Non ho accolto con grande entusiasmo l’abbandono del brand Nexus, erano dispositivi interessanti e commercializzati a prezzi accettabilissimi, almeno all’inizio. Quest’anno le proposte di Mountain View si chiamano Google Pixel 2 e Google Pixel 2 XL, affinamento dei modelli presentati nel 2016. Anche stavolta si tratta prima di tutto di esperienza utente, di funzioni realmente smart e di un trampolino di lancio per le nuove versioni di Android. Più in particolare si vuole dare spazio al nuovissimo Android Oreo, naturalmente puntando allo stesso tempo a un dispositivo convincente in tutti i campi, magari senza dimenticare i preziosi insegnamenti dello scorso anno.

Google Pixel 2 / Pixel 2 XL: Design

SPECS – Pixel 2 XL


Misure 157,9 x 76,7 x 7,9mm
Peso 175g
Schermo 6″ P-OLED
Rapporto 76,4%
Ris 1440×2880 @ 538PPI
SoC Snapdragon 835
RAM 4GB LPDDR4
ROM 64/128GB
Micro SD No
Camera 12MP / 8MP
Apertura f/1.8 – f/2.4
Stabilizzatore Ottico
Batteria 3.540mAh non rem.
Ric. Rapida Sì
Impermeabile IP67
Android 8.0
Prezzo al lancio 989€

Sembra che Google intenda mantenere un design in qualche modo riconoscibile per la linea Pixel, un po’ come fatto da Apple negli ultimi anni con i suoi iPhone. Evitando di arrivare agli estremi della casa di Cupertino, i nuovi Pixel si limitano a riproporre il pannello in vetro nella parte posteriore, che però è adesso di dimensioni ridotte. E’ molto più gradevole rispetto a quello dell’anno passato, bene così.
Sempre restando sul retro, il telefono si affida al metallo, che però è stato trattato e presenta una texture che consente una presa ottima. Il feeling sulle mani rimane premium, il grip è saldo.

La parte frontale è piuttosto diversa per le due varianti. Il modello normale ha un display a 16:9, con ampi spazi sopra e sotto. La variante XL ha invece un pannello a 18:9, con bordi ridotti e una scocca molto più contenuta. In entrambi i casi c’è spazio per un doppio speaker frontale che fa faville.
Il sensore per le impronte digitali rimane sul retro. E a quanto non c’è spazio nemmeno per il dannatissimo ingresso per le cuffie, una mancanza non da poco.

La qualità costruttiva e la scelta dei materiali hanno consentito il supporto allo standard IP67, dunque immersioni fino a un metro per 30 minuti. Niente IP68 e niente ricarica a induzione a causa del metallo posteriore.

Google Pixel 2 / Pixel 2 XL: Display

Entrambi i Pixel 2 utilizzano dei display basati su tecnologia OLED. Sono tuttavia piuttosto diversi, non solo in termini tecnici, ma anche per la finalità agli occhi di Google.

Il modello base usa uno schermo 16:9 da 5 pollici con risoluzione 1080 x 1920, dunque una canonica Full HD. Passando al modello XL invece possiamo contare su 6 pollici di diagonale in 18:9 e una risoluzione 1440 x 2880.
Ma sono i colori a sorprendere di più. Pixel 2 non è molto diverso dal modello dello scorso anno, con cromatismi vibranti, concettualmente simili a quanto fatto da Samsung. Su XL le cose sono molto diverse: i colori appaiono più spenti, qualcuno potrebbe definirli slavati in confronto. In realtà è facile accorgersi che si tratta di tonalità più vicine a quelle reali, cosa che farà piacere a chi ama scattare tante fotografie. Il punto è che sarebbe stato meglio concedere all’utente la possibilità di scegliere il bilanciamento cromatico in base alle proprie preferenze, direttamente dal sistema operativo.

Google Pixel 2 / Pixel 2 XL: Performance e gaming

I due Pixel si affidano al processore top di gamma Qualcomm Snapdragon 835, accompagnato da 4GB di LPDDR4. Non è il quantitativo di memoria più elevato che abbiamo visto fino ad oggi, ma il nuovo sistema operativo non ha dato spazio ad alcuna incertezza. Android Oreo è una scheggia, molto leggero, pieno di funzioni smart e piacevolissimo da utilizzare. La quantità di RAM assorbita dal telefono non è affatto esagerata, tanto che con i 4GB disponibili riusciremo a tenere attivi anche più giochi in simultanea.
La velocità di caricamento delle applicazioni e il multitasking sono in linea con gli altri smartphone Android top di gamma rilasciati quest’anno, nessuna sorpresa da questo punto di vista.

animal crossing pocket camp

Parlando di videogame la situazione è ancora un po’ problematica. Alcuni giochi si sono già adattati al nuovo formato a 18:9, ma la maggior parte si limita a presentare le classiche bande nere. E’ un problema che immagino sarà risolto nel corso dei prossimi mesi, con la speranza che sempre più smartphone (in tutte le fasce di prezzo) adottino il nuovo formato.

A parte questi “disservizi” grafici, entrambi i dispositivi si comportano molto bene. C’è la velocità, i tempi di caricamento ridottissimi e una gestione del multitasking eccellente. Ci sono soprattutto quei due speaker frontali che sono uno spettacolo, e che riportano alla memoria il Boom Sound di HTC One. Per quanto non ci sia nessun marchio particolare, il sistema audio dei due nuovi smartphone raggiunge senza problemi la vetta tra i dispositivi Android di quest’anno.
Si fa sentire purtroppo lo mancanza di un ingresso per le cuffie. Sono solito giocare con gli auricolari quando posso, lo preferisco per una questione di immersione. Mi sono categoricamente rifiutato di utilizzare il tristissimo adattatore.

Google Pixel 2 / Pixel 2 XL: Software base

Android Oreo ha introdotto alcune novità che saranno graditissime a tutti gli amanti del robottino. Non si tratta esattamente di rivoluzione, ma di implementare funzioni che migliorano tantissimo l’esperienza utente, e che mi sono trovato ad utilizzare quotidianamente.

Iniziamo scoprendo con piacere che i lati del telefono sono sensibili alla pressione: basterà stringerlo per attivare l’Assistente Vocale di Google, molto più piacevole da utilizzare dopo il rilascio di Google Allo. Purtroppo non è al momento possibile associare scorciatoie di alcun tipo: potrete solo richiamare l’assistente vocale, niente attivazione immediata della fotocamera o altro.
A dispetto delle limitazioni è comunque una feature straordinaria, che mi ha spinto a utilizzare molto più spesso l’Assistente Vocale di quanto non facessi in passato. Non so se è il fascino della novità o che altro, ma devo dire che stringere il telefono invece che dire OK Google è molto più rapido, comodo e invoglia all’interazione.

Pixel 2 XL in versione nera

Altra novità di primissimo rilievo è il picture in picture, ovvero la possibilità di trascinare una finestra all’interno dello schermo. Utilizzo questa funzione quasi di continuo, in particolare con YouTube. Se con Android 7.0 dovevo dividere lo schermo in due sacrificando un mare di spazio, adesso posso semplicemente mettere il video in finestra e trascinarlo in un angolo, mentre continuo a navigare sul web a tutto schermo. Il concetto stesso di “multitasking” su smartphone si espande in maniera considerevole, è paragonabile a quanto possiamo fare in genere con un browser su PC, tra l’altro senza lo spazio perso per la barra degli strumenti.

Con Android Oreo abbiamo un Always On Display ben fatto, che si sposa bene con i consumi degli schermi OLED. Anche col pannello spento visualizzeremo sempre informazioni base quali l’orario e attivare una funzione che permette di riconoscere la canzone che stiamo ascoltando in quel momento, ovunque ci troviamo. Non immaginatevi una cosa tipo Shazam, ovviamente il catalogo di titoli che vengono riconosciuti è notevolmente inferiore, anche perché questa funzione lavora offline. La cosa positiva è che ciascun mercato ha una propria lista di canzoni, lista che continuerà a venire aggiornata e ad espandersi.

Google Pixel 2 / Pixel 2 XL: Fotocamera

Il primo Google Pixel aveva con ogni probabilità la migliore fotocamera sul mercato, e gli affinamenti apportati quest’anno consacrano il nuovo modello ancora una volta ai vertici della categoria.
La fotocamera principale è una unità da 12,2MP con apertura f/1.8 e ovviamente stabilizzatore ottico. Google non abbraccia la stessa strada della concorrenza, preferendo adottare un’ottica singola e affidandosi invece alle magie del software. Una scelta che qualcuno potrà ritenere coraggiosa, ma che in fondo si limita a non seguire i trend imposti dal marketing. La soluzione del colosso di Mountain View funziona, e funziona alla grande.

Il punta e scatta lavora molto bene, restituisce immagini di ottime qualità anche in situazioni di scarsa illuminazione. In pratica la fotocamera identifica la situazione e scatta una serie di fotografie che poi vengono elaborate e montate insieme per raggiungere il miglior risultato possibile. E’ come se il telefono cercasse di tamponare le mancanze che possono dipendere dalla luce, dalla stabilizzazione o altro ancora, creando un collage dei pezzi venuti meglio.
Per l’utente questo significa in pratica non doversi preoccupare più di tanto delle regolazioni: ci pensa Google.

La fotocamera di Google Pixel 2 XL

E’ chiaro che molti saranno infastiditi dalla mancanza di un maggiore controllo sugli scatti, ma non mi sento di criticare la scelta del produttore. Offrire un’esperienza accessibile e immediata è l’obiettivo delle nuove versioni di Android, c’è coerenza. Del resto va anche detto che chi lo desidera potrà sempre installare un’applicazione diversa e gestire tutto ciò che desidera prima di effettuare lo scatto, nessuna limitazione.

Più sorprendente ancora è però la fotocamera anteriore, che farà la felicità di tutti gli amanti di selfie. C’è stato un passo avanti notevolissimo rispetto allo scorso anno, riuscirete a registrare vlog in tutta tranquillità e con una qualità decisamente elevata.
L’unità anteriore è da 8MP con apertura f/2.4, e fin qui tutto normale. Ha però anche uno stabilizzatore ottico, che troviamo molto di rado sulle fotocamere secondarie. Questo consente di eliminare gran parte del tremolio della mano durante la ripresa, per quanto il risultato non sia buono come quello dell’unità principale.
Abbiamo ad ogni modo un risultato eccellente, sarete più che soddisfatti.

Google Pixel 2 / Pixel 2 XL: Batteria

Premetto: parto subito prevenuto pensando alla batteria di un telefono senza ingresso per le cuffie. Sono del parere che sia meglio avere un telefono leggermente più spesso e più pesante, se questo mi permette una durata della carica superiore e la possibilità di collegare i miei auricolari senza un adattatore.
Beh, con i due Pixel di quest’anno continua la mia insofferenza.

Considerate le diverse dimensioni dei dispositivi è chiaro che abbiamo a che fare anche con due batterie differenti. Nel caso di Pixel 2 ci ritroviamo con una unità da 2.700mAh, mentre con la variante XL arriviamo a 3.520mAh. I numeri sono più o meno allineati con quanto ci si aspetterebbe da dimensioni del genere, quindi nessuna infamia e nessuna lode.

In termini di consumi il nuovo Android Oreo viene gestito più che bene da Snapdragon 835. Con entrambi i telefoni ho ottenuto buoni risultati in termini di longevità. XL è il modello che si comporta meglio, arrivando a reggere nel mio caso fino a 6 ore di schermo acceso con un utilizzo intenso. In media ho ottenuto circa 5 ore e 20 minuti. Con il modello base invece sono arrivato a un massimo di 5 ore, con una media di 4 ore e 30 minuti.
Per fare un raffronto, la longevità che ho raggiunto con Pixel 2 XL erano circa la metà del mio cavallo da battaglia, Lenovo P2, orientativamente quanto il nuovo LG V30. Con Pixel 2 standard ero sugli stessi numeri di iPhone 7 Plus e Huawei P10. In linea di massima direi che la variante XL dura un 20% in più rispetto al modello base.

La batteria della versione base di Google Pixel 2 poteva essere migliore

google pixel 2

In entrambi i casi raggiungiamo la fine della giornata senza problemi, ma sarà il caso di ricaricare durante la notte. Escludo la possibilità di riuscire a tirare per due giorni se siete dei power user.
Il mio appello è il solito: se lo spessore del telefono vi impedisce di mettere un cavolo di ingresso per le cuffie aggiungete qualche millimetro, rendereste gli utenti più contenti e potreste utilizzare delle batterie più capienti. Immagino sia un concetto troppo difficile da comprendere.

Google Pixel 2 / Pixel 2 XL: Conclusioni

Tra i due modelli proposti da Google preferisco senza dubbio la variante XL, in particolare per il formato dello schermo e la batteria più performante. Si tratta comunque di una preferenza soggettiva, indubbiamente la variante base farà gola a chi non ama i phablet.
Android Oreo aggiunge funzioni utilissime, migliorano l’esperienza “smart” con applicativi che nel quotidiano semplificano parecchio la vita. Ottimo il lavoro svolto sulle fotocamere, in particolare su quella frontale, che consente adesso di registrare vlog di qualità eccellente. Sul retro il software continua ad essere il re indiscusso, non serve nessuna doppia ottica, Google lo sa bene.

Qualche dubbio per le batterie, che potevano essere più capienti se solo si fosse dato spazio a un ingresso per il jack delle cuffie, questione di millimetri. E’ una scelta che non comprendo e che per qualche motivo sta diventando standard, occorre farsi sentire.

C’è infine il discorso prezzo. Google ha voluto adottare una filosofia simile a quella di Apple, in economia si chiama percezione del marchio, e c’è davvero poco da dire. Il rapporto qualità prezzo non è in assoluto buono, ma è indubbiamente migliore rispetto a quello di iPhone X o iPhone 8. Non che questo fosse un obiettivo difficile da raggiungere, sia chiaro.
In generale sia Pixel 2 che Pixel 2 XL sono smartphone per gente con un portafogli largo, o per quegli enthusiast che non vogliono privarsi delle ultime (eccellenti) novità di Google.