Scott Rodhe ha rilasciato delle interessanti dichiarazioni in merito alla posizione di Sony riguardo le micro transazioni in game, considerate da molti come una sorta di cancro dell’industria videoludica.

A quanto pare, il colosso giapponese non è contrario alla pratica in sé, ma ritiene piuttosto che ciascun caso debba essere valutato con attenzione. In particolare, esistono titoli che giustificano la presenza di micro acquisti in app, vedi i free to play. In altri casi non ha invece senso offrire dei contenuti aggiuntivi a pagamento, come nel caso di giochi venduti a prezzo pieno.
Si potrebbe ricordare al signor Rodhe che tecnicamente anche i DLC sono dei contenuti aggiuntivi di un prodotto venduto a prezzo pieno.

Ad ogni modo, sembra che il free to play continuerà a prendere piede anche su console, dopo aver invaso il mercato dei MMORPG su PC e delle app su mobile. Non si tratta di per sé di una cosa malvagia, e accettiamo il fatto che le mele bacate esistano in qualsiasi frangente. Avremo dunque produzioni che offrono esperienze di buona qualità senza pretendere il nostro denaro, e altre che – ci auguriamo – verranno massacrate dalla critica per una struttura volta al pay to win.

Scott Rodhe si esprime anche in merito al Full HD 1080p, ad oggi una delle più importanti frecce nell’arco di PS4. La situazione potrebbe cambiare grazie ai nuovi tool di sviluppo su Xbox One, ma Sony ritiene sia giusto sottolineare la superiorità tecnica della propria macchina, che garantisce un tipo di esperienza migliore e una fedeltà superiore rispetto a quanto possibile sulla concorrente di casa Microsoft.
Certo, parlare di Full HD o non-Full HD nel 2014 onestamente fa sorridere, in particolare se si è abituati a giocare su PC. Ma il mondo console, si sa, è diverso, ed è giusto che il merketing e il sensazionalismo facciano la propria parte.
Ovviamente le considerazioni finali restano ai giocatori, che spesso e volentieri godono di un cervello e della capacità di distinguere cosa è importante in un gioco e cosa non lo è.