La competizione tra Electronic Arts e Ubisoft per stabilire quale sia la compagnia più dimmerda™ del mercato è serratissima. Se avete seguito i nostri recenti approfondimenti saprete che l’azienda francese è già sulla buona strada per sedersi sul trono, alla luce di scandalose infiltrazioni politiche e di social justice warrior al suo interno. Ora salta fuori che persino Assassin’s Creed Odyssey sia del tutto compromesso. E qui non parliamo più di politica, sia chiaro, ma di monetizzazione extra e pratiche predatorie. Onestamente ce l’aspettavamo, d’altronde il lupo non perde mai il vizio e lo stesso Origins aveva lanciato dei segnali preoccupanti.

Senza usare mezzi termini diciamo subito che Assassin’s Creed Odyssey è una truffa, un attentato al vostro portafogli. Si tratta del gioco single player con le micro transazioni più svergognate e invasive di sempre. Andiamo per ordine e descriviamole brevemente.

Prima di tutto dovete sapere che il gioco ha una natura incentrata in toto sul grinding, causato dal fatto che il combat system fa affidamento sui livelli e non sull’abilità del giocatore.
Essendo il calcolo di danni provocati e ricevuti scalato pesantemente in base al nostro livello, grindare è in pratica obbligatorio. Questo significa che per andare avanti nella storia dovremo livellare affrontando varie attività di contorno e missioni secondarie. E se invece volessimo solo seguire la storia principale senza sprecare tempo nella solita fuffa degli open world moderni? Niente paura, Ubisoft ci viene incontro. Basta spendere la modica cifra di 10€ e potremo beneficiare di un aumento del 50% dei punti esperienza guadagnati.

assassin's creed odyssey

Kassandra è la vera protagonista di Assassin’s Creed Odyssey, secondo Ubisoft

Ma attenzione, perché con altri 10€ avremo un ulteriore bonus del 50% sulla quantità di valuta in game ricevuta. Ai più parsimoniosi il generoso publisher ha riservato un pacchetto che li contiene entrambi a soli 15€. Ok, abbandoniamo per un attimo il sarcasmo e analizziamo la situazione. Ricordate cos’era successo con L’Ombra della Guerra? Il gioco era stato reso lento e grindoso allo scopo di spingere il giocatore a fare acquisti in app. La stessa identica cosa accade in Assassin’s Creed Odyssey.

In sostanza Ubisoft ha basato il sistema di combattimento sui livelli e riempito il titolo di grinding in modo da venderci i boost a 10€ l’uno. Hanno furbescamente diminuito il quantitativo di esperienza guadagnata in game per venderla separatamente come contenuto aggiuntivo. Ma aspettate, non è finita qui. L’immenso shop di Assassin’s Creed Odyssey offre anche armi e armature leggendarie, unità di alto grado per il mini-gioco navale, oggetti cosmetici per velieri e personaggi, monete e materiali per il crafting (così da eliminare la necessità di esplorare), oltre che soldati da schierare in battaglia.

E tutto questo a dispetto di un Season Pass da 50€, con la beffa di avere missioni bloccate dietro il preordine. Per non parlare delle 7 edizioni diverse che arrivano a costare addirittura 215€. Ah, e sapevate della partnership tra Totino’s Pizza Rolls e Ubisoft? In pratica un contratto di sponsorizzazione grazie al quale l’azienda francese guadagnerà qualche milione extra. Però vedete, hanno bisogno di inserire le micro transazioni. Sviluppare giochi costa troppo e mantenerli pure, specialmente per gli studi poveri e sfortunati come Ubisoft.


Assassin’s Creed Odyssey è stato premiato dalla stampa specialistica, mentre da youtuber e blogger piovono critiche

Sarà stato bocciato dalla stampa settoriale, direte voi. No. Come da tradizione nessun critico, salvo Jim Sterling e un paio di altri siti, sembra aver voluto anteporre l’interesse dei giocatori e l’onestà professionale alla sudditanza psicologica o alle mazzette. Su Metacritic abbiamo una media di 83 dalla critica e 6.4 dagli utenti. Chissà come mai. E ancor meno sorprendente è l’assenza di articoli sulla disonestà insita nel gioco.

La tipica recensione di Assassin’s Creed Odyssey recita: “è lento, pieno di grinding, le prime 15-20 ore sono noiosissime ma ehi, ha il marchio Ubisoft. 9/10 GOTY.” Poco e niente sulle micro transazioni, ormai diventate una routine nei tripla A moderni, dove la A sta per avido. È così che DLC, season pass e loot box sono giunte a questi livelli, grazie all’indifferenza di chi dovrebbe aiutare il consumatore lasciandosi invece corrompere dal publisher mafioso di turno. Altro che giornalisti, chiamarli passacarte è già un complimento.

Prendiamo quel furbone di Jason Schreier di Kotaku (quello del 3 a Bayonetta perché era offensivo per le donne). Il pelatino scrive su Twitter che le micro transazioni in Assassin’s Creed Odyssey non sono per niente invasive. Nel frattempo attacca gli Youtuber autori di video di denuncia sulla questione facendoli passare per stupidi. Come osano definirlo un cancro nell’industria videoludica? Non sanno che il costo dello sviluppo dei videogiochi è salito? Piuttosto dovrebbero ringraziare Ubisoft per l’alta qualità del prodotto, paragonabile a The Witcher 3. Grasse risate. E poi si chiedono perché prendiamo per il culo i siti come Kotaku.

Jim Sterling assassin's creed odyssey

Jim Sterling è uno dei pochissimi con la voce grossa di cui ci si possa ancora fidare

Solo su Youtube si trovano vere critiche e opinioni sincere da parte di giocatori e recensori scontenti. C’è chi dice che i difetti di Assassin’s Creed Odyssey vengano quasi del tutto annullati una volta spesi 10 o 20€ sullo shop. Normale, del resto non lo avete mica comprato cacciando fuori 60€. E allora, ragazzi, rispondiamo alla nostra maniera. Dito medio alzato e bigliettoni dentro il portafogli. Che il -2% in borsa di Ubisoft stamattina sia una coincidenza?

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