Sono filtrate in rete informazioni piuttosto inquietanti sullo sviluppo di Destiny 3. A quanto pare Bungie starebbe valutando la possibilità di eliminare completamente il Crogiolo, ovvero il PvP tradizionale, dal franchise. Si starebbe optando invece per la creazione di aree aperte di grosse dimensioni, dove saranno presenti simultaneamente sia l’elemento PvE che quello PvP. Si fa un paragone con le Dark Zone di The Division e The Division 2.
Chiariamo che non si tratta di leak, né di informazioni confermate ufficialmente dall’azienda. Partono da un articolo pubblicato su Forbes da Paul Tassi, che a sua volta si basa su discussioni portati avanti sul FireTeam Chat di Destiny 2. Tutto molto teorico al momento, ma purtroppo ci sono altri elementi che convergono verso questa idea.

Il 24 Marzo abbiamo appreso che Josh Hamrick, senior designer del Crogiolo, ha lasciato la compagnia. Seguendo i vari aggiornamenti di Destiny 2 avevamo incontrato più volte il suo nome, impegnato com’era nel bilanciamento del PvP, delle armi e più in generale del sandbox. Essenzialmente era uno dei principali responsabili del Crogiolo.
La scorsa settimana Bungie ha perso anche Jon Weisnewski, un altro senior gameplay designer impegnato da tempo nel sandbox del Crogiolo.
Naturalmente non possiamo sapere per quale motivo se ne siano andati entrambi e perché con queste tempistiche. Ciò che è certo è che Bungie perde due responsabili in tempi record. E tutto ciò è preoccupante.

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Per quanto Gambit sia divertente, Bungie non può dimenticare il PvP tradizionale

A rincarare la dose ci pensa lo youtuber americano Aztecross Gaming, che circa 6 mesi fa aveva notato un dettaglio interessante: gli sviluppatori impegnati nel Crogiolo hanno gradualmente cambiato la dicitura delle proprie mansioni in Bungie. Incarichi come “Crucible designer” o “Crucible Team leader” sono diventati “Designer”, “Team leader” e affini. Essenzialmente sono stati rimossi tutti i riferimenti al Crogiolo, probabilmente sotto direttive della stessa Bungie.
Questo potrebbe indicare anche una riorganizzazione interna. E’ possibile che i dipendenti abbiano visto modifiche sostanziali alle proprie mansioni dato che, come sappiamo, il Crogiolo non riceve aggiornamenti importanti ormai da un pezzo.

Destiny 2 sembra aver abbracciato in tutto e per tutto Gambit come unica attività PvP, lasciando alla modalità classica solo le briciole, e mettendo definitivamente da parte le Prove dei Nove. Con Destiny 3 si proseguirà sulla stessa strada, magari spingendo appunto su queste aree aperte che offrano contemporaneamente sia PvP che PvE.

Dopo la pubblicazione dell’articolo su Forbes, lo stesso Paul Tassi ha pubblicato un sondaggio in cui chiedeva il parere degli utenti. La community sembra essersi spaccata a metà: il 48 percento dei votanti crede che eliminare del tutto il Crogiolo da Destiny 3 sia una cosa giusta e sensata. Il restante 52 percento pensa che sarebbe uno sbaglio. Il numero dei votanti è relativamente basso, circa 2,600 persone, ma dovrebbe essere abbastanza indicativo della diversità presente all’interno della playerbase.
Se guardiamo i vari tracker di Destiny 2 i numeri sono orientativamente simili. In genere ci sono più giocatori dediti al PvE che non al PvP, ma si tratta spesso di una divisione 50 e 50.

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Destiny 3 potrebbe non avere un PvP ad arene stile Crogiolo

Con delle proporzioni del genere è ovvio che Bungie commetterebbe un gravissimo errore, se non desse la giusta importanza al PvP tradizionale. Scontentare il 50% dei tuoi acquirenti non è una cosa saggia, non si tratta di una percentuale trascurabile. Soprattutto, lo sviluppatore non può più permettersi di non ascoltare la community. Adesso non c’è più Activision a coprirle le spalle, dovrà portare avanti il progetto con le proprie finanze.

Bungie avrà senza senza dubbio delle difficoltà a proporre Destiny 3 al pubblico. Un po’ tutti siamo rimasti scottati dal lancio mediocre del primo capitolo. Non ci aspettavamo che l’azienda ricadesse negli stessi errori con il secondo episodio. Destiny 2 era al lancio sicuramente migliore di quanto non fosse il suo predecessore, ma in termini di endgame non ha soddisfatto le aspettative della community. Fortunatamente è riuscito, col tempo, a risollevare le proprie sorti, ma a che prezzo? Abbiamo dovuto pagare un botto di soldi per avere un prodotto finalmente completo, e francamente non è giusto.

Destiny 3 deve essere sviluppato, per forza. Consideriamo infatti che attualmente Bungie si appoggia ancora sulle infrastrutture di Activision, e non è più un compromesso accettabile. Avendo interrotto i rapporti, l’azienda deve poter gestire in autonomia il proprio prodotto, o i suoi profitti verranno inevitabilmente intaccati. In molti sperano che lo sviluppatore contini ad espandere Destiny 2, ma è chiaro che la soluzione più sensata sia proporre un gioco completamente nuovo.

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Bungie sembra avere le idee troppo confuse su Destiny 3 e il futuro del franchise

Il mercato è in continuo cambiamento, e questo è un fatto. Gli sviluppatori devono in qualche modo seguire i trend per restare a galla. Il punto è che non puoi rimuovere una componente così importante, non se una grossa fetta della tua playerbase dimostra di apprezzarla. E’ già abbastanza folle il fatto di essersi concentrati quasi esclusivamente su Gambit tralasciando il Crogiolo standard. Pensare di rimuoverlo del tutto è francamente offensivo nei confronti dei giocatori.
L’idea non deve essere “rimuovere”, ma “migliorare”. Proporre idee nuove è giustissimo, ma non a scapito di elementi che sono le fondamenta di un intero genere.

Gli arena shooter competitivi come Quake e Unreal non hanno ancora fatto il loro tempo. Ne sono dimostrazione campioni di vendite come Call of Duty e Battlefield. C’è ancora un mercato enorme lì fuori, dove sicuramente è difficile competere, ma che non si può ignorare.
Volete provare la strada di Gambit? Perfetto. Volete sperimentare su un’area aperta con PvP e PvE stile The Division? Ottimo, saremo i primi a volerla provare. Ma non eliminate quanto di buono è già presente nel vostro prodotto. I giocatori non vogliono compromessi, ma qualità.



Destiny ha avuto una storia molto diversa rispetto a quella auspicata dall’azienda prima del lancio. Non è stato quella rivoluzione che un po’ tutti speravano. Ma ha saputo comunque proporre elementi di primissima qualità, tra cui un gunplay ottimo, loot progettati con criterio e un universo forte, ricco di personalità e carattere, a dispetto di una lore semi-nascosta tra i meandri di qualche menu o in un grimorio sulla rete.
Oggi Destiny 2 è un buon gioco, ed essere un buon gioco non è sufficiente per lanciare un seguito a cui mancano pezzi. Questo, Bungie, deve capirlo.