Il 2017 è stato un anno meraviglioso per i videogame, senza dubbio uno dei migliori di cui personalmente abbia memoria. Sia il mercato del tripla A che quello indipendente hanno offerto dei capolavori straordinari, che hanno fatto la felicità dei giocatori prescindendo dai gusti personali.
Arrivati a Dicembre diamo quindi spazio alla nostra Top 10 dei migliori giochi indie rilasciati nel corso dell’anno. Appartengono a questo circuito tutti quei giochi che non hanno goduto dei sovvenzionamenti di una major, e che sono stati realizzati da team di dimensioni ridotte, disponendo della massima libertà creativa.
Cominciamo dalla posizione più bassa per andare gradualmente verso il podio.

10. What Reimain of Edith Finch | PC, PS4, XBO

what remains of edith finchTroppi sviluppatori si sono lanciati nel genere delle avventure interattive con l’idea di raccontare delle storie, ma finendo per annoiare i giocatori con produzioni mediocri. What Remains of Edith Finch è la migliore eccezione dell’anno, un gioco dove si gioca pochissimo, un racconto che è una collezione di storie brevi atte a comunicare determinati contenuti.

E’ un prodotto molto maturo, desidera essere un’esaltazione alla vita e ci chiede di non sprecare il tempo che abbiamo. Ci racconta della famiglia Finch, persone colpite da un qualche tipo di sfortuna cosmica che si sono ritrovate a morire in circostanze bizzarre, insensate, tante volte assolutamente gratuite e improvvise. What Remains of Edith Finch ci dice che la vita è un regalo prezioso, e nessuno di noi dovrebbe sprecarlo o perdere tempo, perché nessuno di noi sa quanto ce ne sia concesso.

E’ un prodotto da interpretare, dovremo leggere tra le righe, ma i contenuti non sono affatto nascosti, il messaggio è sempre molto chiaro. La maniera in cui le storie vengono narrate oscilla fra il drammatico, il tragicomico e il nonsense, il giocatore viene spesso spiazzato, ci si sente sinceramente incuriositi.
Il gioco è fortunatamente tradotto in italiano (sottotitoli) e gode di una buona qualità tecnica.

Recuperatelo se vi piacciono le avventure interattive di alta qualità in stile Firewatch, Gone Home e simili.

Valutazione 8.5/10
Metascore 8.9/10


9. Torment: Tides of Numenera | PC

torment tides of numenera nrsIl seguito spirituale del leggendario Planetscape Torment è un CRPG sopraffino, sceneggiato in maniera ottima e dotato di un lore fantastico. Rispettando la tradizione di questo franchise, Tides of Numenera ci porta in un lontano futuro, dove la magia è una reliquia da comprendere mentre il male e la miseria sono componenti sempre presenti nell’animo umano.

Il gioco può essere affrontato senza combattere, le possibilità offerte dal dialogo consentono di risolvere le questioni con diplomazia, con l’intimidazione e la dialettica. A supportare tale libertà c’è naturalmente un lavoro mastodontico in quanto a sceneggiatura. Se non capite la lingua inglese vi direi di lasciar perdere: in Tides of Numenera c’è tantissimo da leggere, e la qualità dei testi è straordinaria. Il gioco gode di personaggi caratterizzati in maniera approfondita, c’è sempre una sfumatura grigia che pervade la maggior parte dei dialoghi, non esistono bene e male in senso assoluto.

Il sistema di combattimento è con ogni probabilità l’aspetto più deficitario della produzione, ma non è un problema insormontabile considerato che col dialogo sarete comunque in grado di proseguire nella storia senza alcun problema.

Un gioco caldamente consigliato agli amanti dei CRPG, a chi avesse apprezzato questo franchise tanti anni fa e a chi sia alla ricerca di una bella storia e non abbia paura di qualche migliaio di righe di testo  in lingua inglese.

Valutazione 8.7/10
Metascore 8.1/10


8. Dandy Dungeon | iOS, Android

dandy-dungeon-nrsDandy Dungeon mi ha semplicemente travolto, è a mani basse uno dei migliori giochi indie dell’anno. Si tratta di un prodotto rivolto a chi vive di anime e manga, un titolo terribilmente giapponese, del tutto privo di senso, carico del sarcasmo e dell’ironia tipiche del Paese del Sol Levante.

Le meccaniche di base sono vagamente associabili a quelle di un SRPG. Forse. Non ne sono davvero sicuro, ma vi invito caldamente a scaricarlo, è un free to play con micro transazioni non troppo invasive.
Impersoneremo uno sviluppatore che decide di creare un videogame, lo aiuteremo nel debug e nei test dei diversi livelli. Tutto molto bello, se non fosse che il nostro avatar è un tizio assurdo, che proietta nel gioco tutte le proprie ossessioni, dubbi e – ovviamente – speranze per un lieto fine con la sua bella vicina di casa. Sì, c’è anche una love story in ballo, roba seria!

Dandy Dungeon è pieno zeppo di contenuti marcatamente giapponesi, e il sonoro… beh, il sono è qualcosa di glorioso. Il nostro prode programmatore fa “purìn purìn” mentre pulisce la stanza. Cioé, non so se mi spiego. Purìn purìn!

Se avete passato l’adolescenza in compagnia di anime e manga vi consiglio caldamente di scaricare questo gioco sui vostri cellulari, ne diventerete dipendenti.

Valutazione 8.8/10
Metascore 9.1/10


7. Cuphead | PC, XBO

cupheadCuphead non è esattamente un indie canonico. Ha ricevuto da subito una notevole attenzione da parte della stampa specialistica, e ha stuzzicato la curiosità dei giocatori fin dall’annuncio. Gli stessi sviluppatori hanno investito moltissimo nel progetto, sia in termini di tempo che di speranze. Per loro fortuna sono stati ampiamente ripagati.

Cuphead è uno shooter 2D a scorrimento che si fa forte di uno stile grafico ispirato ai cartoni animati degli anni ’20. Il gioco consiste in prevalenza in una serie di scontri con boss particolarmente ostici, che metteranno alla prova la vostra abilità con il pad. Più che difficile, Cuphead è impegnativo, nel senso che richiede di memorizzare gli schemi di attacco degli avversari. Ovviamente saranno necessari anche dei riflessi pronti.

E’ in pratica un gioco che adotta una filosofia della vecchia scuola. Se siete cresciuti con console come NES e SNES troverete il livello di difficoltà molto gratificante e bilanciato piuttosto bene. I più giovani o quelli abituati alle sfide moderne potrebbero trovare il titolo fin troppo ostico.
Resta il fatto che in termini di game design gli sviluppatori hanno svolto un lavoro eccellente, dunque ci si sente comunque spinti a tentare e ritentare. E’ uno di quei prodotti insomma che riescono a galvanizzare una certa categoria di giocatori, quelli che si esaltano con i vari Dark Souls e Bloodborne.

Sia ben chiaro infine che non parliamo di una difficoltà paragonabile a quella di prodotti veramente cattivi come Super Meat Boy, VVVVVV, Super Hexagon e similari. E’ comunque un gioco confezionato in maniera splendida, una specie di ode ai tempi che furono. Lo consigliamo caldamente ai nostalgici e a chi è cresciuto con gli shooter del passato, è senza dubbio uno dei migliori giochi indie del 2017.

Valutazione 8.8/10
Metascore 8.8/10


6. Pyre | PC, PS4, XBO

pyreSupergiant Games è una software house che non ha mai sbagliato un colpo. Partendo da Bastion, continuando con Transistor e arrivando al più recente Pyre, questi sviluppatori hanno dimostrato di avere un talento straordinario.
Il gioco segna uno stacco col passato, affidandosi a una narrativa un po’ più tradizionale, molto più approfondita che in Bastion e vicina a quella di un gioco di ruolo di stampo classico. E’ una storia appassionante, scritta molto bene e scandita da una ritmica impeccabile. Affascina.

Il gameplay vero e proprio è atipico, una sorta di ibrido tra un gioco di sport e uno strategico in tempo reale con elementi ruolistici. Il gioco ci metterà nei panni di un gruppo di esiliati che decidono di prendere parte a una particolare competizione per guadagnarsi il diritto di tornare alla vita civile.
Queste “partite” si svolgono all’interno di particolari arene dove potremo controllare un unico personaggio alla volta. L’obiettivo sarà portare una sfera all’interno della base avversaria. Ciascun personaggio è dotato di parametri e abilità particolari, che ne influenzano la maniera di muoversi e di scontrarsi con i nemici. C’è tantissima tattica.

Tra una partita e l’altra potremo personalizzare i membri del gruppo, avremo accesso ad una sorta di albero delle abilità, andremo avanti nella storia e potremo immergerci nel complesso lore del gioco grazie a una mole di contenuti davvero corposa.

Pyre è un gioco consigliatissimo a chi apprezza i titoli più sperimentali anche in termini di meccaniche, o a chi sia alla ricerca di una storia di qualità. Il gioco è tuttavia in inglese, tenetene conto.

Valutazione 9.0/10
Metascore 8.2/10


5. Night in the Woods | PC, PS4

night in the woods nrsPenso sia corretto far rientrare Night in the Woods nel genere dei giochi “di ruolo”, nel senso che saremo portati a calarci nei panni di un personaggio. Meccanicamente è un adventure con alcuni elementi da platform, ma la protagonista assoluta qui è la storia che decideremo di scrivere.

Il gioco consiste nel decidere in che modo trascorrere le giornate all’interno di una cittadina da cui siamo rimasti lontani per anni. Dovremo scegliere quali rapporti approfondire, con chi passare il nostro tempo, come relazionarci con i vecchi amici d’infanzia che intanto sono cresciuti e sono andati avanti con le proprie vite.
Night in the Woods offre uno spaccato molto lucido di quello che può essere il disagio di chi ha appena finito gli studi, lo spaesamento nel guardare i propri amici mentre concludono qualcosa nella propria vita, il senso di inadeguatezza che è riflesso dei nostri tempi.

Gli straordinari personaggi partono da modelli caratteriali stereotipati, arricchiti però da tante sfumature che li rendono credibili e affascinanti. Si crea una certa empatia con la protagonista, la città appare davvero viva, saremo curiosi di sapere come se la passa un NPC piuttosto che un altro.

Night in the Woods rientra fra i migliori giochi indie di quest’anno grazie soprattutto al proprio coraggio. E’ un’esperienza narrativa freschissima, originale e davvero piacevole. E’ dotato di una rigiocabilità stellare, perché ovviamente dedicare tempo a qualcuno significa anche privarne qualcun altro. Un prodotto brillante, consigliatissimo a chi sia alla ricerca di un’esperienza che consente una notevole immedesimazione.

Valutazione 9,0/10
Metascore 8.8/10


4. Hollow Knight | PC

hollow knight nrsIl 2017 non ha visto tantissimi metroidvania, ma i pochi arrivati sul mercato sono stati molto soddisfacenti. Hollow Knight appartiene a questa categoria, ed è anche uno dei migliori giochi di quest’anno, polverizzando perfino il remake di Metroid 2 in termini qualitativi.

Finanziato attraverso Kickstarter, Hollow Knight non si allontana troppo dalla formula classica del genere, giusto il necessario per mostrare con orgoglio una notevole personalità. E’ ambientato in una sorta di mondo degli insetti post-apocalittico, dove guideremo un cavaliere nelle profondità della terra.
Il game design è eccellente: senza darci direttive particolari il gioco riesce a metterci nella direzione giusta nonostante il mondo di gioco sia decisamente ampio. La particolare ambientazione, il bestiario insolito e una veste grafica curatissima ci spingeranno ad andare in giro ed esplorare. Non capita mai di sentirsi sperduti, si procede poco per volta con una progressione ottima. Ci si sente realmente immersi nel mondo di gioco.

I controlli, all’inizio piuttosto basilari, diventeranno sempre più complessi, man mano che apprenderemo nuove abilità. Il giocatore può personalizzare il cavaliere con amuleti che ci garantiranno bonus di vario tipo. Ce ne sono tanti, potremo gestirli attraverso un sistema a punti da spendere nelle categorie a cui desideriamo dare la precedenza.

Hollow Knight è un gioco molto profondo, affascinante, originale, curatissimo in tutti i dipartimenti. E’ un acquisto obbligato per tutti gli amanti dei metroidvania, uno dei migliori giochi indie dell’anno in assoluto, ricco di carattere e personalità. Il prezzo contenuto e la longevità parecchio elevata sono solo la ciliegina sulla torta di un prodotto che merita un posto d’onore nella collezione di qualsiasi giocatore.

Valutazione 8.6/10
Metascore 8.6/10


3. Hob | PC, PS4, XBO

hobHob sarà ricordato sempre con una certa amarezza, essendo l’ultimo videogame realizzato dai bravissimi ragazzi di Runic Games, i creatori di Torchlight. E’ uno dei giochi migliori dell’anno, e si va a collocare sul terzo gradino del nostro podio virtuale.

Rientra nel genere degli adventure, ma è molto più incentrato sulla risoluzione di enigmi e sull’interazione ambientale che non sui combattimenti. Combattimenti che ovviamente ci sono, ma risultano piuttosto facili, il livello di difficoltà generale tende verso il basso.

Il mondo di gioco è uno dei grandi protagonisti del gioco. Può essere manipolato per la risoluzione degli enigmi, gode di un design notevole, è ricco di scorciatoie, passaggi segreti e oggetti nascosti di cui sarà un piacere andare alla ricerca.
Hob non aggiunge in realtà nulla di nuovo alla formula già nota degli adventure, ma quello che fa lo fa bene, ogni cosa è rifinita e inserita meccanicamente in un ingranaggio che funziona alla grande. Pur non rivoluzionando nulla rimane comunque uno degli adventure più validi che ci sia capitato di giocare.

Il gioco è consigliato a chi apprezzi gli adventure tradizionali in stile The Legend of Zelda. Pur senza raggiungere l’eccellenza del franchise di Aonuma e Miyamoto, Hob dice la sua con una voce corposa e una veste grafica incantevole. Un terzo posto per uno dei giochi migliori dell’anno.

Valutazione 8.9/10
Metascore 77/100


2. Divinity: Original Sin 2 | PC

divinity original sin 2 ii“Titanico” è la prima parola che mi viene in mente quando penso a Divinity Original Sin 2. A dispetto del mio background (sono cresciuto con Baldur’s Gate e Neverwinter Nights) non posso che ritenere Original Sin 2 il miglior CRPG di sempre. A parte la lingua italiana ha tutto, non manca assolutamente nulla.

Ci offre la possibilità di creare un personaggio da zero e inventarci la nostra storia o utilizzarne uno di quelli preparati per noi dagli sviluppatori. Ha una sceneggiatura spettacolare, ci immerge in un mondo vastissimo, dal lore profondo, con una sua geografia e una sua storia che attraversa i millenni.
Original Sin 2 non ha paura del giocatore, anzi mette nelle sue mani ogni potere, sicuro che l’esito sarà comunque eccellente. Mi spiego meglio: godremo di una libertà d’azione pressoché totale. Ciò significa che potremo anche ritrovarci ad uccidere degli NPC prima che questi possano attivarci determinate missioni o rivelarsi importanti all’interno della storia.

Potrete affrontare le questioni in maniera diplomatica o violenta, sarà solo una vostra scelta. Il gioco, dal canto suo, vi mette a disposizione un sistema di combattimento impegnativo, stratificato e profondamente strategico, dove il terreno di scontro e gli oggetti presenti nello scenario avranno spesso un ruolo determinante.

Alternativamente potremo parlare, convincere, dissuadere, intimidire, corrompere, tutto quello che volete. Figuratevi che nel corso del gioco potremo ritrovarci ad avere degli screzi anche con gli stessi membri del party, che potrebbero decidere di abbandonarci, o magari ribellarsi e costringerci ad ucciderli. Ciascuno dei compagni avrà una sua opinione riguardo il nostro operato, ogni cosa sarà estremamente mobile.

Divinity Original Sin 2 è un lavoro colossale, è semplicemente assurdo che sia stato realizzato solo con i sovvenzionamenti dei fan. Larian Studios non si è limitata a realizzare uno dei migliori giochi indie del 2017: ha confezionato il miglior CRPG di sempre, un mostro in grado di ergersi nell’olimpo dei più grandi di sempre. Imperdibile.

Valutazione 9.1/10
Metascore 9.3/10


1. Hellblade: Senua’s Sacrifice | PC, PS4, XBO

hellblade senuas sacrificeHellblade Senua’s Sacrifice guadagna il primo posto della nostra classifica dei migliori giochi indie del 2017. Non lo fa per via di un sistema di combattimento particolare, per meccaniche innovative, per un sistema di progressione di chissà che tipo né per la trama. Vince rispetto a qualunque altra cosa perché segna un momento importante nella storia dei videogame, il momento in cui la visione di David Cage per il suo Heavy Rain è diventata finalmente realtà. E’ la fusione perfetta tra il mondo dei videogame e quello del cinema.

Senua’s Sacrifice è un adventure dove combatteremo pochissimo, le meccaniche si incentrano più che altro sulla risoluzione di enigmi ambientali. Ma ciò che porta questa titolo a svettare sopra qualunque altro è la sua capacità di coinvolgere il giocatore. Lo fa con una storia appassionante, tessuta all’interno della mitologia norrena, un racconto che parla di follia, di distacco dalla realtà, di psicosi, si affronta il tormento, la sofferenza di un’anima che non ha più nulla da perdere. E’ una storia a dir poco toccante, recitata in maniera splendida, gode di una sceneggiatura che incalza con ritmi serrati e viene sostenuta da una bellissima colonna sonora a cui non si può restare indifferenti.

Senua’s Sacrifice è un videogame, sì, ma è anche vicinissimo a un film. C’è una narrazione costante, un bisbigliare nelle nostre orecchie (usate le cuffie), la voce delle psicosi della protagonista, delle sue paure e delle speranze, una voce che ci attanaglia e ci ossessiona e ci tormenta. E’ un calarsi dentro la mente di una persona disturbata, che vive una vita diversa dalla nostra, alcuni la considerano maledetta.
Si crea un sincero legame con Senua, questa donna guerriera che a dispetto delle straordinarie doti combattive rimane un essere umano. E’ fragile, è delicata, è sensibile. E il giocatore vuole il suo lieto fine, proverà un fortissimo desiderio di proteggerla.

Hellblade non è stato capito. La gente si aspettava un action-adventure sulla falsariga di Nioh e Dark Souls, invece ci siamo ritrovati con un’opera complessa sotto altri punti di vista.
E’ un gioco, perché si lascia giocare, ci chiede di combattere, di interagire, di trovare soluzioni. Ma non è solo questo. E’ un punto d’incontro importante tra due mondi che per tanti anni avevano cercato di toccarsi senza riuscirci veramente. Ci avevano provato Square Enix, Telltale Games, Hideo Kojima, David Cage e tanti altri. Alla fine ci è riuscito uno studio di sviluppo indipendente che ha avuto il coraggio di rischiare tutto. Da giocatore posso solo dire grazie per averci creduto.

Valutazione 9.5/10
Metascore 8.3/10