Capcom sta attraversando un momento a dir poco florido. Da qualche tempo a questa parte sembra davvero non sbagliare un colpo, e dopo gli straordinari successi di Resident Evil 7 e Monster Hunter World fa nuovamente centro con il suo remake di Resident Evil 2.
Ovviamente è un gioco che non ha davvero bisogno di presentazioni, un capolavoro dell’epoca 32 bit che ha consacrato Shinji Mikami e Hideki Kamiya nell’olimpo dei game designer. E’ il capitolo che ricordo con più nostalgia se penso alla mia adolescenza, vuoi perché la grafica del primo non riuscivo a digerirla, vuoi perché nel terzo episodio Nemesis mi faceva riempire le mutande, tanto che non riuscii nemmeno a finirlo.
Vediamo cosa si sono inventati per modernizzare le avventure di Leon e Claire e scopriamo perché anche i fan di vecchia data hanno motivo di stare allegri.

resident evil 2 recensioneResident Evil 2 – Recensione

Data di uscita: 25/01/2019
Versione recensita: PC
Disponibile su: PC, PS4, XB1
Lingua: Italiano
Prezzo di lancio: €59.99

Questo Resident Evil 2 è, per l’appunto, un remake. Anche se avete giocato all’originale fino allo sfinimento, questa nuova edizione offre contenuti sensibilmente diversi, che ne giustificano l’acquisto per tutti gli appassionati.
La storia è bene o male la stessa, con qualche lieve differenza. Potremo giocare di nuovo nei panni di Leon o Claire, entrambi bloccati a Raccoon City, cittadina dove la popolazione è stata infettata, con la conseguente esplosione dell’immancabile apocalisse zombi. Alle spalle del disastro c’è la Umbrella Corporation, un nome, una garanzia.

Resident Evil 2 è un survival horror, diversamente dai capitoli 5 e 6. Le risorse a nostra disposizione sono quindi molto limitate, siano esse proiettili, kit medici, piante curative o santine di padre Pio. Non possiamo andarcene in giro a sparacchiare a tutto ciò che si muove urlando a torso nudo. Saremo perennemente in una condizione di svantaggio rispetto agli avversari, e la soluzione migliore sarà quasi sempre la fuga.

“Survival” significa anche che dovremo operare delle scelte importanti. Resident Evil 2 offre un sistema d’inventario molto simile a quello del gioco originale, dunque avremo a disposizione pochissimi slot. Potremo portare con noi solo lo stretto indispensabile, non ci sarà spazio per il superfluo, e dovremo valutare di volta in volta cosa sacrificare per proseguire. E’ un sistema che ad alcuni apparirà anacronistico, superato, eppure ha ancora il suo motivo di esistere. Aggiunge ansia, un senso di insicurezza che è parte integrante del gameplay. Il giocatore non si sentirà mai davvero al sicuro, proprio perché non potrà portare con sé un arsenale in stile Rambo. Siamo esseri umani nel bel mezzo di un’epidemia di zombi, e dovremo fare i conti con tutti i nostri limiti.

Resident Evil 2 – Video recensione

La differenza più marcata rispetto all’originale Resident Evil 2 non è tanto la grafica, quanto piuttosto il posizionamento della telecamera. Se nel 1998 Capcom doveva affidarsi a fondali prerenderizzati in 2D, questa volta il gioco è interamente tridimensionale. La vecchia telecamera fissa e i controlli “tank” sono stati rimpiazzati da un’inquadratura alle spalle del protagonista e movimenti tipici da action adventure. Dal punto di vista di game e level design questa è una rivoluzione che rende praticamente inutilizzabile tutto ciò che era stato fatto col gioco originale.

La telecamera fissa era infatti uno dei principali strumenti a disposizione della regia per creare suspense. Se l’inquadratura è fissa non puoi vedere cosa c’è oltre la scena in cui ti trovi. Questo crea una sensazione di incertezza estremamente cinematografica e adatta a un videogioco horror. Se invece hai la telecamera alle spalle puoi guardarti intorno con uno stick analogico, quindi elimini automaticamente tutta l’angoscia e la paura dell’ignoto. Da questo punto di vista il nuovo Resident Evil 2 non può competere con il gioco originale. E’ però possibile cercare altre soluzioni e provare ad atterrire il giocatore in altri modi.

Primo elemento da tenere in considerazione è il fatto che non avremo mai una visione chiara di cosa c’è dietro di noi. Durante le fasi di fuga del gioco originale sapevamo sempre a che distanza si trovavano i nostri nemici, mentre correvamo da una parte all’altra degli scenari. Nel nuovo Resident Evil 2 non avremo nessuna certezza, non sapremo se siamo al sicuro o se la creatura è sul punto di afferrarci. Potremo solo continuare a correre, affidandoci nei limiti all’intensità dei rumori. L’effetto è molto convincente, capitano dei saltuari jump scare, per fortuna dosati con attenzione.

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In questo Resident Evil 2 arriveremo alla stazione di polizia molto più rapidamente

Questo remake cerca di spaventarci anche utilizzando due potenti, nuovi strumenti. Il primo è il realismo grafico, a cui l’originale non poteva puntare, per forza di cose. Il secondo è la gestione intelligente dell’illuminazione.

Il nuovo Resident Evil 2 si fa forte di un comparto tecnico-visivo di primissimo livello, che rende l’esperienza molto più realistica e meno cartoon di quanto non fosse in passato. Gli zombi sono stati disegnati con perizia, ricordano da una parte gli infetti di The Walking Dead, dall’altra i white walkers di Game of Thrones. Suscitano un senso di disgusto, mettono paura quando arrivano troppo vicino al nostro personaggio, regalano animazioni raccapriccianti quando hanno la meglio su di noi e ci portano al game over. Vedere due zombi che schiacciano Claire al suolo e iniziano a divorarle le viscere mentre la ragazza urla impotente ha un impatto notevole sul giocatore. Un plauso da questo punto di vista va agli artisti, che hanno saputo modellare le creature in modo impeccabile.

Per quanto riguarda l’illuminazione invece parliamo di un espediente molto semplice ed efficace, già utilizzato nel settimo capitolo. Il remake di Resident Evil 2 è estremamente buio rispetto alla sua controparte uscita nel 1998. Ci sono tantissime ambientazioni dove si vede poco e niente, avremo bisogno di altre fonti d’illuminazione. La scarsa chiarezza e la costante minaccia di uno zombi che sbuchi fuori dalle tenebre sono elementi che almeno in parte sopperiscono all’assenza di una telecamera fissa. L’effetto è simile, e viene amplificato dalla superba direzione sonora del prodotto.

resident evil 2 recensione

La direzione sonora di Resident Evil 2 vi supplica di usare un paio di cuffie

Proprio come nell’originale, anche questo remake può contare infatti su un accompagnamento sonoro di altissimo livello. Mi riferisco in particolare agli effetti, siano essi lo strisciare dei passi di un infetto, il suono della carne che viene strappata via da un cadavere o l’inquietante ansimare di un non morto. Non manca il pieno supporto per l’audio tridimensionale, assicuratevi di giocare con un paio di cuffie di buona qualità e vi godrete un’esperienza da pelle d’oca.

La colonna sonora è invece quasi del tutto assente, Capcom ha preferito lasciare spazio ai suoni per creare la tensione. Se siete in vena potrete comunque attivare l’accompagnamento sonoro originale acquistandolo attraverso micro transazione (3 euro). Non credo abbia molto senso, significa che Capcom sapeva di poter puntare all’effetto nostalgia e ha deciso di spremere un po’ i giocatori per il proprio tornaconto. Tra le altre cose, se volete sentire il classico “Resident Evil 2” nella schermata del titolo dovrete comprare la suddetta colonna sonora. Per voler essere precisi, il doppiatore sarà quello di Resident Evil 7, non quello del gioco originale.

Ad ogni modo, sia il realismo della grafica che la presenza di luoghi bui aiutano a incrementare la suspense del giocatore. L’effetto finale non è a mio parere spaventoso come nel videogame del 1998, ma mi rendo conto di non poter essere oggettivo. Ho giocato a Resident Evil 2 quando avevo 16 anni, è probabile che fossi molto più suggestionabile all’epoca di quanto non lo sia adesso. Con ogni probabilità il livello di tensione dipenderà molto anche dalla vostra età, e dai ricordi che avete verso il vecchio gioco.
Di sicuro non parliamo di un horror spaventoso come può essere un Alien Isolation, Amnesia, Outlast, Fatal Frame e compagnia.

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Resident Evil 2 crea ansia, ma non è terrificante stile Alien Isolation

Quello che posso dire senza ombra di dubbio è che Capcom ha svolto un lavoro eccellente con il Tyrant. Come probabilmente saprete, c’è un momento del gioco in cui sarete inseguiti da un avversario che non potrete abbattere. E’ concettualmente simile a Nemesis del terzo capitolo, con qualche lieve differenza, che lo rende in realtà più vicino ai 3 antagonisti principali di Resident Evil 7.
La nuova impostazione grafica, la telecamera e il level design in questo caso funzionano a dovere: il Tyrant mette paura, ci costringe a muoverci di continuo, ci obbliga a farci un’idea dell’ambiente con occhiate rapide, anche mentre cerchiamo di risolvere gli enigmi. Il suono dei suoi passi si farà più o meno intenso a seconda della distanza, e noi stessi dovremo cercare di non farci sentire. Sotto certi punti di vista mi ha ricordato lo xenomorfo di Alien Isolation.

Capcom ha voluto assicurarsi che i vecchi fan del franchise avessero pane per i propri denti. I puzzle presenti in questo Resident Evil 2 sono diversi rispetto all’originale, o magari gli oggetti per arrivare alle soluzioni sono stati collocati in posizioni differenti. In generale c’è stata una chiara semplificazione degli enigmi, che adesso appaiono meno astrusi e per certi versi più al passo con i tempi. Perfino la mappa è adesso molto più utile, e ci indicherà con precisione le stanze in cui non abbiamo ancora recuperato tutti gli oggetti disponibili.

Non crediate però che il gioco sia diventato troppo facile. Al livello di difficoltà più elevato le cose si faranno veramente dure, con tanto di rimozione del salvataggio automatico e ritorno in pompa magna delle famigerate macchine da scrivere.

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Salutiamo con la manina il Tyrant

Gli zombi poi non sono fatti proprio di cartongesso, e richiederanno un numero considerevole di munizioni per essere mandati al tappeto. Sì, potremo puntare alla testa sperando di fare più danni, ma a conti fatti serviranno comunque tanti proiettili, proiettili che non possiamo permetterci di sprecare su avversari di poco conto.

Arrivare da un boss male equipaggiati in Resident Evil 2 significa andare incontro al massacro, dunque assicuratevi di gestire al meglio le vostre risorse. Combattere i nemici più tosti mette addosso parecchia tensione, ma non sono rimasto convintissimo di alcuni combattimenti. All’inizio non avevo capito cosa mi stonasse, era una sensazione confusa, che non avevo provato col gioco originale. Dopo averci riflettuto a fondo ho capito che il mio problema aveva a che fare proprio con la nuova telecamera.

Senza fare spoiler, durante alcuni scontri con un boss mi sono accorto che il mio personaggio risultava poco agile. Era come se Leon si muovesse troppo lentamente, come se non facesse quello che volevo che facesse. In realtà ho capito che non si trattava di velocità, ma per l’appunto di telecamera. Se mi dai un’impostazione da adventure in terza persona, non puoi limitare le possibilità di movimento a com’erano 20 anni fa. I protagonisti non possono schivare, non possono saltare, non possono scattare, non possono effettuare manovre evasive di alcun tipo. La sensazione è simile a quella che si aveva con i controlli tank, e appare non al passo con i tempi.

Pensiamo un secondo a quella porcheria di Resident Evil 6. Capcom aveva implementato un comando per dare un calcio al nemico e allontanarlo. Sembra una cavolata, ma aggiungeva un’opzione in più ai nostri movimenti. E un’opzione in più è fondamentale, se vuoi toccare il genere adventure.

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Resident Evil 2 ci delizia con tante scenette a effetto

Naturalmente non si tratta di un difetto di chissà quale entità, ma mi sarebbe piaciuto vedere un po’ di coraggio in più da parte dello sviluppatore. Del resto alcune sezioni sono state pesantemente modificate con ottimi risultati (la sezione dell’alligatore è nettamente migliore, così come la gestione del coltello con annesso deterioramento). Si poteva fare di più con i movimenti, si poteva migliorare la sceneggiatura e l’interazione tra i due protagonisti, si poteva essere meno stronzi con il discorso colonna sonora. Mancanze di poco conto, che non tolgono molto a un lavoro comunque straordinario.

E i contenuti – naturalmente – non mancano. Ci metterete circa 7 ore a completare il gioco la prima volta, ma come probabilmente saprete è necessario arrivare ai titoli di coda con entrambi i personaggi per vedere il vero finale. Alcune sezioni saranno in comune, ma Leon e Claire incontrano comprimari differenti, hanno delle storie e delle motivazioni diverse, e anche certi puzzle sono stati modificati. Il secondo playthrough sarà senza dubbio più rapido e facile, ma sarà comunque piacevole completare la storia osservandola da una prospettiva diversa. A questo aggiungete gli scenari di Leon B e Claire B che aggiungono ulteriore carne al fuoco, il ritorno trionfale di Hunk e Tofu.

Capcom sta inoltre continuando sulla retta via, come già fatto in Monster Hunter World. A partire dal 15 Febbraio saranno rilasciati 3 scenari aggiuntivi in forma totalmente gratuita. Questi si concentreranno su personaggi che non sono riusciti a sopravvivere al disastro di Raccoon City, e ci permetteranno quindi di osservare l’epidemia da prospettive diverse. Non dovrebbero essere particolarmente longevi, ma sono comunque dei contenuti extra offerti gratuitamente per ringraziare i fan. Un’ottima mossa, che tuttavia rende ancora più incomprensibile la scelta di vendere la colonna sonora originale per 3 euro.

Consigliato


Capcom è riuscita a svecchiare un classico del passato in maniera magistrale. Il nuovo Resident Evil 2 non è certo un gioco perfetto, ma è assolutamente all’altezza del capolavoro originale. E’ un B movie tradotto in videogioco, un inno al gore e al fanservice, ma anche una lezione su come si fa un remake con i controcazzi a distanza di 20 anni dall’originale.
La nuova impostazione della telecamera ha costretto il team a riprogettare l’intera esperienza. Ogni ambientazione è stata concepita con criterio partendo da presupposti diversissimi, utilizzando il contrasto tra luce ed ombra per creare tensione, sfruttando i suoni per spingere sul senso di incertezza, il tutto condito da una grafica di altissimo livello e da un character design impeccabile. Questo è game design d’altri tempi, splendidamente traslato e innalzato a potenza grazie alle tecnologie del nostro presente.
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Anteprima Prodotto Prezzo
Resident Evil 2 Resident Evil 2 69,99 EUR 29,99 EUR
Pregi Difetti
  • Remake assolutamente all’altezza dell’originale
  • Tanta personalità senza tradire il lavoro originale
  • Forte sensazione di precarietà e angoscia
  • Semplificazione e snellimento di puzzle, mappa ed esplorazione, con un backtracking sensato
  • Difficoltà scalabile e lineare
  • Ottime reinterpretazioni sia del Tyrant che dell’alligatore
  • Animazioni facciali eccellenti, ottima recitazione
  • Direzione sonora di altissimo livello
  • Tanti contenuti, ottima longevità e scenari gratuiti
  • Probabilmente meno spaventoso dell’originale per la mancanza della telecamera fissa
  • Avrei gradito maggiore libertà nei movimenti, specie contro i boss
  • Alcune texture stonano, poco definite
  • La colonna sonora originale a pagamento è una mossa da pezzenti