Se abbiamo evitato di commentare sul disastro Fallout 76 è solo per mancanza di tempo. Sappiate, però, che eravamo sicuri si sarebbe trattato di un aborto in piena regola e le nostre aspettative erano sotto terra fin dal rilascio dei primi trailer. Se dovessimo descriverlo in poche parole diremmo che è vuoto, noioso, arretrato e soprattutto rotto. All’inizio ci aspettavamo qualcosa tipo Rust, invece va a finire che il prodotto di Bethesda è talmente scadente da risultare inferiore persino ai survival in accesso anticipato su Steam.

La differenza sta nel prezzo, 70€, e nella presenza di micro transazioni. Già, ormai essere tripla A significa questo: voler spremere il consumatore ad ogni costo. Paghi per pagare ancora ottenendo in cambio un prodotto mediocre. Fallout 76 ne è l’esempio perfetto, a partire dai glitch, dai problemi di ottimizzazione, di server, del client per arrivare addirittura ai rimborsi. Sembra infatti che a moltissimi utenti sia stato negato il rimborso sull’acquisto del gioco dal servizio clienti di Bethesda.

L’allarme viene da Reddit, dove fioccano post di gente giustamente incazzata che ha commesso l’errore di comprare quest’abominio e a cui Bethesda ha negato la restituzione del denaro. Un utente in particolare ha incollato due risposte sequenziali del publisher, una contenente la promessa di rimborso e la successiva smentita con annessa citazione dei termini di servizio.

Essi stabiliscono che i rimborsi possono essere erogati solo entro 30 giorni dall’acquisto e se non si è scaricato il gioco. In sostanza, solo sui preordini. E tra l’altro si tratta di un titolo solo digitale su PC, quindi il download è obbligatorio. A questo punto sorge il dubbio che Bethesda abbia scelto di non rilasciare Fallout 76 su Steam proprio per evitare di rimborsare gli utenti, mossa infima e bastarda ma che è lecito aspettarsi da un publisher di questa risma.

Fallout 76

Fallout 76 è uno schiaffo alla storia di questo franchise

Per fortuna nelle ultime ore è venuto fuori che uno studio legale di Washington, tale Migliaccio & Rathod LLP, stia preparando una class action contro Bethesda. Il crimine individuato sarebbe la mancanza di rimborsi su un prodotto chiaramente difettoso e oggetto di pubblicità ingannevole. Le conseguenze? Ve le lasciamo immaginare, del resto parliamo degli Stati Uniti e la stessa Bethesda ne sa qualcosa avendo minacciato in modo spesso mafioso di intentare cause a destra e sinistra per motivi spesso futili.

Ora la musica è cambiata. Gli utenti si sono stancati di esser presi per il culo dalle bugie di Todd Howard, Pete Hines e dallo stato pietoso in cui escono i loro giochi. Rilasciare delle alpha per poi affidarsi ai modder non sarà più fattibile. Serviva un lancio catastrofico come questo per aprire gli occhi persino ai fan più sfegatati di Bethesda e ai critici che all’epoca diedero dei 9,5 e 10 criminali a Fallout 4. Ora, Fallout 76 è lo zimbello dell’anno e il suo prezzo si svaluta ogni giorno che passa.

Su Amazon lo trovate già a 35$ dopo neanche due settimane dal lancio. Le vendite, rispetto al quarto capitolo, sono calate dell’82,4%, roba da fare invidia persino al flop di Battlefield V. Serva da lezione ai furboni di Bethesda, che volevano passarla liscia anche stavolta con il minimo dello sforzo e il massimo della disonestà. E serva di lezione anche a tutti coloro che continuano a preordinare fidandosi dei grandi publisher. Magari la prossima volta si informeranno meglio online anziché distruggere il Gamestop di turno.