Le due principali console di nuova generazione verranno rilasciate solo tra qualche mese, ma siamo già nel vivo dello scontro. Sony con PS5 e Microsoft con Xbox Series X si stanno già dando battaglia, rilasciando a cadenza regolare informazioni sulle nuove macchine, e cercando di stuzzicare la nostra curiosità. In pratica siamo nella fase in cui si crea hype. Sia Sony che Microsoft sanno bene che dovranno competere per la stessa fascia di utenti. Da questo punto di vista Nintendo è stata intelligente, tirandosi fuori dai giochi già dal tempo di Wii, e ritrovandosi adesso a fare una corsa a sé con Switch, che vende giustamente uno sproposito. Google ha voluto provare la strada del cloud gaming con Stadia, ma per il momento sembra che le cose non stiano andando benissimo, né in termini di base installata né guadagni.

Escludendo Switch, la corrente generazione è stata dominata a mani basse da PS4. Chiaro quindi che con PS5 Sony si ritrovi in una posizione di vantaggio psicologico, potendo contare su un numero di sostenitori decisamente più elevato rispetto a Xbox. Microsoft ha ribattuto con alcune mosse intelligenti, come l’acquisto di svariate software house che produrranno esclusive per l’ecosistema Xbox. Per il momento però si è visto pochissimo, mancano video, gameplay e informazioni dettagliate. Allo stato attuale, le esclusive Sony pesano di più rispetto a quelle Microsoft, sia in termini qualitativi che quantitativi. La situazione potrebbe cambiare con le nuove IP attualmente in sviluppo, ma per quel genere di considerazioni è ancora troppo presto.

Xbox Game Pass Ultimate: cloud gaming per tutti

Ciò che invece possiamo fare è valutare la mossa più recente di Microsoft. Qualche giorno fa il colosso americano ha infatti confermato che, da settembre, tutti gli abbonati a Xbox Game Pass Ultimate avranno automaticamente accesso anche al cloud gaming. E per un grosso numero di giocatori questa notizia è davvero una bomba.

Xbox Game Pass è già adesso un servizio eccellente, che dà accesso a più di cento videogiochi di alta qualità, da giocare su Xbox o su PC Windows. I giochi di terze parti inclusi nel catalogo non sono recentissimi, ma tutte le esclusive arrivano su Game Pass lo stesso giorno di lancio, eliminando di fatto la necessità di comprare il gioco a prezzo pieno. Parliamo di roba tipo Halo, Gears of War, Forza, Sea of Thieves, Ori e tutte le esclusive che arriveranno dai nuovi team acquistati di recente. Non è poco.
Xbox Game Pass costa attualmente 9,99€ su console e 3,99€ su PC Windows (passerà a 9,99€ in futuro). Xbox Game Pass Ultimate invece costa 12,99€ al mese, dà accesso sia alla versione PC che a quella console di Game Pass e include anche Xbox Live Gold. Ciò significa che riceverete ogni mese due giochi digitali in regalo,e potrete giocare online sulla console.

La novità è il cloud gaming per tutti gli abbonati a Game Pass Ultimate. A partire da Settembre 2020, potremo decidere se giocare ai videogame del catalogo in modo tradizionale, o se giocarli in cloud. Significa che i giochi non gireranno fisicamente sulla nostra console o PC, ma sui server di Microsoft, esattamente come avviene su Google Stadia. In pratica potrete giocare su qualsiasi dispositivo compatibile con Xbox, inclusi smartphone e tablet. Sarebbe sufficiente sviluppare un’app per TV o effettuare un mirroring per poter giocare in cloud senza avere fisicamente una console. In teoria potremmo giocare un videogame per Xbox Series X su una Xbox One, su una Xbox 360, su una Switch o su una PS3. Basta che esista un’app dedicata. Gira tutto sul cloud, la console si limita ad effettuare uno streaming dei dati.

Il bello è che non dovremo sborsare un centesimo di più per avere accesso al cloud, perché Microsoft sa che la tecnologia ha ancora bisogno di essere rodata e affinata. Per il momento solo chi ha una connessione in fibra ottica potrà sfruttare a dovere il cloud gaming. Meglio quindi offrirlo come servizio extra, facoltativo e gratuito, piuttosto che imporlo come fa Stadia.

Xbox Game Pass: un vantaggio anche per Sony e Nintendo?

Credo sia interessante notare come Nintendo e Sony potrebbero teoricamente sfruttare la cosa a loro vantaggio. Se riuscissero a chiedere delle royalties a Microsoft, o se trovassero una maniera di monetizzare, potrebbero aggiungere la libreria di Xbox al proprio catalogo. Significherebbe guadagnare appeal agli occhi del pubblico, poter accedere a videogame precedentemente esclusivi Xbox. Per Microsoft stessa sarebbe invece un modo per espandere sensibilmente il numero di utenti abbonati a Game Pass Ultimate, che garantiscono introiti costanti ogni mese.

La difficile posizione di Google Stadia

E proprio Stadia si ritrova adesso in una situazione molto scomoda. La piattaforma di Google prevede infatti la vendita diretta di software digitale, che però funziona solo da remoto. Google non possiede alcuna esclusiva di rilievo, i prezzi dei giochi sono sensibilmente superiori rispetto alle altre piattaforme, e la qualità dello streaming può risultare insoddisfacente: ci sono troppe cose che possono andare storte. La sfida con Microsoft al momento è impietosa.
Su Xbox potremo giocare a tutto il catalogo Game Pass sia in locale che in cloud, ottenendo inoltre due giochi al mese e accesso dal day one a tutte le esclusive sviluppate da Microsoft. L’unico vantaggio di Stadia sarà quindi la possibilità di acquistare i giochi nuovi, i multipiattaforma, o eventuali esclusive future. Non c’è nient’altro.

Il servizio di Google non è partito nel migliore dei modi, ma adesso rischia davvero di sprofondare. Google deve giocare le proprie carte adesso, elaborare un sistema ad abbonamento come Xbox Game Pass. Si sta parlando di un servizio in stile Netflix, un canone mensile che dà accesso a contenuti di qualità. Potenzialmente è una rivoluzione, una rivoluzione che dovrà fare i conti con l’arretratezza delle infrastrutture, italiane e non, ma pur sempre una rivoluzione.

Xbox, cloud gaming e il futuro

Il cloud gaming si sta affiancando al gaming tradizionale, quello in cui il gioco gira sulla nostra console o su PC. È probabile che questi due mercati continueranno a coesistere anche nei prossimi anni, perché soddisfano le esigenze di utenti diversi, che giocano a generi diversi.
Chi apprezza il gaming competitivo continuerà a cercare i tempi di latenza ridotti del gioco in locale. Pensiamo ad esempio a chi ama gli FPS online o i videogame sportivi da 60 frame al secondo. Esiste però chi preferisce gli adventure, i puzzle game, i rompicapo, i gestionali o gli strategici, giochi che non hanno bisogno di tempi di reazione istantanei. Per questa categoria di giocatori, un abbonamento mensile e il cloud potrebbero essere la soluzione ideale.

Naturalmente anche la posizione di Sony risulta adesso un po’ più scomoda. PS5 ha un vantaggio importante su Xbox Series X, in particolare grazie al successo commerciale di PS4. Microsoft però non vuole arrivare di nuovo seconda, e sembra avere dalla sua una maggiore potenza di calcolo, una sfilza di team first party del tutto nuovi, e un servizio come Xbox Game Pass che è appena diventato molto più appetibile.

Tra l’altro in questi giorni si fa un gran parlare di un certo rumor, secondo cui Xbox Series X offrirà il gaming online in forma gratuita, senza necessità di abbonarsi a Xbox Live. Chi vorrà giocare in multiplayer potrà farlo senza spendere un centesimo extra. Abbonandosi si riceveranno invece i giochi gratuiti. In pratica la stessa strategia adottata da Sony durante il primo periodo di PlayStation Plus.

Per il momento è quindi tutto in movimento, con Microsoft che vuol far parlare di sé mentre Sony amministra il vantaggio e valuta le proprie mosse.