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[Recensione] TorqueL – Un omino, quattro direzioni

Gli ingredienti per un puzzle game con dinamiche da platform di successo sono numerosi, ma volendo sintetizzare è possibile dire che le caratteristiche imprescindibili dovrebbero poche e decisive. Il titolo, dunque, deve spingere il giocatore a voler superare i vari livelli e a mettersi alla prova, e soprattutto deve essere difficile ma non frustrante. In questa recensione vedremo come TorqueL, titolo disponibile su Steam, attualmente possieda la prima caratteristica mentre manchi decisamente della seconda.

TorqueL – Un omino, quattro direzioni

Sviluppato da Takayuki Yanagihara, con l’apporto delle musiche di Nobuyoshi Sano, TorqueL è un titolo dalla struttura estremamente semplice. Il giocatore impersonerà un omino racchiuso in un quadrato. Ogni lato di questo quadrato, poi, corrisponde a un pulsante del joypad (o della tastiera). Nel momento in cui si preme un tasto, il lato del quadrato corrispondente si allungherà facendo sì che l’omino si alzi nella stessa direzione.

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E’ possibile premere anche più tasti contemporaneamente, e tutto ciò avrà degli effetti abbastanza complessi, visto che il quadrato contenente l’omino si muoverà a seconda dell’ordine e della posizione dei tasti premuti. A tutto questo si aggiunge il fatto che, per potersi muovere in orizzontale, il nostro omino può semplicemente rotolare su se stesso, difatti cambiando la disposizione dei lati in ogni istante. Se prima il tasto Y del pad corrispondeva al lato superiore, tanto per fare un esempio, rotolando questo può trovarsi in qualsiasi altra posizione, con la conseguenza che il giocatore dovrà sempre calcolare quale tasto premere al momento giusto. Sembra tutto molto complicato da spiegare, ma già dopo pochi secondi di gioco è possibile arrivare a due considerazioni: l’idea di fondo è indubbiamente carina, e spesso e volentieri si andrà avanti semplicemente a caso, premendo un tasto e sperimentando le varie altre combinazioni.

Tutto questo discorso si rende necessario perché i cinquanta livelli di cui si compone TorqueL contengono varie difficoltà ed ostacoli. Riuscire ad arrivare alla fine della schermata, infatti, non sarà così semplice per tutta una serie di ragioni, e costringerà il giocatore in un certo senso a creare delle strategie che consentano di superare le avversità. Dopo qualche livello, ad esempio, verranno introdotti dei flussi che faranno levitare il nostro omino in senso verticale. Per riuscire a imprimere la direzione orizzontale desiderata, dunque, bisognerà agire con tutti i tasti a nostra disposizione, sostanzialmente allungando i quattro lati del quadrato e sperando che la combinazione selezionata ci aiuti a passare l’ostacolo. Come dicevamo prima, infatti, la sensazione a volte è che in TorqueL si vada avanti un po’ per caso, premendo i vari tasti sperando che si riesca a superare le difficoltà; le dinamiche trial and error, come da copione in titoli di questo tipo, sono presenti e tutto sommato ben accette.

Il grosso problema di TorqueL, più che nelle dinamiche un po’ casuali, è nel sistema di salvataggio. Sebbene nel momento in cui scriviamo lo sviluppatore si sia già impegnato a rimediare, è pur vero che nelle nostre prove il titolo era sprovvisto di un qualsiasi sistema di registrazione dei nostri progressi. Questo vuol dire che, in teoria, il giocatore di TorqueL deve completare i cinquanta livelli del titolo tutti in una volta. E’ fin troppo facile sottolineare come in un gioco del genere, che farà perdere la pazienza più di una volta proprio per il suo carattere di puzzle game/platform, la possibilità di giocare giusto qualche livello per sessione sia essenziale. Se viene tolta questa possibilità al giocatore, l’attrattiva del titolo scende a livelli infimi, e per questo al momento non possiamo affibbiare al gioco di Yanagihara un giudizio molto lusinghiero.

Dal punto di vista tecnico, infine, il titolo propone un aspetto 8 bit che ben si addice al tipo di gioco, con un comparto audio decisamente positivo. La scelta di legare il fluire della musica al movimento del giocatore (ovvero: se si va in avanti la musica scorre normalmente, se si sta fermi si interrompe) è singolare e tutto sommato positiva. In un titolo costituito sostanzialmente da una palette cromatica di non più di una decina di colori, la colonna sonora di Sano apporta senza dubbio un tocco di originalità.

Conclusioni
Ripetiamo il concetto: nel momento in cui scriviamo lo sviluppatore ha già dichiarato che verrà implementato un sistema di salvataggio per il titolo, e questa è l’unica aggiunta che può salvare TorqueL dal baratro del dimenticatoio. Senza la possibilità di registrare i propri progressi, infatti, il titolo diventa un esercizio sostanzialmente poco utile fatto di trial and error e una certa frustrazione. Tutto ciò è un peccato perché, d’altro canto, le dinamiche proposte dal gioco possono anche essere giudicate positivamente, visto che spingerebbero il giocatore a proseguire nei vari livelli, per scoprire quali sfide gli si prospettino davanti. Senza salvataggi, però, tutto passa in secondo piano, e il giudizio non può che risentirne.
+ Dinamiche di gioco interessanti
+ Comparto audio positivo
– Senza un sistema di salvataggi, l’intera esperienza di gioco perde valore

Valutazione 5,0/10

Metascore ND
TorqueL | Steam | 9.99€

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