Hell Let Loose Vietnam – Recensione | Si poteva fare meglio

Hell Let Loose è sempre stato abbastanza duro da tenere lontano chi cerca partite immediate, ma senza arrivare al livello “simulativo” di prodotti ancora più estremi. Vietnam prova a trasportare quella formula in un conflitto storico potenzialmente molto interessante. Giungla, imboscate, elicotteri, tunnel, linee di tiro sporche e una guerra costruita molto più sulla paranoia che sulla capacità di individuare rapidamente una sagoma a duecento metri.
Il gioco è stato rilasciato il 13 Agosto 2026 su PC Windows tramite Steam, PS5 e Xbox Series a un prezzo ufficiale di 39,99 euro. Non sono presenti i sottotitoli in lingua italiana. Lo sviluppatore è Expression Games, mentre la pubblicazione è affidata a Team17, che ci ha mandato una chiave di attivazione per Steam per poter procedere con la nostra analisi.

Il miglior Hell Let Loose: Vietnam rimane quello giocato con una squadra che parla e si organizza verbalmente in chat. Quando il caposquadra comunica, gli spawn vengono piazzati con criterio e ogni ruolo svolge davvero il proprio compito, le battaglie hanno un ritmo che pochi FPS riescono a replicare. Si può trascorrere qualche minuto avanzando di soppiatto nella vegetazione, sentire un elicottero sopra la testa, ritrovarsi improvvisamente sotto il fuoco e vedere l’intera linea trasformarsi in un caos di artiglieria, fumo e ordini urlati via radio. È qui che Vietnam mostra la parte migliore della formula.

Il problema è che tutto dipende ancora troppo dalla qualità delle persone che vi capitano accanto. Una squadra silenziosa, un ufficiale che non piazza punti di rinascita o giocatori sparsi per la mappa trasformano tutto in una lunga sequenza di camminate interrotte da morti improvvise.
Da un certo punto di vista questo fa parte dell’identità di Hell Let Loose. Nessuno dovrebbe aspettarsi un Battlefield travestito. Ma quando il design richiede già pazienza, ogni problema esterno alla partita pesa il doppio.

Sul piano dell’atmosfera il salto verso il Vietnam funziona. La vegetazione rende le visuali molto più strette, rende più difficile capire da dove stiano arrivando i colpi e modifica realmente il modo in cui ci si sposta. Restare allo scoperto è pericoloso, ma anche infilarsi nella giungla senza sapere cosa si trova davanti può portare direttamente dentro un’imboscata.
Gli statunitensi possono contare soprattutto sulla mobilità degli elicotteri, mentre le forze vietnamite sfruttano una rete di tunnel che modifica la gestione degli spazi e degli spostamenti. È una buona idea, ma ci aspettavamo che l’asimmetria andasse un po’ più in profondità.

Dopo alcune c’è la sensazione che molte differenze non modifichino così tanto il modo in cui le due fazioni combattono davvero. Il confronto con Rising Storm 2: Vietnam diventa inevitabile proprio perché quel gioco spingeva con maggiore decisione sulle caratteristiche delle forze contrapposte.

Anche l’offerta iniziale non è enorme. Le sei mappe riescono a proporre scenari abbastanza diversi, ma arsenale e varietà complessiva lasciano parecchio spazio agli aggiornamenti futuri. Non è un titolo povero in assoluto, ma dà l’impressione di essere la base di qualcosa che verrà ampliato nei prossimi mesi.

Le armi rimangono letali e basta spesso pochissimo per finire a terra, con un time to kill estremamente ridotto. La tensione quindi non manca, soprattutto quando la vegetazione rende difficile separare un nemico da qualsiasi altra cosa presente sullo schermo.
Il gunplay però non è proprio all’altezza delle migliori produzioni in questo genere. Alcune automatiche risultano a mio parere troppo semplici da gestire e il comportamento generale delle armi ha poco “peso”, anche se il gioco non vuole essere una simulazione estrema.

Dal punto di vista sonoro, a livello ambientale Hell Let Loose: Vietnam può essere notevole. Elicotteri, esplosioni e combattimenti lontani costruiscono continuamente la sensazione di trovarsi dentro una battaglia molto più grande dello scontro immediatamente davanti al giocatore. L’audio posizionale, invece, durante il nostro test non è stato sempre affidabile. In molte situazioni abbiamo avuto difficoltà a determinare la provenienza di spari e rumori vicini.

Verdetto

Hell Let Loose Vietnam conserva quasi tutto ciò che rende interessante questa serie. Le battaglie sanno essere brutali, la cooperazione conta davvero e alcune partite riescono a produrre momenti difficili da ottenere in qualsiasi shooter più tradizionale. Manca però quella rifinitura e una maggiore differenza fra fazioni che avrebbero potuto trasformare Vietnam in un’evoluzione evidente della formula. Al momento rimane un gioco che consigliamo a chi ha già un gruppo con cui giocare.

Valutazione Accettabile

Divertente se avete un gruppo di amici, per il resto meglio aspettare.

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