Quando fu rilasciato l’Annual Pass di Destiny 2, Activision ci mandò un codice di attivazione per coprire le espansioni con tre recensioni, una per DLC. Ne ho scritta una per l’Armeria Nera, ma ho preferito evitare sia per la Stagione del Ramingo che per la Stagione della Ricchezza. Bungie ha infatti deciso di cambiare radicalmente il sistema di distribuzione dei propri contenuti, rendendo le recensioni a dir poco problematiche. Come saprete, a partire dalla Stagione della Forgia, le cose funzionano in maniera sostanzialmente diversa rispetto al passato. Si compra il DLC, quindi si ottiene l’accesso a parte dei nuovi equipaggiamenti e a una versione preliminare dei nuovi eventi. Nel corso dei 3 mesi successivi al lancio vengono poi rilasciati ulteriori contenuti, tra cui equipaggiamenti, missioni, quest, raid e una versione completa e più impegnativa dell’evento principe di quella stagione.

Nel caso della Stagione della Forgia ad esempio, inizialmente potevamo accedere a Volundr, e poco per volta sono state aggiunte nel gioco le Forge successive. Attualmente siamo invece nella Stagione della Ricchezza, e l’attività del momento in Destiny 2 è Serraglio. I contenuti iniziali sono stati rilasciati il 4 Giugno, e il 25 dello stesso mese verrà implementata la versione eroica della stessa attività. Concettualmente non è diverso dalle Forge di livello più elevato o da Verdetto di tier 3.
Qui sotto potete dare un’occhiata alla roadmap attualmente annunciata dallo sviluppatore, che copre fino alla fine di Luglio 2019.
Il fatto che i contenuti vengano rilasciati poco per volta impedisce di realizzare una recensione al lancio del DLC. Gli acquirenti non possono basarsi sul parere di editor, redattori o presunti esperti del settore, in quanto mancano le informazioni necessarie per esprimere un punto di vista completo e informato.

Destiny 2 Stagione della Ricchezza Serraglio

Destiny 2: Stagione della Ricchezza – Roadmap

Ovviamente non poter realizzare delle recensioni complete non è il massimo. Tuttavia personalmente non mi sento di criticare la scelta di Bungie. Nel corso di questi ultimi 7 mesi ho riscontrato un piacevole incremento del mio coinvolgimento con il gioco, causato proprio dal fatto che ogni settimana o ogni paio di settimane ci fossero delle cose da fare. Magari si trattava di un semplice Stendardo di Ferro, magari di una fetch quest a conti fatti noiosa, magari di un evento stagionale. Il punto è che Destiny 2 ha comunicato una vitalità che non vedevamo da tempo, e che ha fatto certamente bene alla community.

Offrire contenuti con costanza è importantissimo in un prodotto di questo tipo. I live service in teoria dovrebbero basarsi proprio sul loro essere “live”, deve esserci un continuo divenire. L’importante è evitare di rompere il meta a ripetizione, un errore commesso da tantissimi prodotti, tra cui il primo The Division e l’attuale The Division 2.

Un’impostazione di questo tipo modifica profondamente il rapporto con il consumatore. In tanti casi i giocatori più informati acquistano un prodotto piuttosto che un altro basandosi sulle recensioni della stampa specialistica, o sulle opinioni di un determinato influencer. Questa volta è diverso, non può esserci un giudizio esteso e onnicomprensivo, solo opinioni in continuo divenire, basate su contenuti che lo stesso giocatore può provare con mano.

Una gestione di questo tipo offre anche un altro vantaggio: consente paradossalmente di ottenere una migliore copertura mediatica da parte di blog e content creator, proprio in virtù di un flusso di contenuti costante. Se una testata decide di seguire il tuo sviluppo, con ogni probabilità offrirà aggiornamenti, guide e approfondimenti su ciascun singolo step della tua roadmap. Questo significa guadagnare tantissima visibilità, mantenere alta l’attenzione dei giocatori e incrementare il potenziale bacino di utenza.

Destiny 2 stagione della ricchezza season of opulence -

La Stagione della Ricchezza di Destiny 2 è iniziata in maniera convincente

Network come VG24/7 sono diventati campioni in questa disciplina, selezionando di volta in volta dei live service e coprendone lo sviluppo in modo approfondito. Lo hanno fatto col primo Destiny, con Fortnite, con Destiny 2, con The Division 2 e con tantissimi altri prodotti e, a giudicare dal riscontro del pubblico, la cosa funziona.

Con ogni probabilità, senza rendercene conto stiamo assistendo a un importante cambiamento. I videogame stanno modificando la maniera in cui introducono nuovi contenuti, in maniera tale da massimizzare la ritenzione dei giocatori. Alcuni monetizzano con le micro transazioni e i Season Pass, come nel caso di Destiny (che comunque abbraccerà a breve la strada del free to play), altri si accontentano delle micro transazioni, altri ancora monetizzano solo con i DLC. L’importante è che la quantità e la frequenza dei contenuti sia costante.

Il modello di God of War, basato sull’offerta di un pacchetto il più possibile completo fin dal lancio, è in declino. CD Projekt Red, che ha svolto un lavoro straordinario con i due DLC di The Witcher 3, sta adesso cambiando approccio con il suo Cyberpunk 2077, che offrirà un qualche tipo di componente online, per quanto non si sappia ancora di cosa si tratti.

Destiny 2, insieme a tanti altri live service, sa che nel nostro presente sono i content creator, gli streamer a decretare il successo o il fallimento di un videogioco. Il marketing e Metacritic sono importanti, è vero, ma non tanto quanto lo erano in passato. Guardate cosa è successo ad Apex Legends, un gioco validissimo al lancio, spinto dagli streamer e portato al successo. Peccato che da quando Electronic Arts ha chiuso il portafogli le cose abbiano preso una piega molto diversa.

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La Stagione del Ramingo di Destiny 2 ha introdotto Azzardo Eccelso, che non ha avuto un riscontro troppo positivo

Oggi Destiny 2 è gestito in maniera quasi matematica, ed è un bene che sia così. Si pianificano i contenuti, si stabilisce a tavolino quando saranno rilasciati in maniera tale da massimizzarne l’efficacia, si evitano accavallamenti con altri eventi e si crea un calendario che terrà il giocatore impegnato e motivato per 3 mesi. E’ pulito, è chiaro, mette nero su bianco. Si sta parlando di un approccio squisitamente strategico, è una tattica che andrà ad amplificare l’impatto di ciascun singolo elemento. Perché in un presente così competitivo, la qualità non è sufficiente.

Titanfall 2 è stato un fallimento in termini economici proprio perché Electronic Arts non ha saputo pianificarne il lancio, collocandolo tra due blockbuster che lo hanno divorato. Ricordate per quanti anni abbiamo parlato di Kingdom Hearts 3? L’hype che lo circondava? E poi che cosa è successo? Perché sembra che sia stato dimenticato? Kingdom Hearts 3 non è affatto un brutto gioco, tutt’altro, ma ha avuto la sfortuna di trovarsi circondato da giganti che in qualche modo hanno ridotto l’attenzione da parte del pubblico, com’è ovvio che sia.
Vi siete mai domandati perché nel periodo subito precedente l’E3 così tante compagnie presentino i loro giochi? Sta per arrivare una fiera importantissima, avrebbe più senso farlo nel corso dell’evento stesso, no? Lo fanno perché non vogliono che altri giochi vadano ad eclissarli, per ottenere un vantaggio in termini di visibilità, perché durante l’E3 ci sono troppe notizie, ci sono troppi annunci, si rischia di venire inghiottiti. Strategia, tattica, massimizzazione.

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La Forgia di Destiny 2 non è un’attività molto divertente

Da questo punto di vista Bungie sta svolgendo un lavoro ineccepibile con Destiny 2. Se una settimana c’è lo Stendardo di Ferro non va ad aggiungerti altri contenuti, e se una settimana inserisce una quest noiosa e interamente basata sul grinding come nel caso di Verità non aggiunge altro. Dà il tempo di svolgere la nuova attività – che si spera sia più piacevole di un grind fest -, ti fa conoscere la ricompensa, che è quasi sempre una bella soddisfazione (Verità è ancora un lanciamissili glorioso), lascia sedimentare e poi lavora per mantenere alto il tuo interesse.

Non so voi, ma personalmente credo che la separazione da Activision abbia fatto un gran bene a Bungie e anche a Destiny 2. Adesso aspettiamo di andare tutti in free to play, con l’invasione di nuovi giocatori che di certo aiuteranno tantissimo in termini di matchmaking e ricchezza dell’esperienza.