Solo chi conosce bene gli Spike Chunsoft, casa di sviluppo giapponese già autrice di serie eccellenti come Pokémon Mystery Dungeon e Danganronpa, sa cosa aspettarsi dalle loro produzioni: un totale e violento mind fuck.
Avete presente quella strana sensazione di smarrimento in seguito alla distruzione di ogni vostra certezza che vi prende la mente e vi fa rizzare tutti i peli del corpo?
Ecco, è ciò che proverete alla fine di ogni capitolo della serie Zero Escape, ed in particolare nella sua ultima iterazione, ovvero Zero Time Dilemma, misto tra puzzle game e visual novel arrivato su Steam lo scorso 29 giugno.

Piccolo chiarimento: nella recensione non saranno presenti spoiler di alcun tipo, tuttavia sappiate che il gioco viene situato cronologicamente tra il primo (Nine Hours, Nine Persons, Nine Doors) ed il secondo (Virtue’s Last Reward) capitolo, dunque vi consigliamo di recuperare prima quelli se volete evitare di rovinarvi l’esperienza.
Ma bando alle ciance e andiamo alla review vera e propria.

Zero Escape: Zero Time Dilemma – Recensione

Data di uscita: 29/06/2019
Versione recensita: PC
Disponibile su: PC, 3DS, PSV
Lingua: Inglese
Prezzo di lancio: €49.99

Zero Escape: Zero Time Dilemma inizia presentandoci una situazione degna del miglior Saw l’enigmista, da cui gli autori hanno sicuramente preso spunto.
Nove ragazzi, suddivisi in tre gruppi da tre elementi ciascuno, si svegliano all’interno di una prigione accolti da un misterioso uomo mascherato, Zero, il quale gli comunica di volerli mettere alla prova con un gioco da cui dipenderanno le sorti di sei miliardi di persone.
La trama s’infittisce ben presto, mostrando una profondità incredibile anche se paragonata ai recenti Danganronpa, influenze coltissime da autori del calibro di Kurt Vonnegut e Isaac Asimov nonché un cast da urlo.

Zero Escape: Zero Time Dilemma – Trailer di lancio

Personaggi talmente ben caratterizzati da risultare alquanto simpatetici ci accompagneranno per tutta la durata del gioco, coinvolgendoci non di rado sul piano emozionale grazie a dialoghi convincenti e un doppiaggio (quello giapponese, sia chiaro) di ottima fattura.

In Zero Time Dilemma i filoni narrativi sono molteplici ed ognuno conduce a una conclusione diversa, positiva o negativa che sia (per un totale di 7 ending).
Il “decision game”, così chiamato, consiste nello scegliere l’opzione giusta tra le due o tre predisposte dal carceriere in modo da proseguire correttamente nella storia, interconnessa in senso strutturale al sistema di gioco.
All’inizio la scelta sarà ristretta ad una manciata di sezioni; man mano che le risolverete avrete poi accesso a vie alternative spesso apparentemente sconnesse dalle precedenti.

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Zero Escape: Zero Time Dilemma vanta una straordinaria caratterizzazione dei personaggi

Spiegare tale meccanismo nei minimi dettagli è però impossibile senza cadere in spoiler, quindi ci limitiamo a suggerirvi di prestare attenzione al flow, l’interfaccia grafica che mostra i progressi compiuti in via di ramificazioni, e completare tutti i segmenti disponibili così da sbloccare i successivi senza preoccuparvi delle possibili incongruenze iniziali.
Prima di giungere alle decisioni, comunque, si dovranno risolvere dei puzzle molto complessi che hanno per tema preponderante la ricerca di una via d’uscita da varie stanze in cui i personaggi si troveranno rinchiusi.
Gli enigmi sono a dir poco geniali, abbracciano qualsiasi ramo della logica e mettono a durissima prova persino le menti più sveglie.
Capacità di ragionamento, memoria, osservazione e acutezza logico-matematica sono solo alcune delle abilità richieste per portare a termine i puzzle studiati dagli ingegnosi sviluppatori, a cui va il nostro sentito plauso per averci offerto un livello di sfida davvero eccellente.

Tecnicamente, invece, Zero Time Dilemma non fa gridare al miracolo.
L’utilizzo di modelli 3D completamente animati nelle cutscene è sì gradito e spezza la monotonia delle figure fisse o semi-fisse a cui eravamo abituati ma la quantità di poligoni in scena lascia a desiderare, allo stesso modo della qualità effettiva delle animazioni.
Gli scenari sono spogli, i dettagli scarseggiano e la resa grafica generale ne risente parecchio; buona la soundtrack, sebbene le tracce vadano di frequente in loop.

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La versione PC di Zero Escape: Zero Time Dilemma non è ottimizzata per il mouse

Che si tratti di un porting dalla versione 3DS si nota anche dai menu non proprio adatti alla fruizione con mouse, causa un’interfaccia ottimizzata a dovere solo per la console portatile Nintendo ed il controller Xbox One.
Niente di particolarmente grave, certo, eppure un lavoro più certosino non avrebbe guastato.
Abbiamo infine riscontrato un bug che impedisce il salvataggio delle opzioni, tra l’altro carenti, e obbliga l’utente a reimpostarle ad ogni riavvio del gioco, problema piuttosto fastidioso che ci aspettiamo venga risolto a breve.

Conclusioni
Se se ne ignorano i difetti tecnici, Zero Escape: Zero Time Dilemma può essere considerato con facilità un titolo esemplare.
L’ultima fatica di Spike Chunsoft si regge su due colonne portanti dalle dimensioni maestose, cioè una narrativa strabiliante e un gameplay costituito da enigmi brillanti a 360°.
Longevo, emozionante, impegnativo e profondissimo, Zero Time Dilemma ci ha colpiti al cuore come pochi altri giochi avevano fatto prima.
Se siete tra coloro i quali non conoscono la serie Zero Escape vi consigliamo vivamente di attendere l’imminente uscita su Steam dei primi due capitoli e recuperare il pacchetto completo, magari scontato per l’occasione: il divertimento sarà assicurato.
Valutazione scala 1/10

9.1
+ Comparto narrativo grandioso
+ Struttura originale
+ Enigmi riuscitissimi
+ Ottimo doppiaggio giapponese
– Motore grafico antiquato
– Alcuni difetti da porting

*Recensione basata su una copia promo fornita dallo sviluppatore*