Xbox ammette: nessuno capisce quali sono le esclusive

Xbox ha finalmente ammesso il problema, riconoscendo qualcosa che noi giocatori ovviamente sappiamo già: gli utenti non capiscono più quali giochi resteranno esclusivi e quali finiranno anche su PlayStation o Nintendo. Matt Booty e Matthew Ball sostengono che Microsoft abbia un criterio interno per decidere, ma hanno appena ammesso che dall’esterno questo criterio non è chiaro. E promettono che, d’ora in avanti, quando verrà annunciata la data di uscita di un gioco, verranno indicate anche tutte le piattaforme previste. E con ogni probabilità questa non è esattamente la soluzione che i giocatori stavano aspettando.

Due anni e mezzo fa Microsoft aveva iniziato a portare alcuni dei propri giochi sulle console concorrenti. Il mese scorso è arrivata un’altra correzione di rotta, con Gears of War: E-Day e Clockwork Revolution confermati come esclusive console Xbox, probabilmente per decisione della nuova leader Asha Sharma. Nel mezzo abbiamo visto vecchie esclusive trasferite su PlayStation e dichiarazioni abbastanza elastiche da poter essere smentite dal gioco successivo.
La regola generale dovrebbe essere questa: i grandi live service resteranno multipiattaforma, mentre alcuni giochi tradizionali potranno servire a sostenere Xbox. Peccato che neppure questa distinzione funzioni davvero. Booty ha chiarito che non tutti i single player saranno automaticamente esclusivi e ha invitato a non fissarsi troppo sulla separazione tra esperienze solitarie e multiplayer. Tradotto: non serve guardare il genere, il budget o la presenza dell’online. Ogni titolo farà storia a sé.
Il che significa che continuiamo a non avere una regola, ma una serie di decisioni prese una alla volta. Nonostante sappiano perfettamente, per loro stessa ammissione, che tutto questo crea confusione e incertezza nei giocatori.

Per Microsoft il ragionamento può anche avere senso. Xbox controlla più di venti serie che nel corso della loro storia hanno superato il miliardo di dollari. Call of Duty, Minecraft, Forza, Gears, The Elder Scrolls e le produzioni più piccole non possono essere trattati tutti nello stesso modo, almeno a loro parere. Alcuni giochi fanno molti più soldi restando ovunque, altri possono dare almeno un motivo per comprare una console Xbox. Il problema è che tutto questo non fa che alimentare incertezza nei consumatori.

Comprare una console significa spendere centinaia di euro (oggi molto più di ieri) anche sulla base di quello che arriverà negli anni successivi. Se Microsoft presenta un ipotetico The Elder Scrolls 6 senza dire se resterà su Xbox o arriverà anche su PlayStation, chi deve scegliere una macchina non ha nessun dato su cui appoggiarsi per prendere una decisione. Potrebbe comprare Xbox per giocarlo subito, aspettarsi magari un’uscita in simultanea, oppure rinunciare del tutto. Secondo le ultime dichiarazioni, dentro l’azienda non sarebbe ancora stata presa una decisione definitiva su The Elder Scrolls 6 e su diversi progetti non annunciati di Activision, Bethesda, Blizzard e Xbox Game Studios. Il che è assolutamente inaccettabile considerato quanto c’è in gioco. Denota una confusione interna che nessuna azienda a questi livelli può permettersi. Non puoi spiegare una linea che continui a cambiare in base al gioco, alle vendite previste e al momento in cui viene fatta la domanda, non funziona così.

Matt Booty dice che quando un titolo riceverà la data, sapremo anche le piattaforme. Tralasciando il fatto che in tanti casi questo può voler dire dover aspettare anni, chi mi garantisce che a un certo punto non gli parta una vena e a distanza di 6 mesi mi annunciano che il gioco in realtà uscirà anche su un’altra macchina concorrente? Per chi deve decidere quale console comprare cambia parecchio.
Microsoft vuole tenersi tutte le porte aperte. Vuole vendere su PlayStation quando il pubblico è troppo grande per essere ignorato, conservare qualche esclusiva quando serve a dare valore a Xbox e poter cambiare idea se i conti non tornano. Che è il classico tenere due piedi dentro una scarpa.
Booty e Ball hanno almeno confermato che gli impegni già presi verranno rispettati. I giochi annunciati per PlayStation 5 o Switch 2 continueranno ad arrivare su quelle piattaforme. Ci mancherebbe altro: cancellare versioni già promesse avrebbe creato un casino ancora più grosso. La nuova direzione riguarda soprattutto i progetti sui quali Microsoft non si è ancora esposta.

Xbox può continuare così, ma deve accettarne il prezzo. Una console senza esclusive chiare perde buona parte del motivo per essere acquistata. Ogni gioco venduto su PlayStation porta soldi a Microsoft, però rende un po’ meno necessario comprare una Xbox. Non è un mistero e non è colpa dei giocatori che non comprendono il messaggio. Il messaggio cambia continuamente perché Microsoft vuole poter scegliere, ogni volta, l’opzione che le conviene di più.

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