Con Ombre dal Profondo Destiny 2 entra ufficialmente nel regno dei free to play. Come per le precedenti espansioni, anche questa volta i contenuti saranno rilasciati poco per volta, in maniera tale da tenere i giocatori interessati nel corso delle settimane. La strategia ha funzionato con le ultime tre stagioni e, se Bungie pianificherà tutto con intelligenza, è probabile che funzioni anche in questo caso.
Nel frattempo andiamo a farci un giro sulla Luna in questa prima parte della nostra recensione, in cui ci concentreremo su ambientazione e principali attività.

Destiny 2 Shadowkeep ombre dal profondo recensioneDestiny 2: Ombre dal Profondo – Recensione

Ombre dal Profondo riporta nel franchise una delle ambientazioni classiche del primo capitolo, ovvero la Luna. Durante lo sviluppo, Bungie aveva rassicurato la community sul fatto che non si sarebbe trattato di un mero riutilizzo di asset volto a ridurre i costi di sviluppo. La realtà, purtroppo, è palesemente diversa. E’ vero che ci sono alcune aree extra, ma non possiamo ignorare una chiarissima pigrizia da parte degli sviluppatori.

Cominciamo con le aree riprese dal primo capitolo, che sono molte più di quanto non mi aspettassi. Alcune hanno ricevuto delle piccole modifiche estetiche alle texture o alla struttura poligonale, ma non ci sono stravolgimenti di alcun tipo. L’unica reale differenza è piuttosto nei colori e nei filtri utilizzati dagli sviluppatori. Ombre dal Profondo ci propone infatti una luna più inquietante di quanto non fosse nel primo episodio. Il risultato è ottenuto prima di tutto grazie a tonalità rosso scuro che contrastano con il grigio del nostro satellite. Grotte, corridoi e stanze al chiuso riescono adesso a mettere una certa tensione, anche per via di una direzione sonora come sempre magistrale.

Ci sono i classici eventi pubblici, ma Bungie non si è sprecata più di tanto, proponendo meccaniche già viste nei più classici dei Rituali dell’alveare e Warsat. La possibilità di utilizzare la spada dei Cavalieri dell’Alveare non rappresenta alcuna novità, considerato che già su Marte potevamo mettere le mani sulla Valchiria.
Unica nota positiva della Luna riguarda i settori perduti. Ce ne sono quattro, più grandi del normale, potenzialmente utili se si decidesse di sfruttarli in altro modo.

Incubi

Il riutilizzo degli asset e la volontà di risparmiare appaiono molto più evidenti in alcune delle missioni della storia. Ombre dal Profondo ci mette contro i cosiddetti Incubi, versioni rivedute e corrette di alcuni avversari classici che abbiamo sconfitto in passato. Tra questi ci sono anche Phogot, Taniks e Skolas. Bene, l’assalto in cui dovremo sconfiggere Phogot è una scandalosa fotocopia di quello visto nel primo Destiny. Cambiano i nemici che incontreremo per strada, ma stanze, ambientazioni, attacchi e scontro finale sono assolutamente identici. A parte la tinta rossastra che permea il tutto. Quella è diversa. Evviva.

Discorso molto simile per Taniks e Skolas. Il primo lo affronteremo nella stanza circolare dove era presente l’ascensore nel primo Destiny. L’assalto contro Skolas è invece la copia carbone di quello contro Taniks del primo capitolo. Di nuovo, cambiano solo gli avversari che incontreremo sul sentiero e qualche mid-boss, ma sostanzialmente è tutto identico, a parte un bagliore rossastro che vuole convincerci che sia cambiato qualcosa.

A dirla tutta, le missioni del primo Destiny erano anche più coinvolgenti. In quello contro Taniks affrontavamo il boss più volte prima del combattimento finale. Incontravamo anche un Camminatore, c’erano più momenti di tensione. Phogot si liberava dalle giganti catene in un momento breve ma altamente cinematografico. E come non menzionare Omnigul, la maliarda che affrontavamo in un assalto lungo ma progettato molto bene, con situazioni variegate, che si prestavano a un’offensiva ragionata con armi dalla distanza o a incursioni spingendo di peso sotto il fuoco nemico. Ecco, in questo caso la missione è molto diversa, ci limiteremo ad affrontare la cattivona in una stanza circolare, senza particolari meccaniche a cui prestare attenzione.

Destiny 2 Shadowkeep Ombre dal Profondo recensione

Ombre dal Profondo non ha introdotto molte nuove armi nell’economia di Destiny 2, ma è possibile farmarle in maniera piuttosto efficace.

A conti fatti gli Incubi vogliono essere degli Assalti rapidi contro avversari già noti. Dovrebbero essere una maniera agevole per mettere le mani su equipaggiamento di livello alto. Può andarmi bene, stai offrendo un sistema in più per incrementare il potere del mio guardiano, cercando anche di fare del fan service. Peccato solo che non sia affatto il genere di fan service che avremmo voluto.

Queste missioni non reggono neanche lontanamente il confronto con quelle originali. Paradossalmente, chi ha giocato al primo Destiny non riuscirà a gustarsi gli Incubi a causa degli inevitabili paragoni. I nuovi giocatori probabilmente apprezzeranno la ritmica e un minimo la varietà. Per i veterani che hanno passato ore e ore a uccidere Crota e Taniks le cose saranno purtroppo molto meno allegre.

Invasioni Vex

Circa un minuto dopo la conclusione degli eventi pubblici sulla Luna, i Vex apriranno dei portali con cui invaderanno il satellite. Ci sarà un boss principale, più un numero crescente di minion che potremo uccidere o ignorare. Tecnicamente è preferibile pulire, o si rischia di venire sopraffatti dalla quantità di add.
Come avrete intuito, le Invasioni Vex non sono altro che una ulteriore modalità orda. Ondate su ondate di avversari da mandare al tappeto, con un boss finale. Tutto qui. In linea di massima ciascuna invasione ci impegnerà per 3-5 minuti, dipende molto da quanta gente troverete in giro. E’ comunque un’attività gestibile in solitaria, con il giusto livello di potere. Tra le ricompense ci sono due pezzi Potenti a settimana, dunque è un buon modo per migliorare il proprio personaggio.

Offensiva Vex

L’evento principale di Ombre dal Profondo si chiama Offensiva Vex, e non è l’attività più originale del mondo. Si tratta di una nuova arena strutturata su tre diversi livelli, dove affronteremo più ondate di avversari. Alcuni vex sono dotati di scudi, che dovremo abbattere con particolari armi rilasciate dai Minotauri o applicando dei nuovi modificatori alle nostre armi. Ci sono anche dei cristalli da rompere con le armi di cui sopra. Si tratta di formule già viste e riviste, l’ultima volta proprio in Serraglio. Non c’è insomma nulla di nuovo sotto il sole, è l’ennesima modalità orda, di cui il gioco è francamente pieno. Perfino il boss è estremamente banale, basato sul solito concept scudo > arma con cui abbatterlo > picchia > ripeti.

Anche le ricompense attingono purtroppo a un pool piuttosto ridotto. Le armi hanno comunque dei roll casuali, in maniera tale da invogliare al farming. E’ possibile (e consigliato) attivare le taglie dall’NPC per puntare ad armi specifiche, un po’ come si faceva proprio con Serraglio.

Tante taglie diverse

Sappiamo già che nel corso delle settimane e dei mesi saranno rilasciati nuovi contenuti. Nel frattempo, Ombre dal Profondo ci invita a grindare con una sfilza di taglie. Queste prevedono ricompense di vario genere, da equipaggiamento esotico, a cosmetici, alle nuove pinnacle weapon – che tanto pinnacle non sono più -.
Gli obiettivi consistono nella ripetizione di attività quali pattuglie, eventi pubblici, Incubi o settori perduti. Si richiede anche il farming di oggetti, che potremo ottenere come drop casuale dagli avversari o durante le esplorazioni lunari.
Di nuovo, nulla di molto entusiasmante.

Conclusioni

Ombre dal Profondo piacerà a chi già si sente coinvolto da Destiny 2. Gli eventi presenti nell’espansione non sono originali né molto divertenti, ed è un peccato. Purtroppo ci si limita a delle modalità orda banalissime e con poche variazioni sul tema.

I loot sono però convincenti, non tanto per la quantità, piuttosto per il sistema di progressione. Potremo infatti mirare ad equipaggiamenti specifici attraverso le taglie, in maniera non molto diversa dal Calice di Serraglio. Così facendo si evita un’inutile dispersione, si litiga solo con i random roll. O meglio, si litiga con i random roll per quanto riguarda le armi, mentre con le armature il discorso è diverso.
Le novità introdotte col passaggio al free to play sono infatti profondissime, cambiano Destiny 2 in maniera radicale. E attenzione, parliamo di novità che migliorano il gioco in modo significativo, come il ritorno delle statistiche del primo capitolo. Adesso ci sono tante variabili da tenere in considerazione anche con le armature. Si aggiunge insomma un elemento di potenziale grinding in più.

Alla fine quindi sta tutto lì. Se cercate di più, Ombre dal Profondo è un more of the same che andrà benissimo. Niente stravolgimenti, solo contenuti addizionali che si sposano con le modifiche al gameplay e al sistema di progressione. Questi ultimi non fanno realmente parte dell’espansione, quindi anche giocando alla versione free to play (qui il link a Steam) avrete modo di provare le novità.

Proprio in virtù del nuovo sistema di commercializzazione, il consiglio è di avvicinarvi ad Ombre dal Profondo col pacchetto gratuito. Se le meccaniche e le novità del sistema di progressione saranno sufficienti, vale la pena di lanciarsi nell’esplorazione della Luna a pagamento. D’altra parte, se questo non fosse il caso, acquistereste non più di una decina di ore d’ intrattenimento.