La situazione di BioWare e di Anthem ha raggiunto livelli tragicomici francamente inaspettati. La cosa più triste è forse che i direttori del progetto avevano chiesto esplicitamente agli sviluppatori che il gioco fosse “unmemeable“, ovvero non trasformabile in meme, come avvenuto con Mass Effect Andromeda. Chiaramente si riferivano alle sole animazioni facciali, trascurando tutto il resto.
Lo streaming che sarebbe dovuto andare live in queste ore è stato cancellato a sorpresa. La motivazione ufficiale è che gli studi BioWare hanno problemi di connessione. Gli è finito l’internet.

Electronic Arts, uno dei publisher più importanti del mercato, ha uno studio di sviluppo a cui non funziona la connessione. Diamo un secondo ai nostri cervelli per processare questa informazione.

Fatto?

Bene.
Tralasciando il fatto che la cosa sia di per sé bizzarra, quello che viene naturale domandarsi è perché abbiano deciso di cancellare lo stream piuttosto che trovare soluzioni alternative. Se non ti funziona la connessione puoi magari evitare di fare un live. Fammi un bel video e pubblicalo online utilizzando i dati di un cellulare.
Anthem non è nella posizione di permettersi giustificazioni di alcun tipo, specialmente se queste rasentano il ridicolo come nel caso di “non funziona la connessione”. E’ imperativo che BioWare continui a informare e ad aggiornare i suoi utenti sullo stato dei lavori, ammesso che abbia interesse a fermare o a rallentare l’emorragia di giocatori che stanno abbandonando la sua creatura. Non capire una cosa tanto semplice è fuori dal mondo.

Ovviamente, dopo aver comunicato del “disservizio”, i post su Twitter da parte della community sono esplosi in una furia a metà fra rabbia, frustrazione, sarcasmo e accettazione. Essenzialmente ci sono un mare di meme, immagini e gif che prendono per il culo la compagnia. Direi che è anche comprensibile.

Ecco il tweet di BioWare

Dal canto suo, BioWare fa sapere che lo streaming è stato rinviato di quasi una settimana. E mi sembra che sia un quantitativo di tempo un tantino eccessivo per risolvere dei problemi di connessione. In tanti pensano che si tratti di un semplice pretesto, e che in realtà il team sia indietro nei lavori sull’update. Magari il nuovo stronghold di Anthem non era ancora pronto per essere mostrato al pubblico, magari gli sviluppatori temevano che si verificassero dei bug durante lo streaming in diretta. E’ possibile quindi che il rilascio di The Sunken, il nuovo aggiornamento, sia stato a sua volta posticipato.
A onor del vero, BioWare aveva dichiarato soltanto che la pubblicazione sarebbe avvenuta nel mese di Aprile, guardandosi ben dallo specificare date. Con una presentazione che avverrà (connessione permettendo) sei giorni dopo le previsioni iniziali, c’è ancora tempo per un’uscita entro la fine del mese. In teoria.

La community sa comunque alla perfezione che il problema vero non è il nuovo stronghold. Anthem ha delle mancanze importanti in tantissimi dipartimenti, a partire dal sistema che regola i loot. Oggi come oggi The Sunken potrebbe rivelarsi un contenuto totalmente inutile, proprio a causa del modo in cui funzionano le ricompense del gioco. Gli stronghold condividono infatti la stessa loot table: non importa dove andate, avrete sempre le stesse probabilità di ottenere gli stessi oggetti. Non ci sono drop specifici per ciascuna Roccaforte o boss. Tanto vale quindi ripetere a oltranza i contenuti più rapidi e/o facili, se l’obiettivo è il farming.

anthem the sunken stronghold

Prima immagine teaser di The Sunken

Se The Sunken continuerà sulla stessa strada potrebbe rivelarsi uno stronghold fine a se stesso, messo lì solo per fare numero. Gli utenti potrebbero di certo volerlo provare, magari completarlo un paio di volte, giusto per fare una cosa nuova. Ma Anthem, così come qualsiasi game as a service, ha bisogno di bastone e carota. Bisogna dare ai giocatori una motivazione, un senso di progressione, devi impostare i tuoi contenuti in maniera intelligente. E al momento il gioco non fa nulla di tutto ciò.

Anthem: Bioware assume a sorpresa

Pochi giorni fa abbiamo appreso che BioWare sta cercando un nuovo responsabile che progetti un sistema di loot per Anthem, con tutti i crismi del caso. La compagnia sa che questa è una delle principali mancanze della produzione e, adesso, ha deciso di ascoltare la community. Un po’ tardi. Magari sarebbe stato opportuno gestire le cose diversamente durante i sei anni di sviluppo, piuttosto che iniziare le assunzioni per un ruolo così determinante un mese dopo il lancio sul mercato. Parliamo tra l’altro di un gioco che stai vendendo a prezzo pieno nonostante tu sappia quanto vale e quanto non vale, cosa ci sia e cosa manchi. Di nuovo, è una situazione a dir poco imbarazzante.

E’ altrettanto vero però che si crea un minimo di speranza nella community. Se stai assumendo qualcuno significa che probabilmente non intendi abbandonare il progetto di qui a breve. Ed è un bene, in qualche modo ci dice che i nostri 60 euro non sono andati nel cesso. Magari tra un annetto Anthem sarà perfino divertente.

Nella proposta di lavoro, BioWare parla di un responsabile per il sistema di loot, e indica la volontà di creare una struttura che dia un senso di progressione costante. Si menziona nello specifico una feature già implementata in altri giochi, per cui il drop rate incrementa ogni volta che completiamo l’attività senza ottenere la ricompensa desiderata. In questo modo le probabilità diventano sempre più a vantaggio del giocatore, il farming diviene sensato. Rimane l’elemento casualità, ma viene compensato da un incremento percentuale delle probabilità ripetendo un determinato evento. E’ un sistema valido, ha già dimostrato di funzionare, in tanti videogame.

anthem colossus

Anthem potrebbe ancora vedere dei seguiti

Sempre nell’annuncio di lavoro, è interessante come BioWare non parli di Anthem come un singolo gioco, ma vi si riferisca in termini di franchise. Significa che, almeno per il momento, sembra che Electronic Arts non abbia cambiato idea riguardo il futuro di questo brand. Potrebbero esserci dei seguiti, magari degli spin off, magari delle produzioni a budget ridotto, ma sembra comunque che sentiremo ancora parlare di questa IP negli anni a venire. E’ sicuramente una buona notizia per lo studio di sviluppo, ma anche per gli acquirenti che sono rimasti più scottati.

Mentre aspettiamo che Anthem si rimetta in carreggiata, le nostre preghiere vanno ai poveri dipendenti di BioWare, un’azienda dove internet non funziona, le tastiere vengono rubate, i termosifoni non si accendono, e nei bagni manca la carta igienica.