Oculus Quest 2 – Recensione | Visore VR per tutti che sa di next gen

Oculus Quest 2 è la nuova proposta entry level di Facebook per la realtà virtuale. Elimina dai giochi l’economico Oculus Go, ma naturalmente va anche a sostituire la prima generazione di Oculus Quest. Per 349€ possiamo portarci a casa un dispositivo che ci apre al mondo del gaming in realtà virtuale, senza limitazioni di alcun tipo. Esattamente come la prima versione, anche Oculus Quest 2 può funzionare tranquillamente senza il supporto di un PC. Lo indossate, lo accendete e siete già pronti a scaricare app e giochi dallo store ufficiale, direttamente nella memoria interna del dispositivo. Se questo non vi basta potete semplicemente collegare il visore al vostro PC da gaming tramite cavo USB e godervi la libreria di Steam in tutta la sua magnificenza.

Oculus Quest 2 – Recensione

Specifiche e costruzione

Oculus Quest 2 è un visore VR costruito bene, partendo dalla scelta dei materiali e continuando con l’assemblaggio. Utilizza linee molto semplici, e riduce sia le dimensioni che il peso rispetto alla precedente versione. Nessuna rivoluzione di chissà che tipo, sia ben chiaro, ma sono rifiniture che fanno piacere, rendono la periferica meno stancante durante le sessioni di utilizzo prolungate.
Sui lati esterni abbiamo solo il pulsante di accensione, un ingresso USB tipo C per alimentazione e connessione al PC, e un rocker per regolare il volume nella parte inferiore della scocca.

Il visore si fissa sulla testa attraverso un sistema con chiusura a strappo, che francamente ho trovato molto scomodo e piuttosto impreciso. È senza dubbio l’elemento peggiore del prodotto, costringe a smanettare parecchio prima di trovare una collocazione davvero ottimale per la visione. Il rischio è infatti che l’immagine appaia fuori fuoco, a causa di una inclinazione errata. Se avete problemi di questo tipo il nostro consiglio è di muovere il visore in verticale e in orizzontale, finché l’immagine non sarà perfettamente chiara. A quel punto stringete e regolate le fibbie finché il dispositivo non resterà perfettamente stabile.

Le lenti utilizzate su Oculus Quest 2 sono migliori rispetto a quelle della prima generazione. Offrono adesso una risoluzione di 1832 x 1920p – in pratica quasi una 4K – contro la 1440 x 1600p del modello precedente. La tecnologia scelta è questa volta una LCD con display RGB stripe. Questo significa che i pixel dei tre colori primari hanno tutti le stesse dimensioni, e determinano una migliore definizione nella percezione dell’immagine. La qualità visiva è insomma chiaramente superiore rispetto a quella del primo modello. Di contro, i neri non sono assoluti, e non possono competere con quelli di un pannello OLED. Nonostante questo, Oculus Quest 2 ha senza dubbio un pannello migliore, e pur avendo un occhio piuttosto sensibile non ho riscontrato un effetto screen door.
A migliorare ulteriormente le cose ci pensa il refresh rate, che sul nuovo modello raggiunge i 90 hertz, contro i 72 del precedente. Per il momento è possibile abilitare i 90 hertz solo nelle schermate di navigazione del dispositivo, ma Oculus ha promesso che anche i videogame supporteranno la frequenza più elevata.

Se i pannelli sono migliorati, lo stesso non può dirsi per il meccanismo che permette di regolare la distanza interpupillare. Con Oculus Quest 2 potremo spostare le lenti in orizzontale, in tre diverse posizioni. Le distanze preimpostate sono di 58, 63 o 68 millimetri. Andranno bene per la maggior parte degli utenti, ma non si raggiunge la precisione e l’accuratezza del vecchio modello. Scatti da 5 millimetri sono probabilmente eccessivi, questo è senza dubbio un elemento in cui non ha molto senso puntare al risparmio, e dove solo il primo Oculus Rift era riuscito a offrire sufficiente libertà di azione.
È comunque possibile utilizzare il visore anche con gli occhiali da vista senza particolari problemi, grazie a un piccolo estensore in plastica fornito nella confezione.

Il sonoro del dispositivo è solo sufficiente, dunque consigliamo di utilizzare delle cuffie gaming, o quantomeno degli auricolari dotati di bassi all’altezza. Per un utilizzo saltuario vanno bene anche gli speaker integrati, ma per roba tipo Half-Life Alyx, Vader Immortal o Asgard’s Wrath è opportuno utilizzare qualcosa di più serio.




I controller di Oculus Quest 2 sono solidi, precisi ed estremamente comodi. Indice e medio si posano con molta naturalezza sui due grilletti, e i pulsanti hanno un feeling tattile piacevole. Gli stick analogici offrono il giusto livello di resistenza, non sono troppo morbidi, il feeling è buono. Sono forse un po’ troppo piccoli, magari un 20/30% in più nelle dimensioni avrebbe migliorato la precisione. Parlo da utente con mani di medie dimensioni, è possibile che notiate maggiormente questa mancanza se avete mani grandi. Fortunatamente i giochi VR non richiedono un utilizzo intensivo degli stick analogici come i videogame tradizionali.

Gaming e app

Oculus Quest 2 monta un processore Qualcomm Snapdragon XR2 – una versione ottimizzata di Snapdragon 865 – accompagnato da 6GB di RAM. È una soluzione tecnica molto performante, che consente di giocare a qualsiasi videogame presente sullo store ufficiale al massimo dettaglio possibile, raggiungendo senza problemi i 72 frame al secondo. Parlo di 72 frame al secondo perché, al momento di questa prova, il refresh massimo dello schermo durante il gaming è limitato appunto a 72 hertz. Oculus sbloccherà comunque il supporto ai 90 hertz in un prossimo futuro. Questo non significa che tutti i videogame raggiungeranno i 90FPS ma, considerate le prestazioni del processore, è probabilissimo che buona parte della libreria godrà di un incremento nel framerate.

I tagli di memoria scelti per Oculus Quest 2 sono da 64 o 256GB, con 100 euro di differenza tra i due modelli. Se intendete utilizzare il visore VR senza l’ausilio di un PC consigliamo di acquistare la variante da 256GB. Per il momento 64GB sono più che sufficienti per installare una quindicina di videogame senza difficoltà. Tuttavia, molti giochi VR hanno al momento dimensioni contenute, in quanto offrono esperienze più mordi e fuggi rispetto al gaming tripla A tradizionale. Il discorso diventa diverso quando si parla di produzioni a budget più elevato, che richiedono invece più GB nella memoria. È probabile che, nel corso dei mesi e degli anni, assisteremo al rilascio di un numero crescente di videogame di grosse dimensioni, man mano che il software si sposterà verso esperienze più tradizionali. Esempi chiari in questo senso possono essere i Vader Immortal (circa 10GB totali) o il nuovo The Walking Dead: Saints & Sinners (8GB).
Se invece pensate che l’utilizzo primario sarà legato a Steam e alla libreria PC Windows allora non avrete bisogno di un grande spazio di archiviazione. In questo caso 64GB andranno benissimo per godervi alcuni giochi VR scaricati direttamente dallo store ufficiale.

Parlando di Steam, come detto in apertura uno dei meriti più grandi di Oculus Quest 2 è la possibilità di essere collegato a un PC Windows per usare i giochi VR disponibili sulla piattaforma. Questo significa avere accesso a tutta la libreria dei principali store online, tra cui ovviamente Steam. Per collegare il visore VR al PC vi serve semplicemente un cavo USB 3.0, in maniera tale da avere banda a sufficienza per gestire il flusso video e audio. Oculus ci propone la sua soluzione, che si chiama Oculus Link, alla cifra assurda di 99 euro, che potete tranquillamente ignorare. Andate su Amazon, comprate un cavetto 3.0 o 3.1 di buona qualità e state sereni, le prestazioni saranno adeguate. Ovviamente dovrete collegare il cavo sul retro del PC, non sul pannello anteriore, quindi assicuratevi che sia abbastanza lungo.

Giocare su Steam attraverso collegamento USB è molto semplice, ed esistono online già numerose guide che danno consigli per risolvere alcune problematiche che potrebbero presentarsi. La community è molto attiva sia sul forum ufficiale che su Steam.
Se collegato al PC, Oculus Quest 2 ha un minimo di latenza in più rispetto all’utilizzo stand alone. Non si tratta comunque di valori preoccupanti o tali da compromettere il gaming. Piuttosto è come se si sentisse la classica input lag, un piccolissimo ritardo che i più sensibili potrebbero notare, in particolare con determinati tipi di videogame.
La connessione attraverso USB ovviamente ricarica il visore VR durante l’utilizzo. Non è però una ricarica sufficiente perché la batteria non si scarichi. La carica infatti scende di circa il 20% per ogni ora di utilizzo al PC, contro il 40, 50% che avviene nell’uso stand alone. Essenzialmente quando siete al PC potrete giocare anche 5 ore di fila, mentre normalmente avrete il visore scarico in poco più di 2 ore.

Consigliato


Oculus Quest 2 ha il grande merito di proporre un’esperienza VR completa a un prezzo abbordabile per la maggior parte dei consumatori. È a tutti gli effetti una piattaforma da gaming alla stregua di PS5, Xbox Series e Switch, con una propria libreria di videogame che non sono presenti sulle altre macchine. La possibilità di collegarlo a un PC da gaming significa inoltre poter sfruttare tutta la libreria di Steam anche negli anni a venire, quando magari il processore non sarà più all’altezza dei giochi più esigenti.
Di sicuro non è ancora un prodotto mainstream, perché esistono delle limitazioni che fanno ancora parte della realtà virtuale. Visori di questo tipo devono ancora evolversi, diventare comodi come un paio di occhiali da sole, e magari altrettanto leggeri. Fantascienza forse, ma lo sviluppo tecnologico continuerà senza sosta. Per il momento Oculus Quest 2 è il visore VR con il miglior rapporto qualità prezzo tra quelli disponibili sulla piazza, e un acquisto obbligato per tutti gli amanti del gaming, dotato di killer application come Half-Life Alyx, Asgard’s Wrath, Vader’s Immortal e tutti gli altri prodotti che già si affollano su Steam. Un’esperienza che sa di next gen molto più di quanto facciano PS5 e Xbox Series X, specialmente se possedete già un PC da gaming.

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