PR? Perché non la riesumazione della nonna morta con annessa pisciata sul cranio? Alla fine sono molto tolleranti.
In questi casi le scuse ovviamente non bastano. Quando si ha a che fare con i social justice warrior la battaglia è persa in partenza. Vogliono sangue, vogliono rovinarvi, non gli importa del come né del perché.

Dal mondo: “Mark Zuckerberg valuta l’inserimento del pulsante “I’m offended” accanto ai like di Facebook”

Avvertendo la chiamata dei burattinai, il forum di ResetEra ha iniziato la sua campagna di doxing sull’impiegato di CD Projekt. Se non lo sapeste, “doxare” qualcuno significa ricercare e pubblicare online foto e informazioni personali a scopo malevolo. La questione è subito saltata agli onori della cronaca, tanto che alcuni colleghi del malcapitato hanno contattato l’ottimo youtuber The Quartering offrendogli un update sul clima all’interno dell’azienda polacca. Secondo le testimonianze non ci sarebbe alcun rischio di licenziamento e i vertici avrebbero stabilito di rilasciare il messaggio di scuse giusto per evitare ulteriori polemiche. All’interno di CD Projekt, comunque, nessuno sembrava particolarmente offeso.

Ora, il punto è che scusarsi con tali individui non porta a nulla di produttivo. Continueranno ad attaccare finché non avranno distrutto l’obiettivo. La dittatura del politicamente corretto non si ferma davanti a niente.
O forse sì? Probabilmente basterebbe fare come Rockstar o Bethesda e ignorarli. Chi si è piegato al loro volere, e lo dice la storia, ne ha pagato le conseguenze. Sunset, Agents of Mayhem, Mass Effect Andromeda e Battlefield V sono solo alcuni esempi. I giocatori non vogliono che la politica interferisca nel loro hobby preferito. E di certo non si offendono per delle battute sui social, specialmente se innocue.

I consumatori vogliono semplicemente prodotti di qualità. E se possibile, non essere insultati o guardati dall’alto in basso da sviluppatori e manager che dir si voglia. Per il resto, gli studi hanno carta bianca. Non importano sesso, età, colore della pelle e orientamento religioso dei personaggi virtuali, l’importante è averli all’interno di un titolo coerente, appassionante ma soprattutto divertente. Non fate come DICE e Naughty Dog che spiattellano donne e neri ovunque giusto per far piacere all’amica Sarkeesian e al gruppetto di mancati attivisti di Polygon, Kotaku e compagnia.

Cyberpunk 2077 cd projekt red

Secondo fonti autorevoli, CD Projekt Red sta valutando l’inserimento di contenuti satanici all’interno di Cyberpunk 2077. E probabilmente il game director è anche un pedofilo nazista con i capelli rossi di origini ebraiche. Tratto da una storia vera.

Non abbiamo bisogno di mancati reporter dell’Huffington Post che fingono di parlare di gaming per portare avanti delle agende politiche. Dei videogiochi non gliene frega un tubo. Si limitano a manipolare le notizie e cercano di censurare o far licenziare chiunque non la pensi come loro. Non gli dovete assolutamente nulla, cari sviluppatori. Siamo noi a muovere le vendite. Noi vi consentiamo di continuare a fare il vostro lavoro, determinando successi e fallimenti di titoli persino a 2 mesi dall’uscita. Piaccia o meno, noi decidiamo le sorti dell’industria.

Piccolo esempio. I preordini di Battlefield V sono dietro dell’85% rispetto a Black Ops 4 e per EA si prevede un disastro commerciale. Coincidenze? Non crediamo proprio. Un abbraccio.

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