Le aspettative che si creano intorno ai nomi più importanti dell’industria sono estremamente pericolose. Forse questo è – almeno in parte – il motivo per cui non abbiamo ancora visto un Half Life 3. Che il nome dello sviluppatore sia un indipendente Playdead o un altisonante Bioware, il rischio di deludere i fan è sempre dietro l’angolo.
Mass Effect Andromeda ha l’arduo compito di iniziare una nuova trilogia dopo aver catturato milioni di videogiocatori con i precedenti capitoli. Il punto è che non si può proporre sempre la solita solfa, occorre cambiare un po’ le carte in tavola. Sia lo sviluppatore che il publisher sapevano che sarebbe stato necessario modificare almeno in parte il gameplay, modernizzandolo al fine di intrigare nuovi giocatori.
In effetti Mass Effect Andromeda è piuttosto diverso rispetto ai suoi predecessori. Peccato che diverso non significhi sempre migliore.

Mass Effect Andromeda

Abbandonato il buon vecchio Shepard inizieremo l’avventura scegliendo se impersonare Scott o Sarah Ryder. Nella galassia di Andromeda saremo a tutti gli effetti dei pionieri alla ricerca di nuovi pianeti che possano ospitare la vita. Come spesso accade le cose non fileranno lisce. Avremo a che fare con una nuova razza aliena non esattamente amichevole, e con una sorta di anomalia che ci renderà la vita a dir poco complicata.

La trama è particolarmente insipida per buona parte dell’avventura, riuscendo a scaldarsi solo nell’ultimo terzo. La ritmica è un problema evidente fin dalle prime battute, gli eventi non sono ben cadenzati. Per quanto la recitazione inglese sia accettabile, Mass Effect Andromeda soffre di animazioni disastrose, che non aiutano in alcun modo a lasciarsi catturare dai dialoghi. Nella migliore delle ipotesi i volti dei personaggi non avranno alcuna espressione. Nel peggiore dei casi vedremo invece comparire delle smorfie disumane, francamente anche un po’ raccapriccianti. Il problema è stato evidenziato e sottolineato ampiamente online. Si tratta di una mancanza che non si può ignorare, segna un deciso passo indietro rispetto alla precedente trilogia.
Ovviamente i protagonisti godono di animazioni nettamente migliori rispetto a quelle degli NPC random. Più che altro sarebbe corretto limitarsi a dire “godono di animazioni”. In assoluto si tratta di una situazione comunque insoddisfacente.
E’ come se gli sviluppatori si fossero concentrati esclusivamente sul labiale, mettendo in secondo piano occhi, sopracciglia e guance. Non si capisce come un publisher importante quale Electronic Arts abbia comunque voluto rilasciare il prodotto in questo stato. Sarebbe stato molto più sensato rinviare l’uscita, anche perché si trattava di un problema noto ormai da tempo, e su cui si era già ricevuto un feedback molto negativo sia da parte della stampa che degli utenti.

Parlando di coinvolgimento non si può prescindere ovviamente dai personaggi. Per quanto il lore a disposizione sia decisamente vasto e siano presenti più razze, i personaggi comprimari di Mass Effect Andromeda non ci hanno convinto più di tanto. Sono tutti in qualche modo monodimensionali, mancano di credibilità. Fortunatamente ci sono alcune rare eccezioni.
Se la situazione è in linea di massima negativa, il gioco riesce di tanto in tanto a raggiungere le vette dell’originale. Questo è vero soprattutto dopo un certo numero di ore, quando ci renderemo conto che il cattivone della situazione è in realtà più interessante di quanto non avessimo inizialmente intuito. Alcuni scambi di battute sono brillanti e piacevoli, ma si tratta sfortunatamente di casi davvero sporadici.

A peggiorare ulteriormente le cose c’è la maniera in cui è stato gestito il nostro intervento nei dialoghi. Come nei capitoli precedenti, in Mass Effect Andromeda tornano le risposte da scegliere durante le conversazioni. Il vecchio sistema ha lasciato spazio al nuovo. In passato era tutto incentrato sul nostro essere tendenzialmente buoni o cattivi. Questa volta le risposte a disposizione servono a delineare il carattere del protagonista. Potremo ad esempio mostrarci scherzosi, distaccati, educati o empatici. In base alle nostre scelte cambierà la risposta dell’interlocutore. Il problema è che non ci sarà nessuna differenza nell’evoluzione degli eventi.
In pratica Bioware ha voluto darci la possibilità di giocare “di ruolo”, e va benissimo. Quello che ovviamente dispiace è la consapevolezza di trovarsi su binari prestabiliti. Anche se provassimo a utilizzare un tono sgarbato, se le cose devono andare in un certo modo l’NPC risponderà in maniera tale da ammorbidire il nostro intervento. Si cerca insomma di darci una sensazione di libertà, che alla fine però non c’è. Solo in una manciata di frangenti le nostre risposte potranno davvero fare la differenza.
Anche da questo punto di vista siamo davanti a un netto passo indietro rispetto alla prima trilogia.

Messa da parte una trama che si accende solo sul finale, passiamo ad analizzare il gameplay, piacevolmente rinnovato. Dopo aver sviscerato Zelda Breath of the Wild non possiamo che fare un azzardato parallelo, perché anche in Mass Effect Andromeda l’esplorazione è uno dei principali protagonisti.
Essendo prima di tutto dei pionieri, saremo liberi di andarcene a spasso per numerosi pianeti. Il nostro obiettivo sarà renderli abitabili, e per riuscirci dovremo eliminare tutti gli intoppi che si presenteranno. Per mettere le cose a posto potrebbe essere necessario completare delle missioni secondarie, presenti in gran quantità. Sono sufficientemente diversificate, ma considerate le dimensioni imponenti del gioco non è stato possibile eliminare i classici filler. C’è una ridondanza di fondo che è caratteristica di tutte queste produzioni tripla A, una maniera di occupare il tempo del giocatore simile a quella della maggior parte dei MMORPG. Significa che i completionist saranno felici. Significa anche che chi cerca prima di tutto varietà e un certo livello di originalità resterà deluso.

Ciò che però mi ha lasciato più interdetto è la maniera in cui le missioni secondarie vengono segnalate al giocatore. Il problema è che non esiste nessuna differenza tra quelle più e meno importanti. Mi è successo di trascinarmi stancamente tra le quest meno ispirate del mondo, per poi ritrovarmi all’improvviso in uno scontro con un boss progettato davvero bene. Stesso discorso per quanto riguarda altre missioni dove ho appreso alcune informazioni decisamente importanti per comprendere meglio la trama e il lore.
Non ho dubbi sul fatto che un mare di giocatori finiranno per perdersi un sacco di contenuti eccellenti, solo perché sono stati nascosti sotto una montagna di quest assolutamente mediocri. Chi è solito completare tutto al 100% dovrà sorbirsi tale mediocrità, ma avrà anche a che fare con storie interessanti strada facendo. Avrebbe avuto molto più senso dare qualche informazione in più sulla natura delle missioni secondarie, anche solo con l’utilizzo di icone diverse. Sapere che una quest è utile per scoprire qualcosa in più sulla trama accenderebbe senza dubbio la curiosità nel giocatore. Al contrario, abituarlo a missioni banali non lo invita certo a continuare sulla stessa strada. Peccato.

Il sistema di combattimento è uno degli elementi più riusciti di Mass Effect Andromeda. Bioware ha deciso di dare una forte spinta action, implementando un jet pack che incrementa sensibilmente la nostra mobilità. Potremo quindi metterci a saltellare e a fluttuare, attaccando il nemico dall’alto o arrivandogli alle spalle. Spazio dunque a un verticalismo che non dipende per forza di cose dal design ambientale. E’ divertente, ci si sposta parecchio e si scoraggia la staticità. Direi anzi che restare fermi sia una pessima strategia. In Mass Effect Andromeda si può giocare in attacco, non ci trattiene davvero nulla.

mass effect andromeda

Il sistema di coperture è invece meno riuscito. Il personaggio si riparerà automaticamente dietro strutture o possibili ripari. Questo secondo Electronic Arts. In realtà non è sempre così, e tante volte non sarà chiaro se saremo effettivamente al sicuro o meno. Manca qualcosa.
Sarebbe stato opportuno aggiungere qualche animazione in più nel momento in cui ci ripariamo, ma il discorso animazioni è -come avrete intuito- molto spinoso nel caso di Mass Effect Andromeda.

Dal punto di vista tecnico il gioco gira abbastanza fluidamente su PC Windows. Abbiamo avuto modo di assistere a numerose sessioni su PlayStation 4, e lì le cose sono meno allegre. Ci sono parecchi rallentamenti, in piu casi compromettenti per la giocabilità.
Su PC abbiamo notato parecchi bug che immaginiamo interessino anche le versioni console. E’ successo che un paio di NPC sparissero durante i dialoghi, andando a fare altro. Le animazioni dei personaggi sono ancora una volta ciò che lascia più perplessi. Salendo delle scale c’è qualche problema con il rilevamento delle collisioni, i movimenti diventano legnosi, irreali. Tante volte sembra di star guardando uno spettacolo di marionette. Abbiamo incontrato più volte dei personaggi che correvano in circolo senza alcuna motivazione. C’è qualche problema audio nelle cutscene, ma durante il gioco è tutto ok.
Si segnala infine una notevole instabilità dei server nel multiplayer. E’ una modalità cooperativa in stile orda, dove dovremo resistere insieme ai compagni fino all’estrazione. Ci si muove parecchio, è abbastanza divertente. Per un’oretta, poi si passa ad altro.

Tralasciando i problemi tecnici, dal punto di vista visivo Mass Effect Andromeda è globalmente accettabile. Ci sono scorci di paesaggi mozzafiato, pianeti splendidi e ambientazioni davvero ispirate. Di contro abbiamo modelli dei personaggi a volte privi di ombreggiature e locali interni fin troppo spogli.
Le animazioni sono comunque l’elemento più fastidioso. E’ agghiacciante trovarsi in un ambiente futuristico e hi-tech e vedere il proprio personaggio che corre tipo papero.

In sintesi

Mass Effect Andromeda non è lontanamente paragonabile ai suoi illustri predecessori. E’ un gioco di ruolo marcatamente action, ricchissimo di contenuti. Completare tutto vi porterà via parecchio tempo, la domanda è: avrete abbastanza pazienza?
La trama del gioco è infatti poco intrigante per buona parte dell’avventura, riprende ancora una volta il cliché della civiltà perduta che pian piano andremo a riscoprire, non riesce a catturare a causa di dialoghi quasi sempre banali e personaggi piatti. Le rare eccezioni sono -per l’appunto- eccezioni.
Se aspetterete fin dopo la metà del gioco ci sarà molta più carne sul fuoco. La storia diventa interessante, la ritmica più intensa e piacevole.
Il nuovo sistema di combattimento è promosso, resta tuttavia l’incognita delle coperture.
Assolutamente incomprensibile infine il comparto tecnico, con un reparto animazioni carico di bug e che, ad oggi, appare quello di un gioco in pre-alpha.
Se siete dei fan di vecchia data è probabile che apprezzerete la nuova vena esplorativa del gioco, ma non aspettatevi la qualità della precedente trilogia.