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Dark Souls: delusione e amarezza per una lore incompleta

È obiettivamente impossibile negare che la serie di Dark Souls, con tutta la lore che vi sta intorno, abbia scosso e in un certo senso rivoluzionato il mondo videoludico. Grazie ad essa oggi la difficoltà non viene più considerata un elemento negativo, anzi ha riconquistato un certo fascino, e sempre più sviluppatori cercano di emulare le ormai celebri produzioni FromSoftware in tutto e per tutto, fallendo spesso miseramente. Ciò non è dovuto soltanto all’estrema qualità dei lavori di Miyazaki ma anche all’incredibile fama – talora esagerata – conquistata. Agli occhi della fanbase i Souls sono opere d’arte intoccabili al pari di un Caravaggio. Ogni difetto è in realtà una precisa scelta di design (ved. Breath of the Wild) e chiunque osi criticarli viene additato come superficiale o ignorante.

Ma dove sta l’inghippo? Come ogni videogioco di culto, ad eccezione di uno-due casi, anche i Souls soffrono di mancanze ignorate dai più. In questo caso parliamo di lore, senz’altro uno dei punti di forza della serie fin dall’uscita del primo Dark Souls, l’iniziatore di una storia a tratti talmente mitizzata da essere avvicinata a una religione. Se si pensa a quanti buchi nella trama e incongruenze sono presenti in questi giochi, infatti, il paragone a un culto non è esagerato. Prima di iniziare con la critica vera e propria, comunque, è bene precisare che ho giocato e rigiocato personalmente e svariate volte ogni Soulsborne esistente, gettando (la scelta del termine non è affatto casuale) intere ore del mio tempo ad approfondirne le narrative su YouTube e affini. Pensateci due volte prima di urlare alla profanazione.

Disclaimer: se intendete giocare a Dark Souls vi invitiamo a non proseguire oltre nella lettura di questo articolo in quanto saranno presenti vari spoiler su tutti e tre i capitoli della serie.

Dark Souls: amarezza per un lore incompleto

Dark Souls 2

Il lore dei Dark Souls, senza girarci troppo attorno, è enormemente sopravvalutato. Tale convinzione non scaturisce certo da pregiudizi e faide ideologiche. Deriva piuttosto dalla cocente delusione in termini di storytelling che sono stati gli ultimi capitoli e DLC della serie. Osservandoli singolarmente le debolezze appaiono quasi irrilevanti. Tuttavia, se li si valuta come un unicum, la confusione prende il sopravvento. Il motivo, secondo noi, è molto semplice: al primo Dark Souls non serviva un seguito. Quel gioco aveva pressoché tutto: una degna storia autoconclusiva, un cast eccezionale, ambientazioni meravigliose e un carattere inconfondibile. Ovviamente non era privo di incongruenze, però nel complesso funzionava davvero bene.

Con il secondo capitolo abbiamo assistito a un cambio di regia, di conseguenza il distacco è risultato evidente anche per i fan più accaniti. E’ stato considerato un esperimento fallito nonostante in effetti svolgesse esattamente il ruolo assegnatogli, ovvero il filler. E nonostante Dark Souls 2 riuscisse a cavarsela riciclando in parte il leitmotiv del primo, alcune questioni della lore rimanevano aperte.
Drangleic aveva poco da spartire con Lordran, eppure sia le anime dei Lord sia i frammenti dell’anima di Manus giacevano all’interno del regno di Vendrick. Non ci viene mai spiegato chi fosse la quarta guardiana del fuoco e per quale motivo sia lei che il nostro alter ego fossero destinati a quella missione. La vera natura di draghi e giganti è celata nel mistero. La maledizione dei non morti presenta caratteristiche totalmente diverse da quella nel primo capitolo. Senza contare che le quattro corone dei DLC non hanno alcun senso se non strettamente a livello di gameplay.

Metanarrativa e DLC inconcludenti

In Dark Souls 3 la situazione lore e la consistenza interna peggiorano ulteriormente. Si lancia addosso all’utente una tonnellata di fanservice con la presenza ingiustificata di personaggi come Andre, l’ennesimo Ornstein, Siegward, etc. e luoghi familiari tipo Anor Londo, Izalith o il Santuario del fuoco, usando come scusa un generico “time is convoluted”. Il terzo capitolo rigurgita la storia dei predecessori mettendo aggiungendo qualche novità di cui nessuno sentiva il bisogno. Ci aspettavamo risposte agli interrogativi lasciati irrisolti dagli altri due giochi. Abbiamo invece visto apparire tante altre domande, anch’esse in sospeso. Che fine hanno fatto Frampt, Kaathe, Velka, Caitha o Solaire, giusto per citarne alcuni? Perché non ci vengono date sufficienti informazioni su Yorshka, Ocelotte, Rosaria, Filianore, Orbeck, Cornyx, insieme agli altri nuovi NPC?



Inoltre persino la storyline principale di Ashes of Ariandel e The Ringed City lascia molto a desiderare. Nel secondo, in particolare, il pasticcio raggiunge l’apice dell’insensatezza. Arriviamo al tramonto dei tempi, pieni di speranze e curiosità. Desideriamo scoprire i misteri di un mondo millenario raggiungendo il punto della città dove Gwyn ha rinchiuso i pigmei. Cosa troviamo, alla fine? Gael, uno schiavo appena citato in Ariandel, posto come boss finale dell’intera serie. E poi la pittrice senza nome, un personaggio potenzialmente interessante che si esaurisce in un paio di righe testuali. Tutto ciò è molto più che una conclusione anti-climatica, è un mezzo disastro.

Si continua a inserire nuovi luoghi e personaggi senza poi approfondirli. Parliamo ovviamente di elementi narrativi di un certo fascino, non c’è dubbio! D’altronde i Dark Souls rientrano tra le nostre saghe videoludiche preferite, ma gran parte della lore sa di incompleto. Non è raro veder menzionate misteriose nazioni, ad esempio Vinheim, magari nelle descrizioni degli oggetti. Peccato poi scoprire che non hanno pressoché alcuna importanza negli eventi narrati.
La metanarrativa non funziona in questo modo. Bisogna approfondire, espandere, spiegare. Non basta nascondere qualche informazione stentata nel mondo di gioco e lasciare i giocatori boccheggianti rimandandoli a teorie e speculazioni del Vaatividya di turno, che vuol vedere significati nascosti e contorti persino dove basterebbe un semplice rasoio di Occam. In tal senso un esempio positivo sarebbero titoli come Her Story e Gone Home, costruiti con molto più criterio da quel punto di vista.



Per quanto ci dolga ammetterlo, alla fine della fiera la lore dei Dark Souls si è rivelato fallimentare. In troppi scambiano la presenza di innumerevoli buchi di trama con la volontà da parte degli sviluppatori di lasciarli all’interpretazione degli utenti. Puoi lasciarne tre, quattro, cinque al massimo, non decine e per giunta d’importanza fondamentale. Capiamo ormai perfettamente la ciclicità della vita, del fuoco, dell’abisso. Dark Souls ha gettato le basi per tutto ciò, illustrando al meglio la faticosa risalita dell’uomo nel raggiungimento della speranza. Dark Souls II si è quantomeno occupato di dipingere la futilità dell’esistenza in un mondo dove la luce cela solo un’illusione a causa del peccato originale di un aspirante dio.
E Dark Souls III? Nessuna conquista, nessuna rivelazione, nessuna fine dell’eterno ciclo con ritorno all’era degli immortali e degli arcialberi. I DLC avrebbero dovuto unificare ogni elemento con un filo logico, dare una conclusione degna di questo nome e non lasciare altre questioni in sospeso.

Dark Souls Remastered – Pagina Steam

Probabilmente dalla nostra analisi non si evince una grande passione verso FromSoftware e i suoi lavori, ne siamo consapevoli. Fidatevi, però, se vi diciamo che abbiamo amato Demon’s Souls, Dark Souls e Bloodborne dal primo all’ultimo secondo, buchi nella lore o meno. Questo non vuole essere un altro articolo da bastian contrario che sputa sul mainstream in quanto tale, bensì un “piccolo” sfogo scaturito dalla delusione cocente di The Ringed City, per noi uno dei peggiori contenuti Souls di sempre, e curiosamente anche l’ultimo. La serie rimane ad ogni modo una pietra miliare nella storia moderna dei videogiochi e su questo non si discute. Ricordatevi soltanto di celebrarne gli aspetti veramente validi, ovvero combat system, comparto artistico e level design. Non la lore.

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7 commenti

  1. A distanza di molti anni mi trovo a leggere questa recensione…Io credo che il bello di Dark Souls sia proprio il dare libero spazio alle speculazioni del giocatore, sono stati approfonditi tutti gli argomenti che hai riportato da gente competente che ne ha fatto di tutto questo il suo lavoro come il buon Mike of the Desert, non voglio offenderti ma penso che la tua sia una semplice visione di un ragazzo che ha vissuto questa serie con superficialità e poco approfondimento, nonostante siano passati anni ancora vengono fatte nuove scoperte e ancora viene approfondita sempre più la lore, nonostante possa risultare confusionaria se sai a cosa stai giocando ti basta mettere i pezzi del puzzle nel posto giusto ed ecco che la visione già inizia a cambiare, come se presti attenzione a determinati dialoghi degli NPC e oggetti puoi trovare risposte celate che ti fanno capire come sono andate determinate vicende in questa lore, (esempio banale in DS3 il dialogo quando si decide di uccidere yuria di londor) primo che mi sia venuto in mente (sicuramente lo saprai meglio di me visto che ho letto che ti eri informato parecchio mentre ci giocavi..) inoltre bisogna tenere a mente che le descrizioni tradotte in italiano hanno traviato le vere descrizioni dal giapponese, può avere tanti difetti questa saga è vero, ma arrivare a dire che ha una lore deludente è come sputare in faccia a un genio come miazaki, il quale ci ha insegnato con le sue opere che nulla viene al caso.
    Dopotutto ricordo che Dark souls non è altro che la visione della vita da parte di Miazaki e quindi una visione ultra personale e soggettiva, ma è stato proprio questo ad avermi affascinato e ad avermi portato a giocarlo con una mentalità aperta, senza dover trovare per forza la pecca nella lore come hai fatto tu, posso darti ragione per Dark souls 2, un fiasco, ma DS3 è il capitolo della saga migliore, che ti porta a capire che purtroppo la Fiamma non si potrà mai più riaccendere con l’intensità del primo vincolo ma destinata a morire, poichè così è la vita e ti fa capire che per quanto tu voglia non ti puoi opporre al suo corso, ricordiamoci che Il vincolo della fiamma non è altro che l’egoismo di un gigante

  2. Ma Filianore, primogenita di Gwyn. Data in moglie (o carceriera?) al Nano Furtivo, perché Gwyn stesso temeva l’umanità e la sua “anima oscura”. Per ogni personaggio, da te citato, si potrebbe scrivere un libro. Con affetto, josef.

  3. Paragonare la serie di Dark Souls a Gone Home o Her Story è come paragonare Il Signore degli Anelli a roba come Saw o simili… opposti proprio. La lore non è per tutti, fortunatamente, come i souls.

    • Non credo di aver mai paragonato quei titoli, ho solo detto che la struttura metanarrativa degli ultimi Dark Souls avrebbe dovuto essere gestita in modo meno confusionario, proprio come hanno fatto Her Story, Gone Home e tanti altri giochi. Bloodborne mi ha convinto molto di più, allo stesso modo Demon’s Souls. E in ogni caso ripeto, io conosco a menadito il benedetto lore di tutti i souls, ho guardato ogni singolo video a tema sul tubo e proprio per questo posso permettermi di criticarlo. Cerchiamo di essere obiettivi e mettere il fanboyismo da parte.

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