PC gaming 1000 euro

PC da 1000 euro per giocare in 1080p e 1440p

In questa guida al PC da gaming 1000 euro l’obiettivo è costruire una configurazione bilanciata per giocare in 1080p (Full HD) con framerate elevati e, quando il titolo lo permette, spingersi anche al 1440p (QHD) con compromessi ragionati. In questa fascia conta soprattutto investire bene sulla scheda video, perché è il componente che incide più direttamente su prestazioni e qualità grafica; oltre al gaming moderno, la build gestisce senza problemi retrogaming e una buona parte dell’emulazione.

PC da gaming da 1000 euro (1080p e 1440p)

Aggiornato al: 18/02/2026.
Link rapidi alle configurazioni:

Budget e logica delle scelte: AM4 + DDR4 per tenere più margine sulla GPU; upgrade futuri principalmente su GPU e, su AM4, su CPU senza cambiare piattaforma.

Anteprima

Componenti PC

Alimentatore Corsair CX650

Scheda Madre Gigabyte B550M K

CPU AMD Ryzen 5 5600 (6 Core/12 Threads)

CPU AMD Ryzen 5 5600 (6 Core/12 Threads)

RAM Patriot DDR4 Viper Elite II 16GB 3600MHz

SSD Acer Predator GM7 1TB NVMe PCIe 4.0

Gigabyte Radeon RX 9060 XT Gaming OC

Case MSI MAG FORGE 100R

In sintesi

  • Target: 1080p alto framerate; 1440p con compromessi + upscaling.
  • Scelta chiave: AM4/DDR4 per spingere la GPU (il pezzo che conta di più).
  • Punto forte: VRAM 16GB per texture pesanti e open world moderni.
  • Limite: upgrade piattaforma più corto rispetto ad AM5/DDR5.
  • Upgrade: prima RAM 32GB, poi spazio SSD; GPU quando si punta al 1440p fisso.

Aiuto nella scelta della configurazione: NRSGamers offre supporto gratuito su Discord e nei commenti per adattare questa build a esigenze specifiche (case più piccolo, meno rumore, componenti già disponibili, target FPS diverso). Per velocizzare, è utile indicare budget, risoluzione, giochi e componenti già posseduti. I link ai prodotti possono essere affiliati, non cambiano il prezzo finale e supportano il nostro lavoro.

Discord: link invito.

Nota rapida su 1080p e 1440p: in Full HD il framerate dipende molto dal gioco e dal motore grafico, ma in genere si resta su impostazioni alte con buona fluidità. In QHD conviene intervenire prima sui settaggi che pesano davvero (ombre, riflessi, distanza visiva) e, quando serve, usare upscaling (DLSS/FSR/XeSS) per tenere una resa pulita senza far crollare gli FPS. Il ray tracing su questa fascia è un extra: ha senso solo quando l’implementazione è valida e l’impatto prestazionale resta accettabile.

Limite della scelta AM4/DDR4: la piattaforma è affidabile ma il percorso di upgrade tecnologico è ovviamente più corto rispetto ad AM5/DDR5. Gli upgrade più puliti restano GPU (prima di tutto) e, su AM4, eventuale CPU più forte senza cambiare scheda madre e RAM.

Upgrade path: come far crescere questa build

Se si parte da questa configurazione, l’ordine più sensato degli upgrade è questo: prima ciò che costa poco e stabilizza l’esperienza, poi ciò che sposta davvero gli FPS.

  1. RAM a 32GB (soprattutto per giochi recenti pesanti, mod, multitasking e stutter legato alla memoria).
  2. Secondo SSD / più spazio (2TB o un secondo NVMe) per evitare gestione continua di installazioni e cache.
  3. Upgrade GPU quando l’obiettivo diventa 1440p “alto” senza compromessi o quando si punta al ray tracing con più margine.
  4. Upgrade CPU su AM4 solo se serve davvero (titoli molto CPU-bound o target FPS alti in competitivo): su questa piattaforma ha senso come ultimo step, non come primo.
  5. Dissipatore aftermarket se la priorità è il comfort: meno rumore e temperature più stabili in estate.

Scheda Madre: Gigabyte B550M K

Per questa configurazione da 1000 euro restiamo su AM4 e DDR4 per massimizzare il budget sulla scheda video, accettando che un eventuale salto a DDR5/AM5 in futuro richiederà un cambio di piattaforma più profondo. In questo scenario la GIGABYTE B550M K è una scelta micro-ATX centrata sul rapporto prezzo/funzionalità: il chipset B550 garantisce compatibilità con Ryzen fino alla serie 5000, supporto PCIe 4.0 per la GPU e una dotazione M.2 sensata per una build moderna, con uno slot M.2 PCIe 4.0 e uno slot M.2 PCIe 3.0 per gestire bene sia l’SSD principale sia un eventuale secondo NVMe senza salire troppo di costo. Per le specifiche complete conviene fare riferimento alla pagina ufficiale del produttore.

Processore / CPU: AMD Ryzen 5 5600

Per quanto riguarda la CPU, ci orientiamo su AMD Ryzen 5 5600 (con dissipatore incluso in confezione), un processore a 6 core e 12 thread che, nel contesto di un PC per giocare in questa fascia, ha ancora molto senso. Permette infatti di investire la parte più grossa del budget sulla scheda video senza creare colli di bottiglia evidenti in Full HD e, nella maggior parte dei casi, anche in 1440p. Le sue prestazioni restano solide nei giochi moderni, soprattutto quando l’obiettivo è stare tra 60 e 120 FPS e ci si affida alle tecnologie di upscaling (FSR, XeSS o DLSS quando disponibili) per aumentare la fluidità alleggerendo il carico sulla GPU.

Il motivo per cui lo scegliamo è anche pragmatico: è un processore con un rapporto prezzo/prestazioni spesso molto competitivo, perfetto per una build AM4 con RAM DDR4. Va anche detto chiaramente il rovescio della medaglia: AM4 è una piattaforma arrivata a fine ciclo, quindi l’upgrade futuro non sarà “a generazioni” come su AM5. Si potrà migliorare soprattutto passando a CPU AM4 più potenti (es. 8 core o modelli X3D) e, soprattutto, aggiornando la GPU. In pratica: ottimo per massimizzare le prestazioni oggi nel budget (con i prezzi attuali delle RAM), meno longevo come base tecnologica per upgrade profondi domani.

RAM: Patriot Viper Steel (2x8GB) DDR4 3600

Per questa configurazione da PC gaming 1000 euro scegliamo 16GB (2x8GB) DDR4 3600MHz C18, nello specifico il kit Patriot Viper Steel, perché con i prezzi attuali di RAM e SSD conviene mantenere il budget sotto controllo e concentrare la spesa sulla scheda video. 16GB restano una base valida per giocare bene in 1080p e, nella maggior parte dei casi, anche in 1440p: con un sistema pulito e un po’ di attenzione a cosa rimane aperto in background, il comportamento resta stabile. Il vantaggio del kit 2x8GB è anche tecnico: il dual channel è la configurazione corretta per le prestazioni e riduce i cali di fluidità rispetto a un singolo modulo.

3600MHz è un’ottima frequenza per AM4: offre stabilità e prestazioni senza inseguire frequenze più alte che in questa fascia incidono poco sugli FPS. Il profilo XMP 2.0 va attivato da BIOS (su molte schede AMD viene indicato come DOCP/A-XMP o simili), altrimenti la memoria può partire a frequenze inferiori e si perde parte del vantaggio in gaming.

Il compromesso rispetto ai 32GB è chiaro: su alcuni giochi recenti e in scenari con molti programmi aperti (browser, Discord, launcher, mod pesanti) 16GB possono diventare più stretti. È anche l’upgrade più semplice da fare in futuro: passare a 32GB sostituendo i moduli permette di allungare la vita della piattaforma senza cambiare il resto della build.

Scheda Video: Gigabyte GAMING Radeon RX 9060 XT OC 16GB

Il cuore di questa configurazione è la scheda video Gigabyte GAMING Radeon RX 9060 XT OC da 16GB, un’opzione adeguata a un PC da gaming da 1000 euro perché bilancia prestazioni e dotazione di memoria meglio di alternative con 8 o 12GB. In Full HD (1080p) permette di giocare con impostazioni alte nella maggior parte dei titoli recenti, mentre in 1440p consente risultati solidi soprattutto se si ottimizzano alcuni settaggi pesanti (ombre, riflessi, draw distance) o si sfruttano le tecnologie di upscaling come FSR o XeSS per aumentare il framerate senza stravolgere la qualità dell’immagine. Il taglio da 16GB di VRAM è utile in particolare con texture più pesanti e giochi open world moderni, perché riduce il rischio di saturazione della memoria video (che può portare a micro-scatti e caricamenti improvvisi, un problema che si manifesta spesso su schede video da 8GB). In pratica questa GPU consente di raggiungere l’obiettivo 1080p/1440p della guida e lascia anche margine per un upgrade futuro senza dover ricostruire l’intero PC. Per approfondimenti sulle prestazioni è possibile fare riferimento alla nostra pagina dei benchmark in raster. Sul tema memoria video e texture pesanti, utile anche la guida su quanta VRAM serve nel 2026.

SSD: Acer Predator GM7 1TB M.2 NVMe

Per l’archiviazione usiamo un SSD NVMe PCIe 4.0 come il modello Acer Predator da 1TB qui proposto, perché oggi è uno dei componenti che più impattano sulla sensazione di velocità del PC: avvio di Windows, caricamenti dei giochi, installazioni e trasferimenti di file sono nettamente più rapidi rispetto a un SATA tradizionale. 1TB è un taglio realistico per una build da gaming da 1000 euro: permette di tenere diversi titoli moderni installati senza dover gestire continuamente disinstallazioni, e lascia margine anche per launcher, patch e file di cache. Su una piattaforma AM4 con scheda madre B550 si sfrutta senza problemi un NVMe Gen4, e in ottica upgrade resta un componente riutilizzabile anche in un futuro cambio piattaforma. Attenzione agli incrementi di prezzi dell’ultimo mese, anche gli SSD stanno vedendo improvvisi aumenti compresi fra il 30 e il 60% rispetto allo scorso mese.

Alimentatore: Corsair CX650

Associamo un alimentatore MSI Corsair CX650 da 650W, pensato per configurazioni gaming di fascia bassa e medio-bassa, che in questa build con Ryzen 5 5600 e Radeon RX 9060 XT offre una potenza adeguata con un buon margine di sicurezza per i picchi di assorbimento. L’obiettivo qui è mantenere il budget sotto controllo senza scendere su wattaggi troppo tirati, così da avere stabilità e spazio anche per eventuali upgrade della scheda video entro la fascia media.

Case: MSI MAG FORGE 100R

Come case abbiamo scelto l’MSI MAG FORGE 100R, un formato compatto che si abbina bene a una scheda madre micro-ATX come quella che abbiamo selezionato e che punta su un airflow corretto per una configurazione con GPU dedicata. Supporta schede video fino a 33cm, a fronte dei 28cm della nostra soluzione AMD. In una build gaming la priorità è avere un flusso d’aria decente e spazio sufficiente per la scheda video, evitando chassis troppo chiusi che alzano temperature e rumorosità. Questo tipo di case è una scelta pragmatica: costo contenuto, assemblaggio semplice, e una base solida per mantenere componenti come Ryzen 5 5600 e RX 9060 XT nelle condizioni giuste, senza sprecare budget in estetica o soluzioni premium che non aumentano gli FPS. Qui tutte le specifiche del case, direttamente dal sito del produttore.


Accessori PC gaming da 1000 euro

Anteprima

Prodotto

Samsung Odyssey G5, 32" 2560x1440 QHD, 165Hz

Samsung Odyssey G5, 32″ 2560×1440 QHD, 165Hz

MSI MAG 274QF X24, 27" 2560x1440 QHD, 240Hz

MSI MAG 274QF X24, 27″ 2560×1440 QHD, 240Hz

Logitech G435 Lightspeed

Cuffie Logitech G435 Lightspeed

Tastiera Logitech G213 Prodigy

Tastiera Logitech G213 Prodigy

Mouse Logitech G502 Hero

Mouse Logitech G502 Hero

Qui proponiamo 2 opzioni di monitor QHD (1440p): una pensata soprattutto per la dimensione e l’impatto visivo, l’altra per le prestazioni pure e la massima fluidità.

Monitor 32 pollici: Samsung Odyssey G5

Con la configurazione che abbiamo costruito per circa 1000 euro, questo il monitor giusto se la priorità è avere uno schermo grande e più immersivo: 32 pollici in 1440p rendono molto bene nei single player e nei giochi dove conta la resa complessiva. Il pannello VA in genere offre un contrasto più alto e neri più profondi rispetto agli IPS, utile in scene scure. Di contro, su alcuni VA può esserci più trascinamento nelle transizioni scure (smearing), quindi non è l’opzione ideale se l’obiettivo principale è il competitivo ad altissima reattività. A 165Hz resta comunque un abbinamento sensato per una build da 1000 euro: in QHD si punta a un buon equilibrio tra qualità e fluidità, anche con l’aiuto dell’upscaling quando serve.

Monitor 27 pollici: MSI MAG 274QF X24

Questa è l’opzione da scegliere quando la priorità è la reattività: il Fast IPS tende a gestire meglio la chiarezza in movimento, con meno scie percepibili rispetto a molti VA, e i 240Hz sono un vantaggio reale negli eSport e negli shooter competitivi. Il 27 pollici in 1440p ha anche una densità di pixel più alta rispetto al 32, quindi HUD e testo risultano più definiti a distanza ravvicinata. Con un PC da 1000 euro i 240 FPS sono realistici soprattutto nei titoli competitivi e più leggeri, mentre nei tripla A il refresh alto resta comunque utile per ridurre latenza e rendere più fluide le oscillazioni del framerate. Per sfruttare al meglio refresh e sincronizzazione variabile, meglio usare DisplayPort e sistemare overdrive/VRR in base al comportamento del pannello.

Cuffie: Logitech G435 LIGHTSPEED

Come cuffie abbiniamo le Logitech G435 LIGHTSPEED perché hanno senso nel contesto di un PC da gioco da 1000 euro: sono wireless, molto leggere e puntano alla praticità quotidiana senza far esplodere il budget. Su una configurazione di questo tipo l’idea è avere un setup pulito, con meno cavi sulla scrivania, e qui la connessione LIGHTSPEED via dongle torna utile per giocare con latenza contenuta rispetto al classico Bluetooth. Restano quindi adatte sia al gaming single player sia a sessioni multiplayer, con un comfort che aiuta nelle partite più lunghe.

Il compromesso è chiaro e va detto: non sono cuffie da audiofilo e il microfono integrato è più da chat che da registrazioni serie, quindi vanno viste come una soluzione equilibrata e comoda, non come un prodotto professionale. Se l’obiettivo è comunicare bene in game e avere un wireless leggero e immediato, sono una scelta coerente con una build dove si sta attenti al portafogli.

Tastiera e mouse: Logitech G213 Prodigy + G502 HERO

La Logitech G213 Prodigy è una scelta pratica per accompagnare questa configurazione: è una tastiera full-size, comoda per uso misto (gaming + scrittura), con una digitazione morbida e molto più silenziosa di molte meccaniche economiche. Ha retroilluminazione RGB, tasti multimediali dedicati e una base stabile: tutte cose che, nel quotidiano, pesano più di quanto sembri. In una build che punta a 1080p/1440p ad alto framerate, la tastiera non deve essere un tormento: qui l’idea è avere una periferica affidabile, immediata, senza entrare nel territorio delle meccaniche di fascia alta.

Per quanto riguarda il mouse, il Logitech G502 HERO resta un classico ormai da anni: sensore preciso, ottima personalizzazione (DPI, profili, tasti) e una forma che funziona bene soprattutto nei giochi competitivi e negli action, dove servono controlli rapidi e consistenti. I tasti aggiuntivi sono utili per push-to-talk, abilità, inventario o macro leggere, e la rotella sbloccabile è comoda anche fuori dal gaming (scroll veloce su pagine lunghe, liste, shop, ecc.). Su una configurazione come questa, dove la GPU consente di stare spesso sopra i 100 FPS, un mouse stabile e ben controllabile ha un impatto reale sulla sensazione di precisione più di tanti upgrade marginali.

Che prestazioni posso aspettarmi in 1080p e 1440p con questo setup?

In 1080p l’obiettivo realistico è giocare bene con dettagli alti nella maggior parte dei titoli, con un framerate che cambia molto in base al gioco e ai settaggi più pesanti. In 1440p la build resta valida, ma conviene ragionare di ottimizzazione: si abbassano prima le impostazioni che pesano davvero e, quando serve, si usa l’upscaling (FSR, XeSS o DLSS, in base alla scheda video scelta) per mantenere una buona fluidità senza rovinare l’immagine.

AM4 e DDR4 hanno ancora senso?

Sì, se l’obiettivo è massimizzare le prestazioni nel budget: i soldi risparmiati su piattaforma e memoria possono finire dove incidono di più, cioè sulla scheda video. Il compromesso è la longevità tecnologica: AM4 è una base affidabile, ma non ha lo stesso percorso di upgrade “a generazioni” di AM5. In pratica è una scelta pragmatica per ottenere più FPS oggi, accettando che un salto a DDR5/AM5 in futuro richiederà anche il cambio di scheda madre e RAM.

Questa configurazione va bene per emulazione e mod?

Sì: CPU a 6 core/12 thread, 16GB di RAM e una GPU moderna sono una base adatta per retrogaming, una buona parte dell’emulazione e modding su molti giochi PC. Il risultato però dipende dal singolo emulatore e dal singolo titolo: alcuni scenari sono molto CPU-bound, altri dipendono più da driver e impostazioni. Per informazioni più approfondite, si rimanda alla nostra guida sugli emulatori.

Il dissipatore integrato alla CPU va bene o ne compro uno a parte?

Sì, il dissipatore incluso con Ryzen 5 5600 va bene per partire e giocare senza problemi, soprattutto con un case che respira bene. Un dissipatore aftermarket ha senso più per comfort che per necessità: meno rumore, temperature più basse e un comportamento più regolare nelle sessioni lunghe o in estate. Se la priorità è il silenzio, l’upgrade è sensato; altrimenti si può restare tranquillamente sul dissipatore stock.

Potrò fare upgrade futuri a questa configurazione?

Sì. L’upgrade più pulito è la scheda video, perché è quello che cambia di più l’esperienza in 1080p e 1440p. Su AM4 esistono anche upgrade CPU efficaci senza cambiare RAM e scheda madre, e in parallelo si può aggiungere storage (secondo SSD) o migliorare raffreddamento e rumorosità. Il salto ad AM5/DDR5 resta possibile, ma è un cambio piattaforma completo (CPU, scheda madre e RAM), quindi conviene farlo solo quando il budget o l’obiettivo prestazionale lo giustificano davvero.

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