E’ stato direttamente Mark Cerny a diffondere le prime informazioni ufficiali su PS5, la nuova console ammiraglia di Sony che andrà a sostituire PS4. Per prima cosa viene confermato che il lancio di PlayStation 5 non avverrà nel 2019. Non credo che la notizia sorprenderà nessuno, anche un gran numero di analisti aveva previsto un’uscita non prima del 2020.

PS5 retrocompatibile

Le informazioni più interessanti sono però altre. Ascoltando le innumerevoli richieste dei giocatori e adattandosi alla concorrenza, viene confermato che PS5 sarà retro compatibile con i giochi PS4. E’ un valore aggiunto non indifferente, e un graditissimo cambiamento nelle strategie di Sony.

Negli ultimi anni, il colosso giapponese ha marciato un po’ troppo sulla riproposizione dei vecchi titoli sulle nuove console. In particolare durante la corrente generazione, il mercato ha visto tornare videogame ancora troppo giovani per ricevere una rimasterizzazione, limitandosi a un incremento nella definizione e poco altro. Esempi come Journey, The Last of Us, Uncharted o Beyond sono molto emblematici in tal senso. Fondamentalmente si trattava di soldi facili, franchise di altissimo livello, con un seguito di fan considerevole. Poter rigiocare le avventure di Nathan Drake con una definizione leggermente superiore ha avuto il suo perché per molti giocatori. Con ogni probabilità tutto ciò non sarebbe avvenuto se PS4 fosse stata retro compatibile con i titoli PS3.

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Non che ce ne fosse bisogno, ma Microsoft e Xbox One hanno dimostrato che i fan amano giocare anche alle vecchie glorie. Alcuni videogame per Xbox 360 continuano ad avere una community online molto attiva, grazie anche alla retro compatibilità. Senza menzionare il fatto che la riduzione dei tempi di caricamento ha potuto rendere l’esperienza molto più piacevole, come nel caso di Red Dead Redemption.

PS5 si adegua quindi alla concorrenza e va incontro ai giocatori. In un momento in cui le politiche dell’azienda vengono aspramente criticate per i motivi più disparati, direi che è una mossa intelligente. Fai contenta la community, getti un po’ di acqua sul fuoco e dai un’immagine positiva, quella di una compagnia attenta alla voce dei consumatori.

Quale che sia il motivo, finché siamo noi a guadagnarci direi che va benissimo così.

PS5 con Ray Tracing e Ryzen 3

Secondo elemento su cui bisogna soffermarsi è Ray Tracing. Prima spieghiamo in due parole di cosa si tratta, giusto per schiarire le idee a chi non mastica troppo di grafica e GPU.

Cos’è Ray Tracing

Ray Tracing è una tecnologia che esiste da molti anni, ma che fino a poco tempo fa non era mai stata utilizzata nei videogame. E’ infatti estremamente pesante da gestire, richiede un hardware potente, tanto che Nvidia ha voluto agevolare le sue ultime schede video con dei chip dedicati.
Essenzialmente Ray Tracing cambia la maniera in cui vengono gestite le fonti di luce e le rifrazioni all’interno della scena. Abilitare questa tecnologia permette di ottenere immagini molto più realistiche, con riflessi che vengono generati in tempo reale sulle superfici di qualsiasi oggetto, in base allo shader applicato alla texture.

Se camminate su una pozza d’acqua vedrete automaticamente il riflesso del cielo sopra di voi e degli edifici che avete accanto. Le rifrazioni si modificheranno man mano che il vostro personaggio si sposta, seguendo il punto d’osservazione.
Fino a ieri, elementi di questo tipo venivano gestiti in maniera molto diversa. A volte si incollavano delle immagini bidimensionali, a volte ci si affidava a una approssimazione delle animazioni, a volte si utilizzava l’illuminazione globale dinamica, anche con buoni risultati.
Con Ray Tracing tutto ciò viene invece gestito e calcolato in tempo reale, è la scheda video a renderizzare il tutto nella maniera corretta.

In questo video potrete farvi un’idea più chiara della differenza tra Ray Tracing on e off.

Battlefield 5 in versione PC, Ray Tracing on e off

PS5 monterà una APU capace di gestire Ray Tracing in tempo reale, come le schede Nvidia di serie RTX. Questa notizia mi ha parecchio sorpreso. Tanto di cappello se riusciranno a proporre la console a un prezzo inferiore ai 500 euro.

Per PlayStation 5, Sony ha deciso di affidarsi nuovamente ad AMD, e in particolare alla sua tecnologia Ryzen di terza generazione, non ancora commercializzata. I nuovi processori dovrebbero arrivare sul mercato orientativamente a metà 2019. Assumendo di avere un refresh all’anno, quando PS5 arriverà nei negozi dovrebbe trovarsi indietro di una generazione rispetto alle proposte PC. Il che sarebbe abbastanza in linea con quanto ci si aspetta da una console venduta a un prezzo ragionevole.

L’adozione dell’architettura Ryzen potrebbe essere interessante anche per il mercato PC, assumendo che Intel non cambi qualcosa da qui a due anni. Al momento c’è infatti una situazione piuttosto bizzarra.
Ultimamente Intel ha avuto parecchi problemi produttivi, che hanno portato a una scarsa disponibilità di CPU e a prezzi più elevati del normale. AMD ha invece cambiato registro con i suoi nuovi Ryzen, adottando un più efficiente processo produttivo a 7 nanometri, contro i 14 della concorrente.
Oggi le soluzioni Intel sono migliori con i videogame, più che altro perché lavorano a frequenze superiori. D’altra parte, a parità di prezzo Ryzen si comporta meglio in multithread, avvantaggiandosi quindi con numerosi applicativi.

Mark Cerny ha dichiarato che la nuova APU di PlayStation 5 avrà 8 core, dunque è ragionevole aspettarsi 16 thread. Ci auguriamo quindi che gli sviluppatori inizino un po’ a modificare il proprio atteggiamento nei confronti dei videogiochi, cercando se possibile di gestire le operazioni in parallelo. Magari la nuova console riuscirà ad essere un incentivo per migliorare anche l’ottimizzazione su PC, che spesso è molto deficitaria proprio lato CPU.

PS5 con SSD

Finalmente il grande passo: Sony ha deciso di abbandonare i vecchi hard disk per passare a una ROM su SSD. Questo significa fondamentalmente due cose per la nuova PS5: velocità di accesso ai dati sensibilmente superiore e quantità di spazio disponibile ridotto.

Sono entrambi punti interessanti. Cerny ha dichiaro che PlayStation 5 utilizzerà un SSD con velocità superiori rispetto a qualunque altro SSD disponibile su PC. Realisticamente penso (e spero) si riferisse ai modelli standard da 550MB al secondo. È probabile che la ROM sia saldata nella piastra madre, e che la velocità in lettura possa essere superiore anche in virtù di questo. Se invece si puntasse a ottenere velocità in linea o superiori agli standard NVMe le cose sarebbero molto diverse. I nuovi SSD raggiungono velocità di lettura e scrittura particolarmente elevate, nell’ordine dei 3,5GB/s.

Penso sarebbe un po’ un overkill per una console, non credo ci sia davvero l’esigenza di tempi di caricamento tanto veloci, specie se questi andassero a impattare sul costo finale della macchina. Se poi Sony tirasse fuori dal cilindro una tecnologia ugualmente veloce ed economica come i normali SSD sarà tanto di guadagnato per tutti. Quale che sia il piano di Sony, di certo andiamo incontro a uno stravolgimento (in positivo) rispetto ai vecchi hard disk meccanici da 5400 giri al minuto.

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PS5 userà ROM SSD, ma saranno anche NVMe?

Detto questo, sarebbe stupido aspettarsi spazi di archiviazione abbondanti. Gli hard disk sono lenti, vero, ma costano anche pochissimo. Gli SSD hanno prestazioni nettamente superiori, ma anche i prezzi sono sensibilmente più elevati. È la contropartita.
Non avrebbe nemmeno molto senso mettersi a parlare di eventuali tagli di memoria. In teoria nel 2020 sarebbe auspicabile avere almeno 4TB di spazio disponibile, o più. Oggi un SSD da 1TB costa circa 120 euro. Una console deve avere un prezzo accessibile, restando sempre al di sotto di certe soglie. Abbiamo già visto tentativi di commercializzazione fallimentari proprio a causa di prezzi troppo elevati, come nel caso di 3DS, PS3 e la prima Xbox. Esistono ovviamente delle eccezioni, come nel caso di PS2, ma parliamo di un mercato molto diverso, di tempi molto diversi.

PS5: prezzi e aspettative

Sony dovrà riuscire a proporre PS5 a un prezzo competitivo. Da regina del mercato tradizionale potrà disporre di un certo margine di errore. Nintendo fa corsa a sé, così come il solito mercato PC, e probabilmente anche Google Stadia farà corsa a sé. L’unica vera avversaria sarà Microsoft, come ormai accade da anni a questa parte. Atari non la stiamo neanche prendendo in considerazione, sarebbe prematuro farlo, abbiamo bisogno di vedere qualcosa di concreto.

Coniugare una GPU con supporto a Ray Tracing, una ROM particolarmente veloce e la capacità di gestire grafica in 4K nativi a 60 frame al secondo non sarà certamente cosa facile. Per la verità, Mark Cerny sostiene che PlayStation 5 sarà in grado di “supportare” la risoluzione 8K. Escludo senza dubbio alcuno che la console possa gestire videogame a una definizione tanto elevata. Più verosimile è invece che sia presente un qualche output che supporti tale risoluzione attraverso upscale della TV.
Essenzialmente significa che sarà presente una porta HDMI 2.1, standard che supporta il 4K fino a 120 hertz, o l’8K fino a 60 hertz.

the division 2 ps5 playstation 5

Con PlayStation 5 Sony deve continuare ad offrire un pacchetto interessante a un prezzo competitivo. Le prestazioni, almeno al lancio, dovranno essere vicine a quelle di un PC di fascia medio alta. La compagnia vanta esclusive di ottimo livello, ma la competizione è sempre agguerrita. La stessa Microsoft ha fatto ultimamente parecchi acquisti, e ha reso evidente la propria intenzione di tornare a investire sulle esclusive. Xbox Game Pass è in crescita, mentre PlayStation Plus è in declino.

PS5: considerazioni finali

Le prime informazioni sul comparto tecnico di PS5 sono a dir poco interessanti. Naturalmente è tutto da finalizzare, non dubitiamo che l’azienda stia ancora decidendo le specifiche definitive. Sono dettagli che di solito non vengono divulgati per intero, comunque non prima dell’uscita della console. Resta il fatto che le premesse lasciano comunque ben sperare, almeno in termini di performance. Qualche perplessità riguarda invece sia lo spazio di archiviazione, che soprattutto il prezzo della macchina. Il supporto a Ray Tracing lascia intendere che il chip video avrà performance di un certo livello, almeno allineate a quelle dell’attuale RTX 2060.

Si spera che non tutti gli sviluppatori decidano di utilizzare Ray Tracing, e che con determinate tipologie di videogame si preferisca dare la precedenza al framerate. Poter giocare a risoluzione 4K e raggiungere quel minimo di 60 fotogrammi al secondo sarebbe un grandissimo passo avanti per il panorama console, dove i 30 FPS continuano ad essere lo standard.
Perfino scendere a una risoluzione 1080p sarebbe preferibile al 4K, se ci fosse la possibilità di incrementare il framerate in maniera sostanziale.

Ad ogni modo, per il momento c’è ottimismo. Per fare i salti di gioia aspettiamo qualcosa di più concreto.