Avrete sicuramente sentito dire almeno una volta la frase “il cliente ha sempre ragione”, o la variante anglofona “customer is king”, o addirittura quella nipponica “okyakusama wa kamisama desu” (letteralmente “il cliente è dio”). Il significato qui è abbastanza limpido in termini di marketing e si basa sul concetto semplicissimo che senza il consumatore non esista alcun tipo di guadagno per le aziende. Caghi in faccia al cliente? Prima o dopo lo prenderai in quel posto, come ci ha insegnato la storia più o meno recente.

Eppure sembra che nel mondo dei clown questo principio sia ancora sconosciuto. Sapete bene come ultimamente vada di moda, tra publisher e “giornalisti” puntare il dito contro i giocatori usando qualsiasi pretesto. Perché noi appassionati di videogame, se non lo sapeste già, siamo arroganti, tossici e tutte le parole che finiscono con -ista e -fobico. Siamo, in sostanza, la radice di ogni male esistente alla stregua del famoso Orange Man Bad. Il motivo, però, non ci è dato saperlo.

Diverse compagnie videoludiche hanno fatto proprio questo mantra negli ultimi mesi, fra tutte Epic Games. Il simpatico colosso cinoamericano presieduto dall’altrettanto affabile Tim Sweeney si sta impegnando al massimo per superare EA e soci nella classifica delle entità più odiate nell’universo. E, udite udite, ci sta addirittura riuscendo. Perché una cosa è essere stronzi, avidi e bugiardi come Bobby Kotick, un’altra è esserlo ma fingersi santoni e paladini della giustizia.

Al punto ci arrivo subito. Ricordate quel giochino che sembra un clone di Animal Crossing e Pikmin presentato allo scorso E3? Neanche noi. Ma ci dicono che si chiami Ooblets e sia stato sviluppato da un team chiamato Glumberland. Ora, la non-notizia è che questi tizi abbiano accettato una partnership di esclusività con Epic Games Store. La notizia, invece, è che l’hanno annunciato nel peggior modo possibile. Come, vi chiederete? Ma insultando i giocatori, ovviamente!

ooblets

Ooblets è l’ennesimo caso di mala gestione di esclusività con Epic Games Store, nonostando essendo un indie avrebbe potuto trattarsi di una scelta condivisibile. Gli sviluppatori hanno però gestito tutto nel peggiore dei modi.

In un post sul blog ufficiale del gioco, che non citiamo per intero altrimenti l’articolo diventerebbe un testo antologico, i geniali sviluppatori si sono esibiti in una tirata degna dei peggiori pezzi di Kotaku e Polygon contro il patriarcato. Eccone gli stralci più significativi.

“Epic è la compagnia che ha creato l’Unreal Engine, un pugno di giochi famosi tra cui Fortnite e l’Epic Games Store. Il fatto che Epic paghi per le esclusive su PC è diventato l’ennesimo motivo di rabbia per i Giocatori™ (Gamers™), e di questo ne parlerò a breve.

A voi toccherà solo installare Epic Games Store per giocare a Ooblets su PC. So che vi sto chiedendo un grosso sacrificio ma credo in voi e nella vostra capacità di scaricare una cosa gratuita e creare un account (so già che lo avete creato per giocare a Fortnite).”

Se non lo sapeste quel Gamers™ fa parte della retorica dei guerrieri sociali, e viene usato in tono abbastanza dispregiativo. Quindi insomma, iniziamo con il piede giusto, con quel sarcasmo e senso di superiorità verso il cliente che non può mai mancare in un’azienda che si rispetti. D’altronde si sa, più prendi in giro il tuo pubblico e più guadagni. Lo dimostra Gillette con i suoi 8 miliardi di perdita dopo la campagna pubblicitaria sul #metoo. Ma continuiamo.

“Giacché Epic non possiede una grande fetta di mercato, ci ha offerto una somma di garanzia che equivale a quanto vorremmo guadagnare dalla vendita in tutti gli altri negozi digitali. In tal modo ci siamo tolti un gran peso e siamo riusciti a coprire tutte le spese necessarie. Sappiamo che il gioco non fallirà e che non saremo costretti a tornare a casa dei nostri genitori.”

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Gli sviluppatori hanno ricevuto svariate minacce da parte della community, anche di morte.

In sostanza Epic li ha riempiti di soldi per evitare che vendessero in perdita, visti i numeri pietosi dell’Epic Games Store. È una mossa alquanto indicativa della situazione attuale dello store. Non hanno utenti e quindi pagano gli sviluppatori per delle vendite fantasma. Non so a voi ma a me la cosa pare un attimino ridicola e paradossale. Considerate, tra l’altro, che Ooblets ha pure una pagina di finanziamento pubblico su Patreon. I punti interrogativi nella mia mente si moltiplicano. Ad ogni modo, leggiamo la seguente perla.

“È poi davvero deludente vedere gente che minaccia di piratare un gioco soltanto perché non esce sul loro launcher preferito. Pretendere il frutto del lavoro altrui alle proprie condizioni minacciando di rubarlo è la quintessenza della parola “arroganza” (entitlement) che si usa quando si ha a che fare con giocatori tossici e immaturi.

Capisco la volontà di cercare sempre scuse per incazzarsi. Sfogare la rabbia è naturale e catartico ma cerchiamo un attimo di essere più selettivi. Guardatevi intorno e chiedetevi se non ci sia qualcosa di più importante per cui arrabbiarsi. Ecco qualche suggerimento: cambiamenti climatici, violazioni dei diritti umani, la nuova interfaccia desktop di Twitter, l’ultima stagione di Game of Thrones (le ultime due sono battute, non usatele come pretesto per urlare in faccia alla gente, per favore).”

Espressione a metà tra il perplesso e il criminoso. Non pensavo esistesse qualcuno in grado di superare il buon Patrick Soderlund in quanto a suicidi PR. Questi non hanno capito una mazza o fanno finta di non capire quale sia il problema. Di certo qui non è la pirateria ma il fatto che stai prendendo i tuoi potenziali clienti a pesci in faccia anziché cercare di spingerli a empatizzare.

ooblets

Ooblets verrà piratato con un certo astio da parte di numerosi giocatori PC.

Tanto hai già incassato le mazzette di Epic, sticazzi del pubblico “arrogante”! Che poi sul serio, questo termine mi sta sullo scroto. I consumatori hanno tutto il diritto di essere pretenziosi, dal momento che stanno sborsando cash. E ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione senza che il fiocco di neve di turno si ritenga offeso. La domanda regola l’offerta e non viceversa, è la legge del mercato. Poi com’è che sono sempre i giocatori ad essere irragionevoli e mai i cosiddetti giornalisti, tra cui individui che chiedono la rimozione del fosforo bianco in Modern Warfare perché offensivo verso non si sa chi? Mistero. Stendiamo invece un velo pietoso sulla roba del clima e dei diritti umani, che si commenta da sola.

Ma no, non è finita qui. Non sarebbero guerrieri sociali se, oltre a non capire di aver sbagliato, non facessero di tutto per peggiorare la situazione. Di seguito una collezione delle migliori risposte date agli utenti su Discord. Tenete presente che la maggior parte delle domande è stata posta in modo pacato e gentile e abbiamo ovviamente evitato di citare quelli falsi che alcuni furbacchioni (ma poi neanche tanto) hanno creato per l’occasione.

“Più fate così e più mi viene voglia di infangare i giocatori”

“L’ira funesta riguardo a un launcher gratuito è la prova che il tono usato nel blog era azzeccato. Chi si comporta così non fa parte dell’audience di Ooblets.”

“La ragione per cui non abbiamo scelto Kickstarter è che non avevamo voglia di farci comandare a bacchetta dai giocatori bambocci.”

“Vorrei non avere mai accettato i soldi di Epic, così mi sarebbe dovuto importare qualcosa di quello che pensano i giocatori tossici e arroganti.”

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Tim Sweeney, capo di Epic Games e al momento uno degli uomini più odiati dai videogiocatori.

“Mi spiace ma ti toccherà aspettare [il lancio su Steam]. Nessuno ti deve il gioco” (detto a un utente impossibilitato a usare Epic Store nel suo paese).

“Il contenuto del nostro gioco ci riflette allo stesso modo in cui non ci mettiamo a 90 davanti ai giocatori bambocci”

Non c’è che dire, un vero e proprio modello di comportamento per gli sviluppatori indipendenti di mezzo mondo. Un tono talmente sguaiato e spavaldo da farmi pensare che possa essere tutta una manovra di marketing virale studiata nel dettaglio. Ovviamente è facile immaginare la reazione della community, scatenatasi nel bene e nel male. Sentendo odore di bruciato, quindi, mister simpatia Tim Sweeney ha ritenuto opportuno portare una tanica di benzina dichiarando: “in risposta al feedback della community, ho analizzato il post sul blog di Ooblets e sono pronto a darvi il mio parere. È STATO FANTASTICO!”

Vi aspettavate altro da un individuo che tratta i clienti e i suoi stessi dipendenti come profilattici usati? Noi no, e questo dimostra per l’ennesima volta che ad Epic e a chi sottoscrive partnership con Epic non frega una beata meenghia di cosa pensiamo e vogliamo. Quando un publisher e uno sviluppatore si permettono di usare toni del genere o comunque di giustificarli, l’unica cosa che meriterebbero è di cambiare mestiere e diventare fattorini di Deliveroo, così da poter ventilare la propria frustrazione pisciando nelle insalate e nei panini altrui.

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Ooblets è realizzato da un team di due sole persone, marito e moglie, per l’occasione poco intelligenti.

Invece che fanno? Spalano cacca sui passanti per poi nascondersi e fare le vittime quando inizia a piovere qualche insulto. Difatti hanno rilasciato un comunicato altamente vittimista e ipocrita (lodato com’è ovvio da sitacci anti-consumatore come PCGamer e Gamesindustry.biz) dove piangono perché i giocatori brutti e cattivi hanno “bullizzato”, “intimidito” e preso di mira gli sviluppatori, che non sono riusciti a distrarsi pensando al cambiamento climatico e alle violazioni dei diritti umani. Mi sembra di essere tornato all’asilo, dove tiravi un pugno sul naso per diletto e poi correvi dalla maestra fingendo di averne presi 3 prima.

Chi semina vento raccoglie tempesta. Per quanto banale, la frase riassume perfettamente quanto accaduto con Epic e Ooblets. Accusano i giocatori quando in realtà sono loro i primi ad essere tossici e arroganti, oltre che stupidi. Perché scusatemi, ma uno che giustifica le mancanze di Epic Store perché anche Steam, quando uscì 15 anni fa, era un disastro, è solo un emerito coglione. Immaginate un costruttore di smartphone che fa uscire nel 2019 un dispositivo con il touchscreen resistivo e il display sub-HD per far concorrenza a Samsung e poi si giustifichi dicendo “eh ma anche loro 10 anni fa lanciavano prodotti simili”. Ridicolo a dir poco.

Nel caso di Ooblets potremmo pure far spallucce e lasciare che si godano le 27 vendite totali, inclusi acquisti di famiglia e amici, tuttavia il problema qui è decisamente più ampio. Il pericolosissimo trend di accusa e svilimento dei giocatori da parte dei piani alti dell’industria e dei giornalisti settoriali non accenna a fermarsi, anzi peggiora in continuazione.

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Fortunatamente esiste ancora gente che ha il coraggio di parlare dello schifo in cui il mondo dei videogame sta affogando.

Il fanservice è sbagliato perché piace ai giocatori, CD Projekt RED fa schifo perché li rispetta, gli Youtuber puzzano perché stanno dalla loro parte e così via. D’altro canto è giusto supportare la censura, i comportamenti anti-consumatore e infilare la politica in ogni angolo. Conosciamo già la retorica di queste melanzane infelici con le gambe e sappiamo come stiano cercando di rovinare non solo i videogiochi ma ogni altro hobby possibile e immaginabile dei disgustosi maschi bianchi etero, tossici e arroganti.

In questo caso l’unica azione sensata, ancor più che lamentarsi sui social, è contribuire a mandarli sul lastrico. Quando aziende marce come EA, Activision, Disney, Netflix, Gillette e via dicendo crollano in Borsa io stappo lo spumante e canto a squarciagola Highlander dei Lost Horizon. Ne ho le palle piene di essere trattato come uno straccio da chi invece dovrebbe ringraziarmi ogni fottuto giorno per il supporto economico che gli offro. Qual è l’obiettivo di un’azienda che se ne frega dei clienti? Fallire. Ed è proprio la fine che mi auguro facciano Epic Games e monnezza simile.