Quanto costa un PC da gaming: come scegliere il budget in base a come si gioca

Questa pagina esiste per un motivo preciso: “PC da gaming” è una definizione che sembra chiara, ma in realtà nasconde tre domande diverse. La domanda reale, alla fine, è quanto costa un PC da gaming che regga davvero l’esperienza che si ha in testa. A che risoluzione si gioca? Che tipo di giochi? Quanta tolleranza c’è per i compromessi? Se queste tre cose non sono definite, qualsiasi build diventa una lista di componenti messi insieme a caso e i soldi finiscono dove non servono (oppure si risparmia proprio dove non bisognava). Qui l’obiettivo è far uscire da questa pagina con una scelta semplice: quale fascia di spesa ha senso e quale guida aprire tra le risorse NRSGamers.

Indice rapido:

Decisione rapida in 30 secondi

Per prendere la direzione giusta bastano tre scelte, in ordine. (1) Monitor: 1080p/1440p/4K e refresh (60/120/144/240). (2) Tipo di giochi: competitivi (FPS/eSport) vs AAA/open world vs sim/strategici. (3) Priorità: framerate e reattività, qualità grafica, oppure comfort (silenzio, temperature, consumi). Il resto si incastra di conseguenza: non è magia, è solo carico di lavoro.

Profili rapidi

  • 1080p competitivo / FPS alti → di solito si atterra su configurazioni 1000€, oppure 1200€ se serve più margine e una base più comoda.
  • 1440p tuttofare → la fascia più pulita tende a essere quella da 1500€, perché permette qualità alta e stabilità senza inseguire compromessi strani.
  • 4K + ray tracing → la guida di riferimento è quella da 3000€, perché qui la GPU diventa il centro di gravità e il resto della piattaforma deve reggere.
  • Indecisione totale → prima si chiarisce il monitor (risoluzione/refresh), poi si incrociano benchmark e VRAM per capire quali compromessi stanno sul tavolo.

1) Prima si decide il monitor: risoluzione, refresh e VRR

Il modo più veloce per buttare budget è scegliere componenti “forti” senza aver fissato il target. E il target, quasi sempre, è il monitor. La risoluzione stabilisce quanta roba deve disegnare la GPU; il refresh stabilisce quante volte al secondo deve farlo; il VRR (FreeSync/G-Sync) stabilisce quanto si percepisce stabile l’esperienza quando gli FPS oscillano. Sembra teoria, ma in pratica spiega perché due persone con lo stesso budget finiscono con aspettative opposte.

1080p: leggero solo se non si inseguono Hz alti

A 1080p si può giocare benissimo con hardware moderato, ma appena entrano in gioco 144/240 Hz (o anche molti di più) la partita cambia: l’obiettivo non è più fare tanti FPS ogni tanto, ma mantenere costanza. Nei competitivi questo significa anche frame time puliti, input lag basso e meno scossoni possibili. Qui la GPU conta, ma iniziano a pesare parecchio CPU e piattaforma (RAM, stabilità, background). È il classico scenario dove la build può essere forte sulla carta e comunque sembrare nervosa se il carico non è gestito bene.

1440p: il punto di equilibrio (e il motivo per cui esiste la fascia 1500€)

Il 1440p è spesso l’equilibrio più sensato: abbastanza definizione da migliorare davvero la resa, ma senza la brutalità del 4K. Qui la GPU torna protagonista e molte scelte diventano più lineari: se la scheda video regge, anche il resto si bilancia con meno tappi. È il motivo per cui una fascia come 1500€ tende a funzionare bene: non perché sia magica, ma perché permette di evitare i compromessi più fastidiosi (stutter, drop aggressivi, tagli pesanti alla qualità) mantenendo una spesa ancora razionale.

4K: la scelta pesante, soprattutto con ray tracing

Il 4K alza le richieste in modo netto. Anche quando non si pretende una risoluzione nativa a ogni costo, la base di potenza richiesta sale e con ray tracing attivo diventa facile finire nel dilemma “qualità vs fluidità” senza vie di mezzo. Non è un caso che la guida 3000€ esista: qui non serve solo una GPU molto performante, ma anche una piattaforma che regga temperature, consumi e stabilità senza trasformare ogni sessione in un compromesso continuo. Chi punta al 4K e vuole anche RT deve mettere in conto l’uso di upscaling e, spesso, un approccio più strategico alle impostazioni.

Per approfondire la parte monitor (refresh/VRR/HDR/input lag): guida TV e monitor. Per collegare risoluzione e prestazioni a numeri reali: benchmark.

2) Che giochi si fanno: quando conta la CPU e quando conta la GPU

La frase “gioco un po’ a tutto” è vera per quasi chiunque, ma non aiuta a decidere dove mettere i soldi. Quello che serve è capire quali scenari spostano davvero l’esperienza, perché non tutti i giochi stressano il PC nello stesso modo. Qui la distinzione utile non è tra AAA o indie, ma tra competitivo vs contenuto pesante vs simulazione. Sono tre scenari molto diversi.

Competitivi/eSport: contano costanza, frame time e latenza

Nei titoli competitivi (FPS, battle royale, eSport) il punto non è solo avere tanti FPS: è avere frame time puliti, input lag basso e cali minimi. Qui la CPU può diventare un limite reale perché deve alimentare la GPU con continuità, gestire fisica, netcode e tantissime chiamate a schermo, spesso mentre girano anche Discord, browser, overlay e recorder se siete degli streamer. È uno scenario dove una GPU buona non basta se poi la piattaforma fa da collo di bottiglia o crea micro-scatti: la sensazione finale non è di avere meno frame per secondo, ma di avere meno controllo sul gioco stesso.

AAA e open world: GPU, VRAM e stutter da streaming asset

Con i videogiochi AAA moderni la storia cambia: soprattutto in 1440p e 4K, il peso si sposta sulla GPU e sulla memoria video. Nei giochi lineari si vive spesso di picchi (scene pesanti, effetti, aree dense); negli open world il problema è più subdolo perché entra in gioco lo streaming: texture, geometrie e shader arrivano in tempo reale e, se qualcosa non regge, nasce lo stutter. È il classico caso dove la media FPS può sembrare buona ma l’esperienza è instabile. In questa categoria contano anche storage e gestione della cache, ma la base resta semplice: più risoluzione e dettagli, più pressione su GPU e VRAM.

Sim/strategici/MMO: quando la CPU torna centrale

Le simulazioni e gli strategici (sim racing, city builder, giochi con molte unità) possono essere ingannevoli: a volte non chiedono una GPU mostruosa, ma diventano pesanti sulla CPU quando aumentano entità, calcoli e complessità della scena. Gli MMO aggiungono un altro twist: spesso non hanno una grafica da mascella a terra, ma in città affollate o in raid possono stressare CPU e stabilità generale. E poi c’è la parte più reale: il PC non vive in un vuoto. Se si gioca con app in background, streaming in sottofondo o registrazione, RAM e comfort della piattaforma diventano parte dell’esperienza quanto gli FPS.

In sintesi: competitivi = costanza e CPU/frame time; AAA/open world = GPU/VRAM e compromessi; sim/strategici = CPU quando la scena scala. Per orientarsi con dati reali, il riferimento resta la pagina benchmark.

3) Compromessi e impostazioni: cosa costa davvero FPS (e cosa quasi non si nota)

Quando si parla di PC da gaming spesso si dà per scontato che esista un preset universale: “Ultra e via”. Nella pratica è l’opposto: l’esperienza migliore, quasi sempre, è un profilo alto ottimizzato. Alcune impostazioni sono killer per le prestazioni – ombre pesanti, volumetrici aggressivi, riflessi costosi e soprattutto ray tracing – mentre altre incidono poco e migliorano tanto la pulizia visiva. Capire questa differenza è la cosa che fa risparmiare più soldi, perché riduce la necessità di comprare hardware solo per inseguire l’ultimo 5% di qualità.

Texture e VRAM: il punto dove non basta la media FPS

Il capitolo più frainteso è quello delle texture. Alzarle spesso non taglia gli FPS in modo diretto, ma aumenta l’uso di VRAM: quando si sfora, non si perde solo qualche frame, si entra nella terra dei micro-scatti, dei caricamenti in ritardo e dei drop improvvisi. È per questo che VRAM e risoluzione vanno pensate insieme, soprattutto in 4K e in ultrawide. Se una build deve durare e restare comoda, questo è uno dei pochi punti dove conviene essere pratici. Approfondimento: quanta VRAM serve nel 2026.

Upscaling e frame generation: strumenti, non miracoli

DLSS, FSR e XeSS oggi non sono trucchetti da prestigiatore: spesso sono il modo più razionale per tenere qualità alta e fluidità stabile, soprattutto quando si sale di risoluzione. Il 4K, nella pratica, è spesso un output 4K con rendering interno assistito: se l’immagine resta pulita, è un compromesso intelligente. La frame generation è diversa: funziona bene quando la base è già fluida e stabile; se la base è ballerina, non risolve i problemi strutturali e può peggiorare la sensazione di controllo del personaggio. Qui entra anche il tema delle feature e delle differenze tra ecosistemi: per contestualizzare pro e contro c’è il nostro speciale Nvidia vs AMD.

La regola pratica è semplice: spesso il salto da Alto a Ultra costa molto e rende poco, mentre un settaggio Alto ottimizzato dà l’esperienza migliore. Questo vale ancora di più quando si punta a 144/240 Hz o a 4K con RT, dove l’obiettivo non è la perfezione grafica, ma la coerenza.

4) Quanto costa un PC da gaming: quale guida aprire (e cosa aspettarsi)

A questo punto la domanda “quanto costa un PC da gaming” diventa finalmente concreta: quanto costa il PC che serve per l’idea di esperienza che si ha in testa. Qui conviene ragionare per profili e aspettative, non per slogan. Le cifre non sono regole, perché il mercato si muove, ma le fasce restano utili perché descrivono quanta libertà c’è sui compromessi.

Fascia 1000€: 1080p solido e 1440p con compromessi sensati

La guida 1000€ è il punto di ingresso quando si vuole giocare bene senza costruire un PC fragile. In 1080p può spingere parecchio, soprattutto se si ragiona su impostazioni intelligenti; in 1440p si entra nella zona dei compromessi sensati (non tagli brutti, ma scelte mirate). È anche la fascia dove ha più senso massimizzare la GPU, purché il resto della piattaforma non diventi un freno.

Fascia 1200€: più margine e base più comoda

La guida 1200€ ha senso quando si vuole più respiro complessivo: non solo prestazioni, ma anche comodità (stabilità, multitasking, meno casi limite). È la fascia che di solito riduce il rischio di trovarsi a tappare buchi dopo l’acquisto, soprattutto se si gioca con app in background o si vuole un’esperienza più lineare.

Fascia 1500€: 1440p pulito e una longevità più tranquilla

La guida 1500€ è quella che tende a funzionare meglio per il 1440p: qualità alta, meno compromessi, meno tempo perso a inseguire l’ottimizzazione a colpi di preset. Il 4K resta possibile in diversi casi, ma entra più spesso in gioco l’idea di scalare con upscaling e settaggi mirati. In generale, è la fascia in cui tante scelte smettono di essere acrobazie e diventano equilibrio.

Fascia 3000€: 4K e ray tracing senza vivere di compromessi continui

La guida 3000€ esiste perché il 4K (soprattutto con RT) è una richiesta alta in modo oggettivo. Qui la GPU è centrale, ma conta anche la piattaforma: alimentazione, dissipazione, storage e scelte che non aumentano gli FPS in benchmark ma rendono l’esperienza stabile, silenziosa e coerente. È anche la fascia dove tecnologie come upscaling e frame generation diventano parte del ragionamento quotidiano: aiutano a trasformare un obiettivo difficile in qualcosa di pratico, senza inseguire il nativo come dogma.

Se resta ancora confusione, il percorso più pulito è sempre lo stesso: (1) definire monitor/target, (2) guardare i benchmark, (3) verificare il tema VRAM, (4) aprire la guida budget più vicina e leggere le motivazioni dietro le scelte.

FAQ: quanto costa un PC da gaming e quanto spendere

Quanto costa un buon PC da gaming?

“Buono” dipende dal target: 1080p competitivo e 4K con RT sono due richieste diverse. La scelta sensata è fissare risoluzione/refresh, poi scegliere la fascia che riduce i compromessi più fastidiosi per quel profilo.

Quanto costa assemblare un PC da gaming rispetto a comprarlo pronto?

Di solito i negozi di informatica chiedono tra i 40 e i 70 euro per assemblare un PC con i pezzi da voi richiesti. L’assemblato permette di controllare componenti che incidono sul comfort (alimentatore, dissipazione, storage), che nei preassemblati spesso sono il punto debole. Le guide per budget sono pensate per evitare proprio queste zone grigie.

Meglio spendere su GPU o CPU per un PC da gaming?

In 1440p e 4K quasi sempre la GPU definisce l’esperienza; in 1080p ad alto FPS e nei competitivi la CPU pesa di più su stabilità e frame time. Se c’è dubbio, i benchmark chiariscono dove sta il collo di bottiglia reale.

Ha senso inseguire le impostazioni Ultra?

Spesso no: l’Ultra tende a costare molto e rendere poco. Un profilo Alto ottimizzato è quasi sempre la scelta più razionale, soprattutto quando l’obiettivo è fluidità stabile o 4K con RT.

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